sabato 21 marzo 2026

NEL SEGNO DELL' ACQUA

 Nel secolo XVII il tedesco A. Fabricius pubblico un libro dal titolo Hydrotheologie, un trattato su cui mostrava la sapienza, la potenza, l’etica, e la teologia pratica nella creazione dell’acqua. Il tema dell’acqua ha oggi acquisito una dimensione particolarmente drammatica. Come sempre l’acqua manca in molte regioni della terra, dove si soffre la sete. Come sempre o forse più di prima è causa di brutali e di violenti conflitti bellici. Dove è presente in abbondanza può costituire una vera di minaccia gigantesca con uragani e Tsunami. All’orecchio contemporaneo il racconto biblico del diluvio universale risuona con tono particolarmente forte. Per giunta l’acqua è pure una risorsa legata ad un dato territorio e di conseguenza si verificano i conflitti in molte parti del mondo sul suo controllo, comprese le regioni artiche dove il livello del mare è in aumento causa lo scioglimento dei ghiacciai. Da parte della scienza in particolare la presenza di acqua è ritenuta segno di vita su altri pianeti. Un uomo il Dio non lo si riconosce quando si parla di Dio ma nel modo in cui ci parla ed agisce nelle cose di questo mondo. La vera spiritualità va oltre il dato religioso e si rivela in un atteggiamento d’amore per tutto le creature E un cammino doveroso e insistente perché il sistema di vita sul pianeta e minacciato e l’acqua torna ad essere il bene più prezioso. La crisi dell’acqua e la cura di questa meraviglia della natura che non a caso il capitalismo riduce a pure semplice categoria di risorsa idrica. Preoccupa attualmente l’umanità e merita l ’attenzione della teologia e della spiritualità cristiana ed ecumenica. I diversi forum internazionali destinati all’acqua hanno constatato che nel mondo una persona su due vive in una casa senza condutture di scarico e non dispone di acqua potabile nel raggio di un chilometro. Ogni anno 6 milioni di poveri di cui 4 mila bambini muoiono di malattie legate ad acque contaminate. In base a delle indagini restano circa 9000 di acqua dolce: le risorse idriche rinnovabili a disposizione dell’uomo. Si tratta di una quantità più che abbondante, sufficiente sulla carta ad una popolazione, di 20 Miliardi di Persone. Occorre inoltre considerare che mentre la la quantità di Acqua utilizzabile resta globalmente sempre la stesa il consumo idrico mondiale è sempre in aumento. Nel corso di questo secolo si è quasi decuplicato per l’effetto dell’incremento demografico e dello sviluppo economico. Occorre inoltre considerare che data l’ineguale distribuzione geografica si dell’Acqua utilizzabile sia della Popolazione, la disponibilità idria pro capite varia fortemente di Regione in Regione, di Paese in Paese, da Zona a Zona. A causa di questi e di altri fattori (siccità, depauperamento, dalla falda acquifera, inefficiente uso elle risorse idriche) la disponibilità idrica pro capite sta calando in tutte le Regioni e decine di Paesi sono ormai vicini alla soglia della scarsità cronica di Acqua o l’hanno già oltrepassata. Grandi Imprese multinazionali e piccoli Gruppi locali dell’Acqueforti impadroniscono come merce privatizzano dei servizi municipalizzati dell’acqua contro la costruzione di nuove faraoniche centrali idroelettriche che distruggono l’ecosistema idrografico e non servono la vita dei più poveri. L’Acqua costituisce un sistema complesso e fragile che si presta a molteplici usi: alimentazione Umana, uso industriale agr- Albinoicolo, navigazione, proiezione di energia, usi ricreativi. Ecologici e altri. In pratica tutte le attività umane conosciute hanno bisogno di Acqua. La civiltà impostasi in Occidente in questi ultimi Secoli e predatoria ed irrispettosa nei confronti dell’Essere Umano e della Natura. La Bibbia comincia all’inizio della creazione e annuncia che lo spirito di Dio allega sulle Acque. Noi sia composti al 70% di Acqua, abbiamo bisogno die due litri di Acqua al Giorno. Dio parla anche attraverso gli elementi della Natura per darci una dimensione spirituale e disse “Chi beve die queste Acque non avrà più sete”
 

