La teologia è la scienza di Dio per quanto è possibile all’uomo arrivare a comprendere la natura di Dio. In questo ambito essa è caratterizzata da uno stato diffuso di insoddisfazione, di ripensamento e di ricerca generale di nuove vie. E’ modo di pensare l’identità influenzata da fattori ambientali economici, sociale e razziali. Il panorama teologico è stato dominato dalla nuova teologia di estrazione francese la quale ha in certo senso accusato la teologia tradizionale di essere troppo casalinga e quindi dovrebbe assumere tutti gli spiritualisti del mondo che abbiano in materia una intuizione originale. Quindi nell’ambito cattolico abbiamo: H.De Lubac, D Chenu, J.Congar, U.Von Balthassar, Rahner, W.Kasper, E.Shcillenbeekh, P. Ricoeur, B.Haering, A.Maggi. Nell’ambito riformato protestante: K.Barth, R.Bultmann, J.Moltmann. Nell’ambito ortodosso: O. Clement. Nell’ambito ebraico: H.Kung, M.Buber. Nell’ambito islamico: Al Gahazali (1150) prima delle guerre di religione. Vanno aggiunte anche spiritualità africana che è un filosofia, ma non una religione in armonia con la natura e le leggi naturali. E conta 1,5 miliardi di persone con i suoi riti ancestrali. E anche la spiritualità buddista, sesta religione nel mondo con mezzo miliardo di adepti che cerca l’illuminazione interiore, ma senza una particolare divinità. Sono tutte spiritualità di cui la nuova teologia deve tenere conto. Quali i motivi e quali gli effetti? Uno spazio nuovo, lo spazio in cui la teologia agisce è cambiato. Le grandi opere in questo campo del ventesimo secolo tutte sono quasi scomparse nelle chiese tradizionali, cioè la cattolica, la protestante, la ortodossa. Esse erano costruite assumendo in pieno i dati della tradizione. Solo dopo tale data con la nascita del dialogo eumenico si assistette ad una teologia operante nell’orizzonte piu` ampio di tutte le chiese. Ora rispetto alla situazione del passato lo spazio in cui la teologia si rende conto si è trasformato. Visioni diverse come i vari laicismi e ateismi con tendenze fra loro antagoniste e tutte le scienze si collocano fra le diverse religioni e chiese. Siamo proiettati in quanto persone in una dimensione comunicativa a raggio mondiale. Di conseguenza è cambiata profondamente la posizione dell’uomo rispetto alla tradizione. Egli non è piu` immerso come prima in quella tradizione in maniera indiscussa. Ma si muove dentro orizzonti problematici notevolmente piu`vasti rispetto alle generazioni precedenti. Di qui c’è anche un pericolo: di perdere la bussola sempre come siamo gravati dagli interessi mondani e fortemente legato all’attimo fuggente. La teologia deve prende atto serenamente di queste nuove relazioni del soggetto. La nuova forma del dare conto della Fede. Tuttavia non è cambiato solo lo spazio di cui deve da conto della fede, é cambiata anche la forma di dare conto della fede: con la biologia, le scienze della vita, la medicina, la ricerca filosofica con elevato grado di specializzazione, la filosofia del linguaggio, la fenomenologia, l’ermeneutica, la filosofia analitica, i modi di pensare moderni pluridimensionali. La teologia si amplia cosi come scienza biblica, come scienza liturgica, come storia della chiesa, storia del cristianesimo, teologia sistematica, teologia morale, teologia pastorale, etica sociale e diritto canonico. La teologia ha ricevuto nuovi punti di riferimento, punti prima inesistenti. Fintanto che essa veniva concepita essenzialmente in funzione della propria chiesa, o delle altre religioni, o chiese o dei non credenti erano percepiti semplicemente in chiave apologetica o di difesa e venivano quindi estromessi. Essa per sviluppare il proprio specifico non puo prescindere dai risultati delle ricerche delle scienze biologiche. E sui temi centrali come la Cristologia non puo` tralasciare la visione ebraica o mussulmana. Se facesse cio si chiuderebbe in un ghetto e tradirebbe il proprio compito di rendere conto pubblico della fede. Il concilio vaticano II del 1975 formula cosi la sua definizione:” la tradizione della chiesa progredisce con l’assistenza dello spirito santo e cresce la comprensione tanto delle cose e delle parole”. Identità permanente della teologia Dio creatore, conservatore dell’universo, rivelatore, salvatore e redentore dell’umanità queste rimangono le verità che andrebbero credute ma Dio tiene conto della “Fides qua creditur” della fede, fatto puramente individuale, mentre la “Fides quae creditur” rimane nella sua insondabile natura, per dirla con la doppia nomenclatura di S. Agostino.
Autore: Albino Michelin 04.12.2025
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mercoledì 4 febbraio 2026
TENDENZE E ORIENTAMENTI DELLA TEOLOGIA OGGI
LA RELIGIONE PUÒ GUARIRE DALLA DEPRESSIONE?
