martedì 19 maggio 2026

MA DIO DELL' ANTICO TESTAMENTO HA UN ANIMA?

Sul Dio dell’Antico Testamento si sono aperti oggi molti discorsi e non sempre si può trovare il bandolo di una risposta. Una delle poche risorse sarebbe quella di non parlare delle chiese del passato, delle loro conferenze che al proposito sarebbero state un tabu censura. Non soltanto perché è comparso sulla scena un Mauro Biglino, approfondito cultore della lingua ebraica, un divulgatore delle opere letterarie della civiltà di Gesu. Ma sono sorte anche dal mondo femminile spazi interessanti, tutto a vantaggio di un mondo rimasto fin’ ora ermeticamente chiuso. Ma anche per una vasta pubblicazione concessa dalla tecnologia si è raggiunta una buona quantità di vasto interesse. Ecco una domanda che interessa tutti sulla Bibbia: ha il nostro Dio un carattere come l’antico Giove?  Il Dio che scomunica contro chi? Le vendette e le minacce di Dio che senso hanno contro il popolo della Bibbia? Ma esiste un Dio repressivo, un castigamatti? Ad aprire l’antico Testamento si è davanti ad una barbarie continua. E come dicono le statistiche, internet compreso, saranno due milioni mattanze, genocidi di donne, di bambini e di adulti. Un libro così piccolo, un macello così grande. Noi siamo nati perché Dio l’ha voluto e moriremo perché Dio la vuole. Non abbiamo fatto niente per meritare questa tragedia.  Alla differenza di Gesu che ha pronunciato 18 lievi minacce soltanto senza far male a nessuno. Potrebbe esistere solo un libro che raccogliesse l’Antico e il Nuovo Testamento insieme? A molti può sembrare un controsenso farli coesistere tanto siamo lontani nei contenuti. Può darsi che questo Dio sia stato capo di diversi Elohim o divinità che egli ha fatto fuori e cosi è diventato Dio degli ebrei. Io pero mi soffermerei sul linguaggio di Dio o di queste divinità. Ecco qui uno dei tanti esempi. Lo prendiamo dall’esodo 32,27 ”: Iddio comando ai figli di Levi di mettersi la spada ai fianchi, di percorrere tutto l’accampamento da cima e fondo e di uccidere l’amico, il vicino, il compagno. Ed in quel giorno caddero uccise 3.000 pesone. E Dio si compiacque”. E qui si rende opportuno il discorso sul linguaggio di Dio chiamato antropomorfismo. Se non si capisce tutto questo, il resto è inutile. Dio ha Parlato in forma antropomorfica composta da antropos (uomo) e morphe(forma) che significa “a misure d’uomo”. E curioso avere a disposizione una parola di Dio che serve essenzialmente a parola dell’uomo. Vuol dire che Dio viene presentato ai mortali con una forma arcaica di questa delle civiltà antiche. In un tempo di oggi evolutivo e scientifica Dio parlerebbe di bombe nucleari, di tratta dei negri, dei disastri ecologici. Se lo farebbe è perché Dio sembra sia irato, collerico, ma non lo è. Egli vive in una dimensione tutta sua, viene chiamato l’eterno, il permanente (non di passaggio, non transeunte). Se parlasse oggi a misura di umano, non parlerebbe cosi. E la cessazione del Dio amorfo. Rispondiamo passa per passo sul terrore biblico. La bibbia non è stata dettata né scritta da Dio parola per parola. Quindi evidentemente da avvicinarsi e prendere in considerazione con sacro timore. In secondo luogo vanno fatte delle eccezioni: i 5 capitoli della Genesi Mosè del XII secolo A. C. parlano di preistoria, tutto a base di ambienti mitici. In terzo luogo se è dato pensare che essendo comparse l’liade e l’Odissea delle origini greche cosi per corrispondenza non sia sorta anche la bibbia religiosa di quel tempo? Anche perché la bibbia ha parecchi brani di contenuto epico leggendario.  Perché la scrittura è sorta nel V secolo A. C. in Cina, quindi di quel tempo. In quarto luogo Dio ha pensato bene che ci volesse una prevenzione (non un castigo anche se agli uomini del tempo un castigo poteva sembrare) affinché il popolo incolto non desse adito alla propaganda degli stregoni o a gesti superstiziosi. Lentamente siamo arrivati a Gesu. A questo punto Dio non ha più parlato, finite le guerre in nome suo. Egli ci ha lasciati liberi. Liberi per acquisire il senso di responsabilità, il senso di colpa e la maturità di coscienza. Gesu per esempio si è trovato prima della sua passione nel tempio di Gerusalemme dove si faceva gran commercio di animale, pecore, capre e colombe. Gesu parla diretto non più in linguaggio antropomorfico. Egli, il figlio di Dio che, indignato non vendicativo, prende la frusta e caccia fuori tutti. Quando l’amore di Dio diventa fuoco? Perché la casa di Dio è diventata una spelonca di ladri che fa scempio dei poveri e degli oppressi. Questo è il motivo per cui Gesu si sente ribollire il sangue. Secondo la logica di Gesu non è il tempio che lo agita, quanto piuttosto sono la povera gente. Ecco qui si è operata l’evoluzione di Gesu: Dio in funzione dell’umano e della sia miseria, non l’uomo in funzione di Dio. Un po’ torna qui Dio “a misura di uomo”.  Dio non parla più da antropomorfo. Il tempo è maturo: Ecco perché papa Francesco chiama il Dio dell’Antico Testamento il Gesu di Misericordia.
Autore: Albino Michelin 22.04.2026
albin.michel@live.com

