La teologia è la scienza di Dio per quanto è possibile all’uomo arrivare a comprendere la natura di Dio. In questo ambito essa è caratterizzata da uno stato diffuso di insoddisfazione, di ripensamento e di ricerca generale di nuove vie. E’ modo di pensare l’identità influenzata da fattori ambientali economici, sociale e razziali. Il panorama teologico è stato dominato dalla nuova teologia di estrazione francese la quale ha in certo senso accusato la teologia tradizionale di essere troppo casalinga e quindi dovrebbe assumere tutti gli spiritualisti del mondo che abbiano in materia una intuizione originale. Quindi nell’ambito cattolico abbiamo: H.De Lubac, D Chenu, J.Congar, U.Von Balthassar, Rahner, W.Kasper, E.Shcillenbeekh, P. Ricoeur, B.Haering, A.Maggi. Nell’ambito riformato protestante: K.Barth, R.Bultmann, J.Moltmann. Nell’ambito ortodosso: O. Clement. Nell’ambito ebraico: H.Kung, M.Buber. Nell’ambito islamico: Al Gahazali (1150) prima delle guerre di religione. Vanno aggiunte anche spiritualità africana che è un filosofia, ma non una religione in armonia con la natura e le leggi naturali. E conta 1,5 miliardi di persone con i suoi riti ancestrali. E anche la spiritualità buddista, sesta religione nel mondo con mezzo miliardo di adepti che cerca l’illuminazione interiore, ma senza una particolare divinità. Sono tutte spiritualità di cui la nuova teologia deve tenere conto. Quali i motivi e quali gli effetti? Uno spazio nuovo, lo spazio in cui la teologia agisce è cambiato. Le grandi opere in questo campo del ventesimo secolo tutte sono quasi scomparse nelle chiese tradizionali, cioè la cattolica, la protestante, la ortodossa. Esse erano costruite assumendo in pieno i dati della tradizione. Solo dopo tale data con la nascita del dialogo eumenico si assistette ad una teologia operante nell’orizzonte piu` ampio di tutte le chiese. Ora rispetto alla situazione del passato lo spazio in cui la teologia si rende conto si è trasformato. Visioni diverse come i vari laicismi e ateismi con tendenze fra loro antagoniste e tutte le scienze si collocano fra le diverse religioni e chiese. Siamo proiettati in quanto persone in una dimensione comunicativa a raggio mondiale. Di conseguenza è cambiata profondamente la posizione dell’uomo rispetto alla tradizione. Egli non è piu` immerso come prima in quella tradizione in maniera indiscussa. Ma si muove dentro orizzonti problematici notevolmente piu`vasti rispetto alle generazioni precedenti. Di qui c’è anche un pericolo: di perdere la bussola sempre come siamo gravati dagli interessi mondani e fortemente legato all’attimo fuggente. La teologia deve prende atto serenamente di queste nuove relazioni del soggetto. La nuova forma del dare conto della Fede. Tuttavia non è cambiato solo lo spazio di cui deve da conto della fede, é cambiata anche la forma di dare conto della fede: con la biologia, le scienze della vita, la medicina, la ricerca filosofica con elevato grado di specializzazione, la filosofia del linguaggio, la fenomenologia, l’ermeneutica, la filosofia analitica, i modi di pensare moderni pluridimensionali. La teologia si amplia cosi come scienza biblica, come scienza liturgica, come storia della chiesa, storia del cristianesimo, teologia sistematica, teologia morale, teologia pastorale, etica sociale e diritto canonico. La teologia ha ricevuto nuovi punti di riferimento, punti prima inesistenti. Fintanto che essa veniva concepita essenzialmente in funzione della propria chiesa, o delle altre religioni, o chiese o dei non credenti erano percepiti semplicemente in chiave apologetica o di difesa e venivano quindi estromessi. Essa per sviluppare il proprio specifico non puo prescindere dai risultati delle ricerche delle scienze biologiche. E sui temi centrali come la Cristologia non puo` tralasciare la visione ebraica o mussulmana. Se facesse cio si chiuderebbe in un ghetto e tradirebbe il proprio compito di rendere conto pubblico della fede. Il concilio vaticano II del 1975 formula cosi la sua definizione:” la tradizione della chiesa progredisce con l’assistenza dello spirito santo e cresce la comprensione tanto delle cose e delle parole”. Identità permanente della teologia Dio creatore, conservatore dell’universo, rivelatore, salvatore e redentore dell’umanità queste rimangono le verità che andrebbero credute ma Dio tiene conto della “Fides qua creditur” della fede, fatto puramente individuale, mentre la “Fides quae creditur” rimane nella sua insondabile natura, per dirla con la doppia nomenclatura di S. Agostino.
Autore: Albino Michelin 04.12.2025
albin.michel@live.com
mercoledì 4 febbraio 2026
TENDENZE E ORIENTAMENTI DELLA TEOLOGIA OGGI
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