“La Verità” quotidiano italiano di fine dicembre titolava” Abbiamo in popolo di atei e abbiamo un popolo di depressi.” L’occasione ci porta a considerare il rapporto esistente fra questa malattia e la causa che si vorrebbe addure, ancorche si puo pensare che non tutti questi effetti provengano dalla suddetta causa. Si parla che in Italia ci siano 10 milioni di depressi, ci paiono tanti ma secondo le statistiche in internet ce la diamo per buona. Aldo Aggroppi, famoso centrocampista del Torino, deceduto all’inizio del gennaio 2025, il primo che ebbe il coraggio di parlare apertamente su questa malattia, disse che “la depressione é il male peggiore dell’anima, un vero tumore di da cui si è fortunati se si riesce a guarire”. Questo fenomeno induce a chiederci se in parte la religione puo intervenire a curare o diminuire questo tumore. Si parte Da lontano da Platone, che pure non era un cattolico e nemmeno un uomo della Bibbia, ma si sa che Dio parla ad ogni uomo di retta intenzione. Solo la persona indifferente ed opportunista si autoesclude dal colloquio con Dio. Ora il vocabolo sinonimo di depressione è entusiasmo e quindi considerare se religione puo’ dare tale entusiasmo. Questo termine deriva dal greco enthusiasmos che a sua volta proviene da “en” (in) “theos” (dio) “ousia” (natura). Letteralmente si potrebbe tradurre con “Dio dentro di sé”. In italiano normalmente sta indicare una commozione dell’anima che si esprime con manifestazione di gioia, di ammirazione di un sentimento appassionato nei confronti di un di un ideale o di una causa politica, religiosa, sportiva. L’entusiasmo è la scintilla della vita e senza di esso la vita perde colore, tutto diventa monotono e spento, e niente ha senso. Nel passato il termine ha avuto diverse accezioni e interpretazioni non del tutto ortodosse o accettabili. Ed anche il Cristianesimo non è stato del tutto esente. In esso ci sono stati gruppi e movimenti che interpretarono la loro esperienza religiosa come risultato della discesa dello spirito santo del quale sarebbero stati riempiti col battesimo. In questa linea abbiamo l’eresia del Montanismo del secondo secolo. Questo detto perchè Dio non fa stranezze, ma da una ispirazione. Sono considerati anche entusiastici, quindi anomali, i diversi gruppi che si staccarono dalle chiese storiche del protestantesimo del secolo XVI e XVII. Durante gli anni immediatamente seguenti la seconda rivoluzione inglese è definita in senso peggiorativo ogni affermazione militante rivoluzionaria. Tale entusiasmo è considerato la causa di guerre civili intorno al 1700. Nello stesso periodo il Metodismo e la evangelizzazione pubblica vengono giudicati cieco entusiasmo. Cosi’ oggi possono essere considerati i movimenti pentecostali carismatici o risvegli evangelici in stato di alterazione sensoriali tipo glossolalia. Anche nel cattolicesimo S. Giuseppe da Copertino Lecce (1660) che in occasione di lievitazioni si trasportava sopra le case ed i paesi, ma nel caso sa di leggenda. Come esulano dal presente articolo le piaghe di certi santi o eventuali possessioni diaboliche che richiedono altre considerazioni. Come ricuperare l’entusiasmo? Anzitutto imparare dal bambino. Durante l’infanzia credono che tutto sia possibile quando viene un amico in casa o quando si scrive una letterina a babbo natale. Pensare che un pezzo di bambino resta sempre in noi. In età scolatsica e di studentato creare il senso di fiducia e qui dipende se magari che gli insegnanti non siano essi stessi senza entusiasmo ed opportunisti. Per gli adulti dei bravi psicologhi che credono che la vita vada vissuta. Nel caso anche i preti qui hanno la loro parte, specialmente per chi è uomo di fede. E qui sia detto che di qualche sacerdote degli anni 6o e 7o del secolo scorso. Meglio non ce ne siano se qualcuno fosse rimasto. Le prediche erano spesso contro qualcuno non in favore di qualche valore. Sovente contre le donne che portano le maniche corte, o che vanno in bicicletta o vanno in giro con i pantaloni. Troppo poco in favore di Gesu Cristo e il suo messaggio di misericordia. Ecco qui allora il suo messaggio direttamente fra i tanti rivolto ai vari depressi di questo mondo. Per i depressi in generale” Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi e io vi ristorero’ perchè il mio peso è leggero ed il mio carico e lieve” Matt.14,12- “Guardate i gigli del campo, non filano eppure il Padre che è nei cieli li nutre. Anche i Capelli del vostro capo sono contati. Matt 6.25-Per i depressi titubanti: Coraggio non abbiate paura” Matt.14,21-Per i depressi impauriti:” Non vi lasciero’ orfani”. Giov. 14 15-Per i depressi resilienza:” Non vi chiamero’ piu’ servi ma amici. ”Giov .15.15-Per i depressi per ragioni di famiglia: ”donna è grande la tua fede… e la donna guari”-Matt.9,22-Per i depressi sulla sopravvivenza nell’aldila: ”Non sono venuta a giudicare il mondo ,ma perchè creda in Dio abbia la vita eterna”.Giov.3.7-Per depressi incerti: ”io saro’ con voi fino alla fine del mondo”.Matt.28.20 Per i depressi sfiduciati: ”vi lascio la mia pace ,vi do la mia pace”.Giov.14,21.Per i depressi di cui si parlava all’inizio dell’articolo: ”chi berra quest’acqua che io vi daro’ non avrà piu’ sete in eterno”. (Giov 4.15) disse Gesu alla Samaritana. Per questo anche l’aspetto di chi ha superato la depressione nella micro espressione facciale ha un sorriso piu’ ampio, occhi piu’ luminosi esprimendo interesse e attenzione, testa leggermente inclinata piu’ avanti in segno di coinvolgimento. Ma questo è un augurio che di cuore facciamo.