MA IL VANGELO NON DICE COSÌ

 

Mi è capitato fra le mani un libro del 1969, quindi 50-60 anni fa cosi intitolato di Roberto Nisbet. Un lavoro che concerneva la diversità fra la chiesa cattolica e protestante, e riguardava non un rito semplice “la comunione si prende con le mani o con la lingua” ma la diatriba avuta con Lutero nel 1500 e che per oltre 450 fino alle porte del Concilio Vaticano II del 1970. Ha significato una vera rottura fra le due chiese che covava fino dai primi secoli della cattolica. Una critica amara, sistematica, autoritaria ed infallibile che ha concluso il loro secolare cammino con contestazioni a non finire che hanno lacerato il Corpo di Cristo. Con morti e grandi guerre da ambe le parti, finiti con una spietata concorrenza, genocidi e bruciar di streghe. I fermenti sono stati tanti, ma le soluzioni poche. Comunque giova realmente ricordare che sarà un lungo cammino per unire le due chiese. Lutero voleva fondare tutta la sua teologia sulla parola di Dio. Ai discorsi del poi, si può pensare che le strutture di pensiero e di espressioni della sua teologia avrebbero potuto fecondare ed arricchire la teologia cattolica. Ma l’intolleranza di quest’ultima fu intransigente. Ed ora quali sono i punti più salienti fra gli altri nella discussione fra le due chiese? 1) La salvezza eterna per le opere o per grazia? La cattolica ritiene che sono necessarie le opere invece la protestante per sola grazia 2) Che cose è la chiesa secondo la dottrina cattolica? La chiesa si identifica con l’organizzazione gerarchica ed in modo particolare con il papato, vale a dire con sé stessa, e considera quelle protestanti da lei chiamate comunità cristiane od organizzazioni ecclesiali ma non chiese. 3) Che cosa significa il termine cattolico? Significa universale per determinare che non è limitata ad una razza e ad un popolo, a causa della perfezione della sua dottrina, a causa del suo adattamento alle necessita degli uomini, a causa della sua perfezione spirituale. Cosi S. Cirillo parlando della sua chiesa cattolica. 4) Come si è formata attraverso i secoli la chiesa cattolica? E il risultato di una evoluzione dell’insegnamento di Gesù e degli apostoli e attraverso l’impero delle anime chiamato clericalismo. Originato dallo stesso popolo e dal clero per imporsi come uno strumento sul sui loro beni, sui loro averi, sulla loro anima e per la maggioranza che non aveva la volontà e gli strumenti per pensare 5) Come si tenta oggi di giustificare la tradizione? Secondo quanto sosteneva il cardinal J. Newmann (1801-1900) per la teoria del germe. È sufficiente che questa tradizione sia contenuta in germe nel suo insegnamento. Penserà poi la chiesa e la sana società a trasformare queste dottrine implicite in una dottrina esplicita. Secondo quanto diceva S. Tommaso” Le verità sono semplici, le applicazioni sono poi da interpretare”. 6) Il primato di Pietro. Questo fu un assoluto per fondare la chiesa su tale apostolo (Mt 16-19) Ancorché Paolo non lo cita mai nella lista dei 59 apostoli di Gerusalemme nell’anno 58 d.C. Ma soprattutto nelle sue lettere Pietro cita la sua Trasfigurazione ma mai il privilegia petrino salutando in esse le comunità sparse nell’Asia minore. 7) Il culto Mariano. La devozione è una cosa (Immacolata Concezione Fatima, Assunta in cielo, Megiugorie.)  Ma il signore dice:” adora il Signore Dio tuo.  E a lui che devi rendere il culto”. Certo Maria è la consolazione degli afflitti 8) I miracoli. Segno distintivo che costituisce il fondamento per conoscere la vera religione. Ma le religioni sono tante e ogni religione ha i suoi miracoli. Molti miracoli hanno avuto origine in quella “Fucina di pie frodi” che fu il Medio Evo. Accettati e accreditati dalla chiesa cattolica per mancanza di spirito critico, per convenienza spirituale e materiale. Oggi continuano a essere per poco speriamo gli strumenti per il dominio dell’anima.

