lunedì 2 febbraio 2026

LA FAMIGLIA NEL BOSCO

 La storia della famiglia nel bosco a Palmoli nella provincia di Chieti riguarda la scelta di vita le conseguenze legali che ne sono derivate. La famiglia è composta da   Catherine Birmingham, una Australiana di 45 anni e di Nathan Trevaillon di 51 anni che hanno scelto di vivere in Abruzzo. Hanno deciso di crescere i loro figli lontano dalla società moderna, rifiutando le convenzioni urbane e cercando un’esistenza più semplice a contatto con la natura. La loro casa è priva di elettricità, di riscaldamento, e di acqua corrente e la vita quotidiana ruota attorno alla natura e agli Animali. La situazione è diventata critica dopo un’intossicazione di Funghi che ha portato l’intervento dei servizi sociali. Le Autorità hanno avviato in un’indagine e istruzione formale per bambini. Di conseguenza il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha decisi di allontanare i tre bambini dalle famiglie collocandola una Comunità educativa per un periodo osservazione. La decisione del tribunale ha diviso l’opinione pubblica. Alcuni sostengono che la famiglia avesse il diritto a vivere secondo le proprie scelte, mentre altri ritengono che i bambini avessero bisogno di un’educazione e di cure adeguate. La madre Catherine a ha cercato l’intervento della Autorità, ma la situazione ha sollevato interrogativi sulla libertà di scelta dei genitori e sul diritto dei minori. Intanto il noto cantante Albano e Flavo Briatore hanno messo a disposizione la loro casa e già parecchie migliaia di persone hanno dato l’adesione per una protesta a Roma. La storia della Famiglia che vive del bosco è un esempio come la scelta di vita alternativa possano entrare in conflitto con le normative social e legali. La vicenda continua a suscitare sui temi come la libertà di educazione e la saluta, la sicurezza dei minori, il diritto alla vita in modo non convenzionale. Siamo una cultura consumistica, tutto quello che è fuori del sistema è vietato Oggi  c’è una parvenza di libertà ,siamo costretti a fare  la necessità di tutti i  giorni a ripetere le cose che la Società ci impone .Non esiste oggi il diritto di natura  naturale, abbiamo perso il senso della spontaneità, della freschezza, della improvvisazione .Quanti bimbi che vivono nelle natura con l’asino, con il cavallo , con l’oca, le gallina .Che bisogno c’è di interloquire, di intervenire, di irrompere a gamba tesa, in atto di sommossa, guardie di pubblica sicurezza, con un nuvolo di assistenti sociali a trasportare questi bambini  in una citta vicina ma a Vasto sempre lontano dai propri genitori? Ma qui c’è una vena di razzismo: se si dovesse uscire per tutte le strade, nei campi rom, in tutti i vicoli della citta si troverebbero frotte di ragazzi che vivono nella sporcizia, che non vanno a scuola, vivono tra pidocchi, indossano turbanti da capo a piedi quelli che veramente tolgono la libertà. Se questa non è forma di razzismo. Aggiungere che si tratta di una legge contro natura oltre una norma contro le costituzioni di qualsiasi codice internazionale. Il tribunale dei minori può togliere in casa di maltrattamento, in caso di carenza scolastica, in casa di abbandono, in caso di invivibilità domestica, ma nessun altro ladrocinio si può perpetrare ai genitori. Non deputata né la chiesa né lo stato all’educazione dei figli. Solo i genitori. Fa meraviglia che la città di Genova abbia stabilito attraverso il suo sindaco I.Salis di programmare l’educazione sessuale per i ragazzi dai cinque anni in su, si sentono smarriti e confusi se non sono presentatati e sostenuti dai genitori. Questo è uno stato violento se non rispetta il diritto dei genitori. Indubbiamente vi sono anche dei genitori bizzarri che mettono al mondo un figlio senza la dovuta responsabilità e di questo saranno responsabilità di fronte alla società, soprattutto di quei ragazzi di strada che vanno in giro armati di coltello e commettendo delinquenze. Di questi hanno già gli adulti la loro ricompensa. Come sempre ci mette le mani anche la politica. Pure stavolta Matteo Salvini anzi che lasciare il posto a Valditara, ambito di sua competenza.  Piuttosto che preoccuparsi della pressione fiscale più alta dal governo Monti a questa parte si aggiunge anche lui al coro dei dissenzienti. 

Autore: Albino Michelin 01.12.2025
albin.michel@live.com

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