Autore: Albino Michelin 03.12.2025
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lunedì 2 febbraio 2026
LEONE XVI ELEZIONE, EUFORIA, PRIME MOSSE
Ogni qualvolta si tratti di una elezione papale è avvenimento che mette a soqquadro tutto mondo. E` avvenuto anche l’8 di Maggio con un Pontefice Leone XIV quasi inatteso. Si sa che il Popolo anche è curioso dell’addobbo che il neo Papa indossa. Ed anche la prima Penitentia cui si sottopone. Egli nella sala detta delle lacrime accetta il compito che gli aveva assegnato la divina provvidenza, e si affaccia vestito di tutto punto con talare, fascia zucchetto bianco simbolo cesaropapismo. Una talare pure bianca con 33 Bottoni Simbolo degli anni di Cristo, una Mantellina o mozzetta color nero-rosa, un paio di scarpe bianche come il suo Predecessore. Al suo apparire un nuvolo di applausi allor quando egli salito sull’ambone salutò con pace a tutti voi “anziché pace a voi e imploro pace disarmata e disarmante. Con una mossa geniale lancia il conclave sulla scena internazionale il nuovo Pontefice Stad Unitense. Una personalità eticamente, culturalmente e intellettualmente di quanti vogliono imporre una Politica del grande Bastone, che sul piano interno significa per i populisti di destra il mito del potere assoluto senza pesi e contrappesi. Il pontefice parla di Pace e di Ponti da ricostruire concetto che si inserisce nella linea del suo predecessore. Nei terremoti della politica internazionale la line della chiesa continua ad essere una voce forte ed autorevole in favore della distensione, del disarmo e del multilateralismo, una capacita di scelte all’altezza di della situazione geopolitica. Nel 1978 sull’onda della conferenza di Helsinki i Cardinali si rompono lo schema della Guerra fredda ed eleggono Karol Woytila polacco. Nel 2113 fu eletto George Bergoglio nella consapevolezza di un Mondo diventato Globale. Nel 2025 fu nell`esplodere dei Conflitti Militari ed economici a livello Mondiale, i Cardinali eleggono il primo Papa degli Stati Uniti capace. Di Trump e di indicare un'altra Agenda alle autocrazie del Pianeta, Robert Prèvost americano Figlio di Migranti Francesi, Italiano, Spagnolo. Evidenzia anche la Maniera con qui si è inabissata la candidatura del Cardinale di Stato Antonio Parolin. Ma una cosa già emerge nel Momento cruciale un Uomo che ancora una volta conosce l`odore della polvere della Quotidianità nei suoi risvolti più faticosi ed umili. Woytila aveva conosciuto il Lavoro delle Cave di Pietra. Bergoglio invece conosceva la miseria sconvolgente della bidonville, Prèvost ha vissuto in Città Peruviane dove intenso è il sudore dei Poveri e dove regna la Violenza inesorabile delle Mafie che gestisce la Produzione ed il Traffico della Cocaina. Non c`è dubbio che all` Elezione di questo Papa abbia contribuito la componente Cardinalizia Polacco del Europa Orientale. Nel 2025 nel esplodere dei Conflitti Militari ed economici a livello Mondiale i Cardinali eleggono il primo Papa degli Stati Uniti capace serenamente di tenere a testa all`Imperatore di Washington Ronald Trump ed indicare un altra Agenda alle Autocrazie del Pianeta. Ma una cosa già emerge. Alla prospettiva di un Candidato Pontefice che appariva curiale il Cardinale eletto proveniente dalle Periferie deve aver gli elettori devono aver preferito un Pontefice Missionario- Prèvost e figlio di una Chiesa che viene dal quel crogiolo di Esperienze che la Società Americana ha vissuto molti Anni missionario in America Latina, in Peru dove è stato Superiore Generale degli Agostiniani, un ordine dedito al Rigore della Preghiera, al servizio della Chiesa, all`Educazione dei Giovani, al aiuto dei Poveri. E infine scelto dal Papa Bergoglio prefetto del dicastero dei Vescovi, al centro con i Rapporti dell’Episcopato del Mondo e al tempo stesso impegnato nella selezione dei Cardinali alla carica Episcopale, una Esperienza a tutto Campo. Nella Chiesa ogni Problema conta. Egli è il fedele Predecessore che ha emanato la Rerum Novarum con grande attenzione al Mondo Operaio. Altri Problemi si affacciano con Urgenza: un Pontificato improntato alla ricerca dell’Unità della Chiesa, alla Famiglia al Culto, al lefrevianismo e al lesbismo. Questo sarà il suo Banco di Prova e noi gli auguriamo buon Cammino Papa Leone.