Autore: Albino Michelin 10.04.2026

albin.michel@live.com

IL BISOGNO DI RIFLETTER E DI PENSARE

 Non vi è nessuno che almeno qualche vota non abbia provato l’esigenza di sgomberare la mente, di fermarla, di metterla a tacere e di dirlo come se fosse un tram: “Fermati, voglio scendere”. Si sta parlando del desiderio di trovarsi leggeri, sereni, spensierati.  Ma che belle parole spensierati, spensieratezza, sanno di infanzia. Il desiderio di spensieratezza che a volte proviamo rimanda al fatto che il pensiero che pervade e invade la mente può non di rado essere fonte per l’essere umano inquietudine, persino di malattia. Può essere tossico, generare veleni fino a rendere un veleno lo stesso essere umano. Ecco alcune forme che potrebbero avvelenare il nostro pensiero. Anzitutto il pensiero superficiale, quello delle cose risapute e noiose, quel continuo e insoddisfacente rimuginare che non si dovrebbe chiamare propriamente pensiero quanto piuttosto i pensieri. È essenziale infatti distinguere il pensiero dai pensieri intendendo con questi i fastidi, le preoccupazioni, le ansie, la paura, le elaborazioni mentali deformanti e ingigantite. Questi pensieri arrivano quando vogliono loro, non richiesti, non graditi e a volte si trasformano in ossessioni, si insinuano nelle pieghe della nostra psiche, e non ci lasciano più. Sono i nostri fantasmi interiori, diurni e notturni. Noi parliamo ma in realtà sono essi che parlano dentro di noi. Si può persino cadere in preda di un permanente assedio della mente e cosi perdere il contatto diretto con la realtà, giungendo a non vedere più le cose per quello che realmente sono intrappolati in fantasticherie, illusioni, sospetti, gelosie. Ulteriore forma di pensiero avvelenato è il pensiero predatore, intendendo con questa espressione la volontà che ci porta a pensare unicamente al fine di guadagnare, possedere, dominare, conquistare. Occorre dire che l’occidente è diventato in seguito all’imporsi dello spirito mercantile e del capitalismo. Un tempo si lavorava per vivere oggi si vive per lavorare. Il guadagno e la conquista sono sempre una caratteristica inevitabile per la specie umana e di ogni altra forma attiva che la prima si preoccupa di mettere in evidenza nel procurarsi per mettere in vita se stessi e i propri figli. Ulteriore forma di pensiero che può secernere pensiero velenoso è quello ideologico, intendiamo la decisione acritica e integralista a una dottrina (religiosa, politica e di altro tipo) esibendo un pensiero ripetitivo, stereotipato, uniformato. Si tratta di una prigionia della mente che si ritrova in coloro che vivono un’esperienza multi integralista e fondamentalista. E questa si ritrova anche in politica, nella cultura, in economia e in genere in tutte le forme sociali.  Esiste infine un’ultima forma di pensiero avvelenato che denominiamo pensiero-spirituale. Per essere tale deve completare quella che Vito Mancuso chiama pensiero–“intrattenimento “. Per evitare tale “cultura-veleno” deve superare la semplice cultura libresca, cioè di seconda mano. E con un processo mentale nel caso che qualche cosa nella lettura sia sfuggito.  E quindi con una riflessione come attività mentale in cui emerga la valutazione di qualche argomento importante. In questo caso si potrebbe superare il pensiero superficiale, il pensiero predatorio, il pensiero ideologico. Allora leggere significa pensare con la testa altrui, non solo che con la propria soltanto e sarà un pensiero costruttivo e totalizzante. E cosi il tempo per leggere come il tempo per amare dilaterà il tempo del nostro spirito.
Autore: Albino Michelin 02.04.2026
albin.michel@live.com