Autore: Albino Michelin 09.03.2026
albin.michel@live.com

LA PAURA DELLA MORTE È AMORE PER I DEFUNTI: UN BINOMIO DA RECUPERARE

Dice un noto proverbio: “Tutti belli quelli che nascono, tutti ricchi quelli che si sposano, tutti santi quelli che muoiono”. Viene in mente qui l’ordinanza del Vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, il quale con una rigorosa disciplina vietava alla fine di gennaio del corrente anno l’uso dei canti moderni e la manifestazione delle bandiere specie calcistiche soprattutto in occasione dei funerali. C è il pericolo di occultare i simboli sacri e di conseguenza la profanazione del rito stesso. Questa memoria si rifaceva alla celebrazione del funerale di Paolo Rossi del 13 dicembre 2020, celebrante il parroco Ruaro. In un certo senso a scoppio ritardato. Recentemente Elena Donazzan Europarlamentare osserva che se qualche espressione mettesse in dubbio la “comunione dei santi” la si potrebbe correggere la preghiera dell’Alpino con:” rendi forte le nostre armi contro le minacce della nostra patria, la nostra bandiera, la mostra millenari civiltà.” Come per dire che l’ordinanza del Vescovo non avuto effetto nell’animo di alcuni. Ma nel frattempo è avvenuta la commorazione di Sammy Basso del 5.10.24 che ha un po’ sconvolto le carte. Presidenti come capi di Stato prima, campi di calcio bardati per le migliaia di persone convenute alla messa dopo, con il Vescovo a leggere il suo testo nella sacra liturgia, con il canto Alleluia di Leonard Cohen, con il popolo a inneggiare il canto della vita, come si conviene ad una festa di famiglia. Come era appunto l’arrivo nel regno dei cieli di Sammy Basso. Quale segno del sacro veniva occultato? Qui il Vescovo permetta una opinione che non vuole essere certo una offesa.  Una volta che prete ci diceva durante l’ora di catechismo: che con la morte non si lascia niente sula terra ma tutto si porta in cielo affinché quello della terra venga purificato, integrato, sublimato la su nel regno dei cieli. Pensiamo ad uno scrittore, ad uno scultore, ad un barista, ad una modista che hanno fatto con passione la loro esistenza e verso il Signore e poi dirci che questo era sbagliato anziché invitare in eterno alla gioia. Certo che un canto religioso tipo`` In Paradisum “non è un Canto religioso ma non è detto che si sia fermata una sacra Liturgia perché viene eseguito un canto profano:” Partirò di Andra Boccelli per una sposa scomparsa. Mamma son tanto felice, per una madre defunta… “E la vita che bisogna portare entro funerali di chiesa e dirci che sia la vita e la morte abitano nella stessa dimensione. Se bisogna lascare un canto religioso non significa sempre compiere un sacrilegio di fronte alla traduzione in nome del passato.  Vuol dire imparare a tradurre il messaggio religioso in chiave moderna. La tradizione Funerali variano secondo le epoche, di regione in regione, persino secondo le mode, il modo in qui si affronta morte nel del corso dei secoli, l’evoluzione della circostanza della vita, il mondo è cambiato. Canti e non canti nei funerali, bandiere e non bandiere, importante è ciò che ci permette di credere e come rendere omaggio alla memoria dei Defunti. Affrontare la morte è molto cambiato nel corso dell’ultimo secolo: aumento delle prospettive di vita, diminuzione dell’influenza della religione nella società, evoluzione dei costumi. Il passo della vita è importante perché permette ai di affrontare il lutto ai superstiti, esteriorizzare il dolore, rendere omaggio alla memoria del defunto, ripensare alla propria visione della vita e al proprio rapporto con la morte, riunire la famiglia e gli amici anche più distanti. Uno sguardo più lontano non ci sembri superfluo in riferimento ai nuovi contesti sociali e tecnologici riflettendo la sensibilità del contesto culturale di appartenenza nel mondo: funerali dei cattolici 37% dei protestanti 25%. Il funerale laico si avvia già verso il 20%.  
 