Autore: Albino Michelin 02.12.2025
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LA FAMIGLIA NEL BOSCO
La storia della famiglia nel bosco a Palmoli nella provincia di Chieti riguarda la scelta di vita le conseguenze legali che ne sono derivate. La famiglia è composta da Catherine Birmingham, una Australiana di 45 anni e di Nathan Trevaillon di 51 anni che hanno scelto di vivere in Abruzzo. Hanno deciso di crescere i loro figli lontano dalla società moderna, rifiutando le convenzioni urbane e cercando un’esistenza più semplice a contatto con la natura. La loro casa è priva di elettricità, di riscaldamento, e di acqua corrente e la vita quotidiana ruota attorno alla natura e agli Animali. La situazione è diventata critica dopo un’intossicazione di Funghi che ha portato l’intervento dei servizi sociali. Le Autorità hanno avviato in un’indagine e istruzione formale per bambini. Di conseguenza il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha decisi di allontanare i tre bambini dalle famiglie collocandola una Comunità educativa per un periodo osservazione. La decisione del tribunale ha diviso l’opinione pubblica. Alcuni sostengono che la famiglia avesse il diritto a vivere secondo le proprie scelte, mentre altri ritengono che i bambini avessero bisogno di un’educazione e di cure adeguate. La madre Catherine a ha cercato l’intervento della Autorità, ma la situazione ha sollevato interrogativi sulla libertà di scelta dei genitori e sul diritto dei minori. Intanto il noto cantante Albano e Flavo Briatore hanno messo a disposizione la loro casa e già parecchie migliaia di persone hanno dato l’adesione per una protesta a Roma. La storia della Famiglia che vive del bosco è un esempio come la scelta di vita alternativa possano entrare in conflitto con le normative social e legali. La vicenda continua a suscitare sui temi come la libertà di educazione e la saluta, la sicurezza dei minori, il diritto alla vita in modo non convenzionale. Siamo una cultura consumistica, tutto quello che è fuori del sistema è vietato Oggi c’è una parvenza di libertà ,siamo costretti a fare la necessità di tutti i giorni a ripetere le cose che la Società ci impone .Non esiste oggi il diritto di natura naturale, abbiamo perso il senso della spontaneità, della freschezza, della improvvisazione .Quanti bimbi che vivono nelle natura con l’asino, con il cavallo , con l’oca, le gallina .Che bisogno c’è di interloquire, di intervenire, di irrompere a gamba tesa, in atto di sommossa, guardie di pubblica sicurezza, con un nuvolo di assistenti sociali a trasportare questi bambini in una citta vicina ma a Vasto sempre lontano dai propri genitori? Ma qui c’è una vena di razzismo: se si dovesse uscire per tutte le strade, nei campi rom, in tutti i vicoli della citta si troverebbero frotte di ragazzi che vivono nella sporcizia, che non vanno a scuola, vivono tra pidocchi, indossano turbanti da capo a piedi quelli che veramente tolgono la libertà. Se questa non è forma di razzismo. Aggiungere che si tratta di una legge contro natura oltre una norma contro le costituzioni di qualsiasi codice internazionale. Il tribunale dei minori può togliere in casa di maltrattamento, in caso di carenza scolastica, in casa di abbandono, in caso di invivibilità domestica, ma nessun altro ladrocinio si può perpetrare ai genitori. Non deputata né la chiesa né lo stato all’educazione dei figli. Solo i genitori. Fa meraviglia che la città di Genova abbia stabilito attraverso il suo sindaco I.Salis di programmare l’educazione sessuale per i ragazzi dai cinque anni in su, si sentono smarriti e confusi se non sono presentatati e sostenuti dai genitori. Questo è uno stato violento se non rispetta il diritto dei genitori. Indubbiamente vi sono anche dei genitori bizzarri che mettono al mondo un figlio senza la dovuta responsabilità e di questo saranno responsabilità di fronte alla società, soprattutto di quei ragazzi di strada che vanno in giro armati di coltello e commettendo delinquenze. Di questi hanno già gli adulti la loro ricompensa. Come sempre ci mette le mani anche la politica. Pure stavolta Matteo Salvini anzi che lasciare il posto a Valditara, ambito di sua competenza. Piuttosto che preoccuparsi della pressione fiscale più alta dal governo Monti a questa parte si aggiunge anche lui al coro dei dissenzienti.