SECONDO GESÙ ESISTE L'NFERNO?

Il dilemma viene spontaneo allorché non si sa se Gesù abbia ribadito un concetto della tradizione del tempo o se abbia invece dato una verità di fede a noi comuni mortali? Ed anche fra i teologi ad alto livello ogni dubbio rimane insolubile. Anche recentemente p. A. Maggi, direttore del Centro Sudi Biblici di Montefano (Mc), ha recentemente pronunciato alla Tv dei vescovi che non si addice a Gesù l’esistenza dell’inferno. E similmente il teologo del 900 Urs Von Bathasar affermava altrettanto. Per cui si deve interpellare H. Kung per avere un giudizio un po’ più probante. Se prima i morti andavano nel mondo tutti indistintamente nel mondo sotterraneo ora quest’ultimo per i buoni diventa un luogo di riposo di pace (fino alla risurrezione), ma per i cattivi un luogo di provvisoria punizione e, dopo il giudizio di terribile dannazione.  Gesù ha anche parlato dell’inferno come a quel tempo ne parlavano tutti: con il linguaggio e il modo di vedere del suo tempo. Lo stesso Gesù per quanto riguarda l’inferno ha indubbiamente condiviso in larga misura le concezioni apocalittiche dei suoi contemporanei. A) Gesù non è un predicatore dell’Inferno: in nessuna parte egli dimostra un interesse diretto per l’inferno. Le sue asserzioni sull’inferno non hanno quindi una funzione rivelatoria o definitoria, non sono rivelazione o definizione divine particolari. Per Gesù è essenziale la provocazione alla decisione. Qui sta la differenza essenziale. Infatti come nel Padre nostro o nelle beatitudini neppure nelle prime professioni di fede compare l’inferno. B): Gesù libera dai demoni. Non soltanto Israele ma tutto il mondo era pieno di credenze e di paure nel confronto del Demonio. Ma per 200 Anni (539-331 (a. Cr.) Israele ha fatto parte dell’impero persiano la cui religione era caratterizzata dal dualismo tra un dio buono dal quale proviene tutto il bene e lo spirito cattivo dal quale proviene tutto il male. Gesù predicata il lieto Messaggio della sovranità di Dio e non il messaggio minatorio della sovranità di satana. Non è manifestamente interessato alla figura di Satana o del Diavolo, alla speciale, concezione del diavolo e di Satana. Egli rappresenta un momento della sdemonizzazione e demitizzazione dell’uomo e del mondo e la liberazione per una creaturalità e umanità vera. Il regno di Dio è una creazione buona. Gesù vuole liberare gli ossessi dalla coazione psichica che spezzando cosi il circolo vizioso di turbamento psichico, credenza del diavolo e proscrizione sociale. Giustamente Herbert Haag ha preso congedo da questo tipo di male personificato, dalla credenza dei diavoli che ha prodotto danni incalcolabili. Quello che in nessun caso si può sostenere è quel folle schematismo dualista che presuppone sconsideratamente che la dove c’è un Dio personale devi esserci anche un diavolo personale, là dove ce un cielo deve esserci anche un Inferno, là dove c’è una vita eterna deve esser anche una sofferenza eterna. Come se per il fatto di esserci una cosa debba