Autore: Albino Michelin 02.03.2026
albin.michel@live.com                                                                           
 

PER ANTONINO ZICHICHI L' UNIVERSO HA UN CREATORE

 Antonino Zichichi è morto all’età di 96 anni lasciando un’impronta indelebile nel panorama scientifico italiano. Nato a Trapani il 15 maggio 1929 è stata una delle figure più influenti della fisica del secondo novecento in cui l’Italia cercava di affermarsi centro nella ricerca sulle particele elementari e nelle alte energie. Lavoro al Cern di Ginevra e al Fermilab della di fisica Chicago. Professore ordinario di Fisica superiore all’Università di Bologna per oltre quarant’anni ha presieduto la carica di presidente dell’Istituto Europea di fisica nucleare e della European Phisical Society. Tra i suoi principali lasciti figurano i laboratori del Gran Sasso. E stato anche un divulgatore scientifico di grande impatto. La sua visione di beni universali si concretizzo nella fondazione del centro di cultura Ettore Maiorana che trasformo un piccolo borgo di Erice nel 1963 in un crocevia internazionale del sapere. Profondamente cattolico ha sempre sostenuto la compatibilità tra la fede e le leggi della fisica, vedendo nell’0rdine matematico dell’universo una traccia del creatore. E nel giornale del suo novantaseiesimo compleanno scrisse che “la scienza mi ha insegnato che l’universo è governato da leggi rigorose e armoniose. La fede che queste” leggi sono impronte lasciate da colui che fatto il mondo.” Parallelamente porta avanti una battaglia contro l’astrologia e le superstizioni. Le sue posizion spesso suscitarono scetticismo come su Darwin e sul cambiamento climatico. E opinione comune che i fenomeni di intelligenza e i luminari della scienza credono che l’universo venga dal caos. È tutta la fede di quest’uomo nel suo libro:” Io credo in Colui che ha fatto il mondo” e “Infinito”. E probabilmente egli aveva sotto gli occhi quell’altro libro di Pg. Odifreddi:” Perché non possiamo dirci cattolici e tanto meno che cristiani”. Egli si cita sostenendo che l’uomo ha due colonne: scienza e fede, non è possibile che il mondo derivi dal caos. Se c’è una logica deve provenire da un creatore. E opinione comune che le leggi dell’universo scoperte dalla scienza siano in conflitto con quelli imperscrutabili volute da Dio. La contrapposizione tra fede e scienza rappresenta uno dei dilemmi più lacerante del nostro tempo. Le conquiste della scienza non oscurano le leggi divine, ma le rafforzano contribuendo a risvegliare lo stupore e l’ammirazione per il meraviglioso spettacolo del cosmo. Nessuna scoperta scientifica ha messa in dubbio l’esistenza di Dio. Né la scienza né la logica permettono di concludere che Dio non esiste. Chi sceglie l’ateismo fa quindi un atto di fede nel nulla. La fede è dono di Dio corroborato pero dall’atto di ragione nel trascendente. La logica matematica e la scienza sono attività intellettuali che operano nell’immanente. Se fosse possibile dimostrare l’esistenza per via di una serie di ricerche Dio sarebbe l’equivalente di una scoperta scientifica. La cultura dominante ha confuso la scienza con le sue applicazioni come se si trattasse della stessa cosa. Nel mondo è il potere politico che decide come usare i risultati delle scoperte scientifiche. L’uso dele scienza non è più scienza. L’uso della scienza si chiama tecnologia. La scelta tra tecnologia buona e tecnologia selvaggia è nelle mane del potere politico. Insomma mettere in discussione l’esistenza di Dio sulla base di quanto gli evoluzionisti hanno fino ad oggi scoperto non ha nulla a che fare con la scienza. Con l’oscurantismo moderno si. Con la morte di Antonino Zichichi si chiude una lunga stagione della fisica e divulgazione italiana lasciando una eredita complessa e poliedrica.
 