Autore: Albino Michelin 01.12.2025
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lunedì 20 ottobre 2025
SPORT E CALCIO FEMMINILE
Lo sport, sia esso professionale che amatoriale, è un fenomeno che coinvolge per lo meno tutto il mondo occidentale uomini e donne. A lungo caratterizzato da un netto predominio maschile, anche perché commercialmente e socialmente. Ed anche perché considerato uno sport ludico riferito a pochi. La differenza fra i due coinvolgimenti veniva riportata a differenze di origina forti i primi e sedentarie e remissive la le seconde. La radicale differenza fra i due sessi non è stata ancora convalidata dalla medicina moderna, ora in via di ripensamento. Poiché il corpo è il più evidente simbolo della differenza fra uomini e donne e lo sport è un’arena in cui esso vene messo in gioco in modo specifico, lo sviluppo dell’attività sportiva fra le donne è indubbiamente un importante segnale di emancipazione femminile. Laddove lo sforzo atletico, tradizionalmente associato alla virilità, diviene a poco a poco disponibile anche alle donne, queste sembrano sottrarsi alla femminilità più tradizionale che la voleva passiva e sedentaria. La sviluppo dello sport femminile deve fare i conti con i diffusi atteggiamenti che considerano le attività fisico-psico sportive come essenzialmente e naturalmente dominio dei maschi. Esperite come un’idea ovvia e di senso comune, la nozione che esistano delle innate differenze biologiche e psicofisiche fra i sessi riunita allo stereotipo incorreggibile della professione medica della fragilità e delicatezza del femminile, si configura come una forma di sessismo che limita fortemente la partecipazione femminile alle attività sportive fisiche ricreative. Gli uomini cioè devono apparire muscolosi forti, privi di emozioni, freddi, competitivi, in modo rigido orientati alla vittoria, talvolta di contatto e di aggressività. Mentre le donne devono mostrarsi disinteressate, vestire abiti sgargianti, enfatizzando la propria femminilità, capelli lunghi, e lunghissime unghie finte. Per alcuni Maomettani religiosi si devono rispettare le regole ed i codici etici. Nella cultura islamica conservatrice ed integralista l’esibizione della donna in alcuni casi importanti i modelli sportivi sono sconsigliabili e malvisti, come ad esempio la mostra eccesiva del proprio corpo, il farsi riprendere dalla televisione e la pubblicità di fronte spettatore prettamente maschile. Fortunatamente sempre più si può salutare l’accesso a questo sport femminile. Uno sguardo comunque al progresso in questo ambito si impone per quanto concerne due nazioni a noi stanno viciniore: Svizzera-Italia. La stampa oggi si sbizzarrisce a descrivere la lunga marcia della nazionale elvetica per il pareggio internazionale che le ha permesso di qualificarsi al campionato europeo. Si è evoluta dal 1970 e il suo calcio è diventato più fisico, più tattico, più sofisticato: le pioniere del pallone fronteggiano e resistono istituzionalmente. All’inizio le atlete sono state accoppiate in maggior parte delle ragazze minorenni. Nel 1988 perdono contro la Germania per 10 a 0. Il motivo e che la AST non aveva investito per molto tempo nelle giovani svizzere Ma oggi è da tutti riconosciuto come la nazionale sia esportatrice di giovani talenti in tutta Europa. La prima partecipazione del 2015 è stata una pietra miliare del suo sviluppo. Con la qualificazione 2015 e con la quella del 2017 hanno potuto partecipato per la prima volta al torneo europeo. In questi mondiali la Svizzera ha affrontato le campioni del mondo in carica e vennero eliminate dalla Spagna per 5 a1. Ma negli ultimi anni si prevede un enorme sviluppo considerando le bambine che giocano con passione negli oratori e nelle feste popolari e nei tornei di paese. Gli articoli sui giornali riguardano con soddisfazione che lo sport oggi è donna. E qui saranno gli stereotipi meno lunghi a morire. Il progresso invece del calcio femminile italiano si è appoggiato su un motivo che muoversi non solo è utile per il proprio benessere del corpo ma anche per scacciare lo stress e la tensione. Le donne che in Italia praticano lo sport sono quasi 18 milioni ovvero il sessanta per cento il quarantotto per cento della nazione. Nel 2018 le donne tesserate al calcio sono state 240 mila, mentre vent’anni prima risultavano 80. Troppo deboli, troppo emotive, poco comprensive: queste le caratteristiche attribuite al gentil sesso. Ma i valori dello sport sono stati riconosciuti anche dalla nostra costituzione italiana la quale dice con la modifica del settembre 2023” la Repubblica Italiana riconosce il senso ed il valore educativo, Sociale e promozionale per il benessere psicofisico in tutte le sue forme”. Se per i ragazzi maschi lo sport costituisce ancora in rito di passaggio per le femmine esso può diventare non tanto una svirilizzazione del gentil sesso quanto una molteplice varietà dell’atletica nel mondo. Elenchiamo per completezza quali sono oggi gli sport già praticati o in via di sviluppo. Ginnastica ritmica, calcio, pallavolo, pallacanestro, pallamano, sci, tennis, nuoto, fitness ed altri minori. Indubbiamente si tratta di sviluppare strutture palestre e quant’altro secondo motto di Giavenale” mens sana in corpore sano” e viceversa.