anche esserci anche sempre il contrario, perché ce l’amore ce anche l’odio. No, Dio non ha bisogno di un anti dio per essere sé stesso. Di qui ha sempre preso le mosse la teologia tradizionale dell’inferno da quando nel 543 dopo lunghe discussioni il sinodo di Costantinopoli ricevette una versione ufficiale contro Origine da un consesso di santi padri. La punizione dell’inferno non è inflitta soltanto ad tempus, essa è piuttosto temporalmente illimitata, dura eternamente. Neppure dopo migliaia di anni con quanta facilità viene pronunciata soprattutto nei confronti degli altri la parola che Dante stesso fin tropo immedesimato nel ruolo del giudice universale scrisse nella sua commedia sull’ inferno “Lasciate ogni speranza voi che entrate”.  Un dio della pace che ha reso eterna la discordia e incredulità? Un Dio della grazia e dell’amore verso i nemici che potrebbe vendicarsi spietatamente dei suoi nemici per tutta l’eternità? Un tempo in cui nella psicologia e nella giustizia pena si è incominciato a rinunciare alle pure pene di compensazione prive di una possibilità di sospensione condizionale, a molto perone appaia già per ragioni puramente umanitarie ampiamente mostruosa l’idea di una punizione non solo in vita ma addirittura eterna? Ma neppure hanno torto per principio in particolare laddove nella teologia e gerarchia cattolica si si richiama al presente popolo cattolico, al sensus fidelium all’istinto dei cedenti: Già nel 1967 i Germania alla domanda se esiste un inferno rispondevano con un no il 78% dei Protestanti e 47% dei cattolici.  Ma argomentano alcuni teologi tradizionali “sarebbe Dio a condannare l’uomo ma è l’uomo che condanna se stesso con l’attaccamento al suo peccato “Parecchi sono i dubbi che riguardano recentemente l’inferno. Anzitutto non c’è mai stata condanna sull’’inferno da parte del cattolicesimo. Vi saranno magari preghiere per non cadere all’inferno ma bisognerà fare i conti col terrorismo religioso. Alla domanda di Pietro su quante volte l’apostolo dovrebbe perdonare i peccati al suo prossimo,” Settanta volte sette” rispose Gesù” “. Occhio per occhio” e Gesù corregge il Vecchio Testamento. Dio avrebbe  bisogno di un altro dio per punire l’omo all’inferno-Una decina di concili sull’ inferne durante i secoli con effetto sordina-Gesù minaccia dalle 10 alle 15 volte con fuoco eterno stridore di denti,  ma fanno esse un espediente  didattico anziché dettaglio teologico , come provocazione alla sollecitazione e ala alla sveglia dei buontemponi., Madonna di Fatima, di Lourdes, Megiugorie troppo antropomorfiche con 2288 veggenti con l’angoscia dell’l’inferno quando persino lil magistero ecclesiastico ha sospeso il suo  no con un” ni”. Per questa non si dà torto a coloro che obbiettano essere l’inferno vuoto. Perché Gesu non ha detto se questa credenza fosse valida perché basata sulla tradizione iraniana tradizione del tempo o una verità di fede da imporre a tutta la comunità dei credenti.
Autore: Albino Michelin 28.03.2026
albin.michel@live.com