Autore: Albino Michelin 10.09.2025
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I VERSETTI PERICOLOSI DELLA BIBBIA
Il termine versetti pericolosi del contesto del vangelo si riferisce a passaggi biblici che hanno un messaggio diverso o interpretazioni che possono essere considerate difficoltose o provocazioni difficili da comprendere ed accettare. Questi versetti spesso mettono in discussione le norme sociali, le tradizioni religiose o la stessa immagine Dio creando scandali e disagi a diverse persone. Versetti pericolosi sono talvolta provocazioni anche scandalose alla gerarchia ecclesiastica e dei valori non negoziabili della tolleranza zero. D’accordo che è una scienza giovane quella della traduzione di libri sacri de della bibbia è verso ribaltone. Che cosa ci vorrebbe a fare una traduzione corrispondente alla nostra mentalità. È quello che la chiesa non fa o con troppa lentezza. Tutto nasce da 1600 anni fa quando la chiesa è diventata con Costantino una chiesa di stato che da allora si è costretto la gente ad incollarsi discipline, atteggiamenti penitenziali, mortificazione con tremore e paura che nemmeno si comprendono. Per di più la bibbia è stata tradotta da Gerolamo (320-400 d Cr) con diversi errori che adesso si sono potuti appurare e che in pratica ogni traduzione se non si sta attenti diventa tradimento. Quindi ad un certo punto il Padre Maggi, direttore della scuola biblica di Montefano (Macerata) con un gruppo di biblisti ed una fra le tante cose si è preso l’incarico di un più adeguata traduzione della Bibbia e del vangelo di Luca, quello riconosciuto della misericordia di Dio. Vediamone alcuni brani principali.
Nascita di Gesù (Luca gloria a Dio nell’alto dei cieli 2 ,14)
I pastori sono sempre stati una figura simbolica nella capanna di Betlemme. I pastorelli che danzano gloria a Dio in carole nell’alto dei cieli. A dire il vero non immaginiamo quello che rappresentano i pastori. Gente abbruttita, che vivevano fuori nella campagna, nessun contatto sociale, nessun rapporto con gli uomini e molto con il bestiame, ritenuti impuri, che non beneficiavano della purezza legale nella sinagoga. Vivevano di espedienti ed omicidi. Ecco che dal paradiso arriva uno stuolo di angeli con a capo Michele, nessuna spada fiammeggiante, nessuno sfratto dal paradiso dai nostri progenitori. Niente di tutto questo, danzano nel cielo portando la nuova novella. Pace in terra agli uomini che Dio ama. La traduzione però risultava errata, la vecchia traduzione “pace in terra agli uomini di buona volontà”. Quindi Dio non amerebbe quelli di cattiva volontà. Ecco la muova traduzione. “Pace agli uomini che egli ama.” Il verbo sotto inteso è all’indicativo a significare che Dio ama tutti gli uomini. Siamo arrivati da 1600 anni con questa stortura che Dio avrebbe amato gli uomini secondo la sua volontà. La fede consiste da parte nostra nel lasciarci amare da Dio e corrispondere al suo amore. Eppure da 1600 anni abbiamo diviso gli uomini in buoni e cattivi.
Chiesa universale e non solo quella dei cattolici “Giovanni capo X versetto 16”
S. Girolamo (342-400) ha tradotto erroneamente un passo di Giovanni sopra citato. Il testo che recitava che Gesù bramava costruire un recinto sotto un solo pastore. Egli tradusse con Gesù che bramava costruire un solo ovile sotto un solo pastore. Ma con recinto si trattava di costudire le pecore dai lupi. E questa traduzione di Gesù per una svista venne erroneamente interpretata dal copista un “solo ovile con un solo pastore”. Dicono che “Verba volant et scripta manent” Le parole volano e gli scritti restano. Questo è vero da parte di S Gerolamo che incorre in una svista grossolana con una storica verità. Ma da 1600 anni la chiesa è fatta solo per i cattolici e di cattolici. Solo essi hanno il diritto ed il dovere di entrarci, e di farne parte. La chiesa composta solo di cattolici battaglieri e senza remissione a fare micidiali battaglie religiose, e più delle guerre civili. Una traduzione di questo risultato che divenne tradimento e con quali conseguenze. Rispettiamo che le diverse lingue come le diverse fede religiose facciano il loro corso. Poi quando sarà il tempo, con la collaborazione eventuale di tutte le religioni si avrà un solo ovile ed un solo Pastore.