I DIVERSI VOLTI DI GESÙ

Fino dalla sua nascita Gesù ha avuto un volto luminoso e non pessimistico. Ovunque Gesù è Gesù è passato nella storia con circa 200 appellativi concernenti suo volto. Aveva la fisionomia ebrea, parlava in aramaico, agiva come un coetaneo della Galilea, aveva un linguaggio dei contadini del suo tempo, una parlata dei paesani e degli abitanti di Nazareth. Prima della sua vita pubblica esercita la professione del padre- falegname, si fa battezzare per condividere in tutto le vicende della vita quotidiana della sua gente.  Egli compie 7 Chilometri di andata e ritorno a piedi per frequentare l’università di Seforis, certamente per diventare un rabbino maestro della legge. Per di più un ideatore di parabole per farsi intendere dal suo pubblico illetterata e dedita alla pesca. All’inizio della vita pubblica secondo il vangelo di Matteo, si lascia tentare dal diavolo per respingere la fame dell’oro, gli onori dovuti al Padre.  Matte, Marco e Giovanni metteranno in risalto la passione di Gesù, mentre Giovanni approfondisce con la sua mistica l’apocalisse, la spiritualità di Dio, e Paolo del vangelo si accontenta di essere l’organizzatore. Si chiamano canonici i 4 evangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.  Mentre si chiamano sinottici Matteo, Marco e Luca perché si presentano come visioni di insieme. Matteo e Luca copiano parte del vangelo di Marco considerato il più antico dei tre. Nel vangelo di Matteo Gesù appare con tratti giudaici, fondò la sua Chiesa su Pietro, pronunciò 5 grandi discorsi che costituiscono le grandi leggi della comunità. Suo è Il Giudizio universale dove con promesse di rimanere sempre nella comunità ancorché arrivi la fine del mondo. Nel giudizio finale Gesù assume il volto dell’affamato, dell’assetato, del forestiero, dell’infermo e del carcerato. La sua attività di taumaturgo, di esorcista, di maestro segna profondamente il sui volto e la sua personalità. Come Messia l’atteso delle Genti sogna pure la liberazione della Palestina dal sovranismo romano. Passando al Vangelo di Marco, Gesù è l’innamorato della natura umana che piega ai suoi ordini. Gesù non appare isolato bensì far parte di un movimento cui aderiscono discepoli e discepole.  Appare circondato da povera gente, da ammalati ed esclusi. Per questi annuncia il regno di Dio, buona notizia per i poveri. “Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori”” Il sabato è fatto per l’uomo non l’uomo per il sabato”.  Gesù rompe con la sua Famiglia e proclama suo fratello, sua madre e sua sorella elogiandole di ascoltare la parola di Dio e la mettono in pratica. Arriviamo a Luca. E un medico, e cura una comunità ellenistica, cioè greca.  Probabilmente ha conosciuto Maria la Madre di Gesù per cui le dedica una larga informazione sulla nascita di suo figlio. E più portato alla cura del femminile, della vedova di Naim, le prostitute, parabola del buon samaritano, il figlio prodigo, a risurrezione di Lazzaro, il perdono di Gesù sotto la croce al buon ladrone. Ora dopo la morte di Gesù abbiamo avuto duemila anni in cui Gesù si è rivelato fra declino e rinascita o tra rinascita e declino. Non bisogna essere pessimisti perché se in Europa abbiamo avuto un calo di messe e di devozioni altrove nell’America latina abbiamo avuto un recupero. Ci soffermiamo un instante sul recupero. Il dogmatismo intollerabile è stato probabilmente il più discusso nel cristianesimo tradizionale dai primi ai nostri giorni. Dobbiamo crederci se l’intolleranza dogmatica con la ignobile conseguenza appartenga all’essenza religiosa. E questa è una battaglia contro il relativismo, l’opportunismo e la assenza della morale in ogni ambito. Ed ecco qui allora gli appellativi con qui è possibile rivolgersi a Gesù in ogni tempo e luogo per trovare il volto che preferibilmente si adatti alla nostra salvezza.  Eccone una decina.” Messia”: titolo su quanti si attendevano il riscatto dai Romani e la liberazione di questo giogo.” Emanuele:” Titolo comunicato dall’Angelo nella gravidanza di Maria. “Figlio di Davide”: Discendente dal casato di Davide.” Figlio di Dio”: rappresentate di Dio con l’umanità. “Profeta”: incaricato da dio per dare un messaggio agli uomini. “Figlio di Giuseppe”: Figlio di suo padre Giuseppe “Rabbi”: Maestro nel senso accademico dei termini.” Nazareno”: nome etnico della sua città. “Pantocrate”: Signore dei cieli, delle acque, dell’universo, della natura. Icona del “Pesce”: Acronimo di Gesù figlio di Dio salvatore. Usato durante i secoli della persecuzione. Infine Gesù “misericordioso”, questo appellativo dettato da Papa Francesco in quanto la misericordia è il punto che solleva il mondo. Ognuno può trovare un volto di Gesù che più gli aggrada.
 Autore: Albino Michelin 17.03.2026
albin.michel@live.com

sabato 21 marzo 2026

NEL SEGNO DELL' ACQUA

 Nel secolo XVII il tedesco A. Fabricius pubblico un libro dal titolo Hydrotheologie, un trattato su cui mostrava la sapienza, la potenza, l’etica, e la teologia pratica nella creazione dell’acqua. Il tema dell’acqua ha oggi acquisito una dimensione particolarmente drammatica. Come sempre l’acqua manca in molte regioni della terra, dove si soffre la sete. Come sempre o forse più di prima è causa di brutali e di violenti conflitti bellici. Dove è presente in abbondanza può costituire una vera di minaccia gigantesca con uragani e Tsunami. All’orecchio contemporaneo il racconto biblico del diluvio universale risuona con tono particolarmente forte. Per giunta l’acqua è pure una risorsa legata ad un dato territorio e di conseguenza si verificano i conflitti in molte parti del mondo sul suo controllo, comprese le regioni artiche dove il livello del mare è in aumento causa lo scioglimento dei ghiacciai. Da parte della scienza in particolare la presenza di acqua è ritenuta segno di vita su altri pianeti. Un uomo il Dio non lo si riconosce quando si parla di Dio ma nel modo in cui ci parla ed agisce nelle cose di questo mondo. La vera spiritualità va oltre il dato religioso e si rivela in un atteggiamento d’amore per tutto le creature E un cammino doveroso e insistente perché il sistema di vita sul pianeta e minacciato e l’acqua torna ad essere il bene più prezioso. La crisi dell’acqua e la cura di questa meraviglia della natura che non a caso il capitalismo riduce a pure semplice categoria di risorsa idrica. Preoccupa attualmente l’umanità e merita l ’attenzione della teologia e della spiritualità cristiana ed ecumenica. I diversi forum internazionali destinati all’acqua hanno constatato che nel mondo una persona su due vive in una casa senza condutture di scarico e non dispone di acqua potabile nel raggio di un chilometro. Ogni anno 6 milioni di poveri di cui 4 mila bambini muoiono di malattie legate ad acque contaminate. In base a delle indagini restano circa 9000 di acqua dolce: le risorse idriche rinnovabili a disposizione dell’uomo. Si tratta di una quantità più che abbondante, sufficiente sulla carta ad una popolazione, di 20 Miliardi di Persone. Occorre inoltre considerare che mentre la la quantità di Acqua utilizzabile resta globalmente sempre la stesa il consumo idrico mondiale è sempre in aumento. Nel corso di questo secolo si è quasi decuplicato per l’effetto dell’incremento demografico e dello sviluppo economico. Occorre inoltre considerare che data l’ineguale distribuzione geografica si dell’Acqua utilizzabile sia della Popolazione, la disponibilità idria pro capite varia fortemente di Regione in Regione, di Paese in Paese, da Zona a Zona. A causa di questi e di altri fattori (siccità, depauperamento, dalla falda acquifera, inefficiente uso elle risorse idriche) la disponibilità idrica pro capite sta calando in tutte le Regioni e decine di Paesi sono ormai vicini alla soglia della scarsità cronica di Acqua o l’hanno già oltrepassata. Grandi Imprese multinazionali e piccoli Gruppi locali dell’Acqueforti impadroniscono come merce privatizzano dei servizi municipalizzati dell’acqua contro la costruzione di nuove faraoniche centrali idroelettriche che distruggono l’ecosistema idrografico e non servono la vita dei più poveri. L’Acqua costituisce un sistema complesso e fragile che si presta a molteplici usi: alimentazione Umana, uso industriale agr- Albinoicolo, navigazione, proiezione di energia, usi ricreativi. Ecologici e altri. In pratica tutte le attività umane conosciute hanno bisogno di Acqua. La civiltà impostasi in Occidente in questi ultimi Secoli e predatoria ed irrispettosa nei confronti dell’Essere Umano e della Natura. La Bibbia comincia all’inizio della creazione e annuncia che lo spirito di Dio allega sulle Acque. Noi sia composti al 70% di Acqua, abbiamo bisogno die due litri di Acqua al Giorno. Dio parla anche attraverso gli elementi della Natura per darci una dimensione spirituale e disse “Chi beve die queste Acque non avrà più sete”
 