Il merito. (Matteo 5,46) a chi va il merito.
Gesù cita “amerai il tuo prossimo ed odierai il tuo nemico” Gesù risponde “siate figli del Padre vostro che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti e fa spendere il suo sole sui reprobi e su buoni”. Chi pensava che come il popolo ebreo che Gesù facesse distinzione tra i buoni che saranno premiati ed i cattivi castigati verrà smentito. Dio è amore e richiamerà nell’ amore tutto gli uomini. Egli non fa distinzione nell’accettazione di persone.
Il buon samaritano (Luca 10, 25-37)
Un uomo incappò nei ladroni scendendo da Gerusalemme a Gerico fu vittima di ladron e fu lasciato mezzo morto sul ciglio della strada. Passò un sacerdote del tempio, un levita seminarista e tutti tirarono diritto. Ma un samaritano, uomo religioso nemico, si fermò e lo portò all’ albergo. Per Gesù non esistono stranieri, profughi, rifugiati, politici poiché tutti figli dello stesso Padre. Diverse lingue. Diverse lingue ma tutti figli di uno stesso genere umano.
La peccatrice in casa del fariseo Luca (7,36-50) la donna è il patriarcato.
Una donna peccatrice nella casa del fariseo Simone. Avvicinatosi a Gesù gli asciugo i capelli con olio di balsamo. E Gesù le disse “a lei sono stati perdonati molti peccati perché molto ha amato” L’uomo che la peccatrice aveva cercato finalmente l’aveva trovato. Qui l’amore di Dio si riversa su tutte le donne e abbatte ogni discriminazione, ogni ingiustizia sociale. E pensare che per diversi secoli questi 12 versetti sono stati censurati dalla chiesa cattolica e ne venne che la donna fu per secoli umiliata.
Zaccheo (Luca 19,1-10)
Gesù entrato in una città incontrò Zaccheo giovane, pubblicano, un impuro, un ricco. Tre affermativi indigesti per Gesù. E Zaccheo proruppe: oggi in questa casa è entrato il maestro ed io dò la metà dei miei beni ai poveri. E Gesù che aveva proclamato il giorno prima essere più facile che un ricco passi per la cruna di un ago anziché andare nel regno dei cieli lo elogiò e disse che oggi il regno di Dio è entrato in questa casa. Gesù vuole dire che c’è una differenza fra un ricco ed un signore. Il ricco è colui che si trattiene tutto per sé. Il signore è colui che condivide con gli altri. Gesù qui dà una lezione sulla fame del mondo. Egli che aveva moltiplicato i pani ed i pesci conosceva bene la miseria della sua gente.
Il fariseo ed il pubblicano (Luca 18,9-13)
Il fariseo è colui che si sente separato in tutto tra gli altri. Il pubblicano è il peccatore seduto in fondo al tempio. Il fariseo si vanta di tutto e su tutto, impettito davanti all’altare. Gesù non invita ad essere santi perché la preghiera, l’osservanza delle regole, la precettistica religiosa, essere santi divide per apparire più degli altri. E Gesù dichiara appunto che il fariseo è uscito più peccatore di prima, mentre il pubblicano fu perdonato perché misericordioso.
La mortificazione (Colossesi 3.5-7)
La nostra religione è fatta per i penitenti. Pensiamo che la nostra vita sia una sofferenza sull’esempio di quanto leggiamo in certe vite dei santi che si infliggevano delle sofferenze perché quello era il modo migliore per amare Dio, espiare i propri peccati, salvare le anime de purgatorio, essere fedeli alle necessita professionali, evitare i vizi cui ciascuno è portato o per eliminare le bruttezze di questo mondo. Ma avremo tanti sacrifici da fare per essere fedeli alle nostre necessità al nostro lavoro, alle nostre situazioni impensate, alle circostanze della vita inaspettate, alla nostra quotidianità. Ci sono tanti sacrifici da fare perché innestati nella vita. Che non occorre andare a cercare quelle dei Santi padri. Un minimo di piacere non può essere bandito dalla nostra vita. In questo senso Gesù non vuole sacrifici ma misericordia.
Autore: Albino Michelin 19.08.2025
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DIO ASSOLVE IL LITIGIOSO MA NON UN PARTNER INNAMMORATO?
Su circa 8 miliardi e più di persone abitanti in questo mondo sarebbe opportuna fare un breve excursus sulla confessione per vedere la loro incidenza sul senso morale e religioso, Oppure se qualche volta nella stesura sui sacri testi sia apparsa qualche incertezza. Senza di alle modalità di espressione se si tratti di ministri del culto cattolico, se musulmano, iraniana, o stregoni africani. Si tratta di conversione, la capacita di riferirsi a Dio come astraendo se il Dio e dei cattolici, dei musulmani, degli iraniani ecc. E in un contesto intendiamo di conversione, più precisamente” come entrare in sé per uscire da sé” all’altro rapporto col creatore attraverso un esame dei propri errori, dei propri incubi, e delle proprie infedeltà secondo la morale vigente delle loro spiritualità. Ed ecco ora una breve approssimazione numerica. Cattolici (2 miliardi quattrocento milioni) Procedura della chiesa cattolica dopo il suo fondatore, Gesu ha delineato i sette sacramenti ma non la quantità, la qualità dei ministeri o per il culto. Ci si confessava una volta all’anno tenendo a mente che Gesu aveva concesso 5 possibilità di rimettere i peccati. Verso il VI secolo sono iniziate le confessioni auricolari per opera dei missionari irlandesi e verso l’VIII la confessione tariffaria (il feudale pagava il suo castaldo per la remissione dei peccati). Fino al 1415 e qui si passo con il Concilio Laterano IV dalla assoluzione dei peccati, che fino allora assolveva anche un laico, per passare al ministro del culto. Finalmente verso il 1650 con il concilio tridentino si si ebbe la configurazione. Preste consacrato, recitata di tutti i peccati per specie e quantità. Finché nel 1972 si passo a chiamarla sacramento della riconciliazione, ma oltre il nome non cambio più di tanto. Musulmani (1 miliardo 9oo milioni). Non hanno ministri del culto e nemmeno i sacramenti, saranno direttamente confessati da Dio, ma in caso eccezionale fanno penitenza di fronte ad una comunità di sacra giuria. Per loro vale il perdono, dove si prenda coscienza dei propri errori. Non è detto che il confessarsi a Dio direttamente sia un problema di comodo. Per loro Dio è più importante della volontà di un uomo. Buddismo (500-850 milioni) Non vi è tra i Buddisti la concezione di un Dio personale. Quindi non esistono fra loro sacramenti né ministri del culto. La loro confessione viene dichiara ad un monaco. Taoismo (200-900 milioni) Il numero dei correligionari varia tra gli adepti e gli influenzati. Si danno convegno in monastero alcuno volte in vita per lunghi momenti di riflessione. Ebrei (15 milioni) dieci giorno dopo il capo d’anno si celebra la festa principale: è il kippur con penitenza in cui gli ebrei offrono a Dio l’espiazione dei peccati con l’elemosina e chiedono perdono Confucianesimo (7 mila). Preghiera per la propria colpa. Africani (1,550 milioni). La spiritualità è molto più profonda da quella che si dice o si pensa, non ci si può fermare agli stregoni. Essa può riferirci ai un monde immateriale che va fino a scoprire le profondità del loro essere interiore. Sulla confessione nel mondo è importante fare a questo punto la connessione di Gesu che ammonisce “per chi non perdona non c’è perdono da parte di Gesu”. Specialmente nel Padre nostro e in altre parabole ricollega il perdono che riceviamo da Dio al perdono che noi concediamo agli altri. Questo non significa perdono a prestito, ma una condizione per vivere secondo la misericordia di Dio. Egli è geloso della sua umanità. Infatti con una espressione ad alto livello nel proclamare “quante volte tu Pietro deve perdonare, sette volte? No, ma settante volte sette” Ed ancora Gesu:” amate i vostri nemici che vi ingiuriano e chiedete perdono Se infatti amate quelli che vi amano, anche i pubblicani fanno questo. Siate perfetti che come è perfetto il padre vostro nei cieli”. Il perdono è la parte soggettiva di colui che chiede il per dono. Per-dono dell’uomo interiore che si riconcilia. Si dona due volte facendo violenza sul proprio sottile egoismo e perdonando e dimenticando. Ma l’apice della misericordia sta in quell’annuncio.” Se ti accorgi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta e vai a riconciliarti con tuo fratello”. E Gesu considera questa persona riconciliata, confessione senza ministro del culto. Si ricollega questo pronunciamento a tutt’uno con l’atro: come Gesu ha assolto il litigioso della parabola già citata, cosi Dio accoglie chi va alla comunione senza confessarsi. dal prete. Considerando che Gesu ritiene che la carne e debole anche se lo spirito è vigile. Quindi per lui è da considerare il peccato della carne di minor entità. Sul decalogo di Mosè che gli è stato ingiunto di compiere un atto selvaggio e di lasciare la compagna sulla strada per prepotenza del patriarcato maschilista. Anche in questo caso non sarebbe meno colpevole del violento della parabola anche se tradimento fra marito e moglie ci fu. Dopo tante riforme operate dalle chiesa cattolica per la riforma della confessione urge altra riforma senza girandoli, senza pleonasmi, senza capriole sul vero pensiero di Gesu circa la confessione.
Autore: Albino Michelin 04.08.202
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