Autore: Albino Michelin 09.03.2026
albin.michel@live.com

LA PAURA DELLA MORTE È AMORE PER I DEFUNTI: UN BINOMIO DA RECUPERARE

Dice un noto proverbio: “Tutti belli quelli che nascono, tutti ricchi quelli che si sposano, tutti santi quelli che muoiono”. Viene in mente qui l’ordinanza del Vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, il quale con una rigorosa disciplina vietava alla fine di gennaio del corrente anno l’uso dei canti moderni e la manifestazione delle bandiere specie calcistiche soprattutto in occasione dei funerali. C è il pericolo di occultare i simboli sacri e di conseguenza la profanazione del rito stesso. Questa memoria si rifaceva alla celebrazione del funerale di Paolo Rossi del 13 dicembre 2020, celebrante il parroco Ruaro. In un certo senso a scoppio ritardato. Recentemente Elena Donazzan Europarlamentare osserva che se qualche espressione mettesse in dubbio la “comunione dei santi” la si potrebbe correggere la preghiera dell’Alpino con:” rendi forte le nostre armi contro le minacce della nostra patria, la nostra bandiera, la mostra millenari civiltà.” Come per dire che l’ordinanza del Vescovo non avuto effetto nell’animo di alcuni. Ma nel frattempo è avvenuta la commorazione di Sammy Basso del 5.10.24 che ha un po’ sconvolto le carte. Presidenti come capi di Stato prima, campi di calcio bardati per le migliaia di persone convenute alla messa dopo, con il Vescovo a leggere il suo testo nella sacra liturgia, con il canto Alleluia di Leonard Cohen, con il popolo a inneggiare il canto della vita, come si conviene ad una festa di famiglia. Come era appunto l’arrivo nel regno dei cieli di Sammy Basso. Quale segno del sacro veniva occultato? Qui il Vescovo permetta una opinione che non vuole essere certo una offesa.  Una volta che prete ci diceva durante l’ora di catechismo: che con la morte non si lascia niente sula terra ma tutto si porta in cielo affinché quello della terra venga purificato, integrato, sublimato la su nel regno dei cieli. Pensiamo ad uno scrittore, ad uno scultore, ad un barista, ad una modista che hanno fatto con passione la loro esistenza e verso il Signore e poi dirci che questo era sbagliato anziché invitare in eterno alla gioia. Certo che un canto religioso tipo`` In Paradisum “non è un Canto religioso ma non è detto che si sia fermata una sacra Liturgia perché viene eseguito un canto profano:” Partirò di Andra Boccelli per una sposa scomparsa. Mamma son tanto felice, per una madre defunta… “E la vita che bisogna portare entro funerali di chiesa e dirci che sia la vita e la morte abitano nella stessa dimensione. Se bisogna lascare un canto religioso non significa sempre compiere un sacrilegio di fronte alla traduzione in nome del passato.  Vuol dire imparare a tradurre il messaggio religioso in chiave moderna. La tradizione Funerali variano secondo le epoche, di regione in regione, persino secondo le mode, il modo in qui si affronta morte nel del corso dei secoli, l’evoluzione della circostanza della vita, il mondo è cambiato. Canti e non canti nei funerali, bandiere e non bandiere, importante è ciò che ci permette di credere e come rendere omaggio alla memoria dei Defunti. Affrontare la morte è molto cambiato nel corso dell’ultimo secolo: aumento delle prospettive di vita, diminuzione dell’influenza della religione nella società, evoluzione dei costumi. Il passo della vita è importante perché permette ai di affrontare il lutto ai superstiti, esteriorizzare il dolore, rendere omaggio alla memoria del defunto, ripensare alla propria visione della vita e al proprio rapporto con la morte, riunire la famiglia e gli amici anche più distanti. Uno sguardo più lontano non ci sembri superfluo in riferimento ai nuovi contesti sociali e tecnologici riflettendo la sensibilità del contesto culturale di appartenenza nel mondo: funerali dei cattolici 37% dei protestanti 25%. Il funerale laico si avvia già verso il 20%.  
 

Autore: Albino Michelin 02.03.2026
albin.michel@live.com