Autore: Albino Michelin 28.02.2026
albin.michel@live.com

IL RIMORSO

Francesco Alberoni ha pubblicato un Libro sulla “Speranza “con 55 sottotitoli fra i quali il Rimorso. Tutti con un senso positivo. La speranza va affrontata con arte, con umiltà, con ideale in evoluzione spirituale, con forza d’animo, con coraggio. Non è detto quindi che la speranza sia un sentimento dei remissivi, di coloro che attendono tutto del cielo. Il rimorso appartiene ad una forza d’animo che ha dell’eccezionale. Esso è possibile nel senso che nessuno può andarne esente fra i mortali, basta avere il coraggio di ammetterlo. I due classici che possano venirci in contro si chiamano il rinnegamento di Pietro e il tradimento di Giuda. Dei due non si sa quale il sia peccato   più grave, pero le vie di uscita sono state antitetiche. Durante il processo di Gesù Pietro si trovava nel cortile e viene avvicinato da una delle due domestiche che lo apostrofa dicendo che anche” tu sei l’Amico del Galileo”. Una seconda lo stesso. E qui una serie di spergiuri che rinnegano “lui non ha mai conosciuto il Galileo”. Ma poi pianse amaramente il suo errore. Con Il tradimento Giuda invece si penti di averlo tradito e di avere tradito il sangue di una innocente, gettò a terra i trenta denari davanti ai sommi sacerdoti e si andò ad impiccare. Il sentimento di Giuda viene colpito dell’orgoglio che lo spinge di abisso in abisso. Pietro si pente del suo atto di debolezza fisica e con fiducia va a Dio che è sempre pronto a perdonare al cuore pentito. Giuda si rende impossibile al perdono. E di qui abbiamo una definizione di rimorso. È un tormento interno, con un senso di colpa per un’azione riferita ad un’azione morale. Un po’ diverso dal rimpianto per un’occasione mancata, per un passa falso. Entrambi pero accomunati di un cruccio senza fine. Come dice il vocabolo il rimorso è un doppio morso. Esso è un sentimento di colpa che scorga quando tutto è già avvenuto, è un sentimento crepuscolare che sgorga quando l’azione è compiuta e spesso solo quando è passato molto Tempo. Quando agiamo siamo spinti dalle nostre passioni, dalla collera, dall’orgoglio. Siamo convinti di aver sempre ragione, di essere nel giusto. Il rimorso si fa strada in seguito lentamente, cresce nel tempo, appartiene all’irreparabile.  Nella tragedia di Shakespeare è la Lady che spinge il marito ad assassinare il Re e solo dopo aver compiuto il delitto a poco a poco si fa strada il rimorso. Vede le proprie mani insanguinate e cerca inutilmente di lavarsele. Ma il rimorso non si lava con le mani. Il rimorso esiste anche quando il male fatto risulta da una distrazione o da un atto involontario. Vi sono Alpinisti che si sentono in colpa perché si è spezzata la corda di un loro amico perciò precipitato. La nostra reazione primordiale ad aver contribuito in qualche modo a fare il male a qualcuno. È segno che nel nostro essere è scolpito indelebile la presenza del bene e del male. Ora che rapporto ha, ci potremmo chiedere, il rimorso con la Speranza? Certo è la negazione della speranza di poter annullare e far scomparire il male già fatto, ma non è solo questo che conta. L’aspetto positivo del rimorso è costituito dal impossibilita di far scomparire il ricordo del male commesso. Con il rimorso il male non viene dimenticato. Continua ad esistere e premere sulla coscienza morale.  Esso agisce in modo opposto al perdono, soprattutto al perdono facile, che ci consente di continuare ad agire e vivere in buona coscienza, Il rimorso non consente la facile buona coscienza. È esigente e richiede un autentico radicale pentimento, richiede espiazione, richiede un’azione realmente riparatrice, ci impone un altro modo di pensare ed agire. Il rimorso perciò pure guardando al passato è orientato al futuro, plasma il futuro. Si impegna a non compiere più atti il quel genere. Condanna chi li compie e intraprende azioni positive. E cosi allarga il regno della Speranza. L’unico modo possibile per uscire da questo stato di decomposizione morale e sociale e quello di fare il conto con il rimorso. Occorrerebbe rivedere la propria storia, prendere coscienza delle turpitudini commesse, nonché riconoscere le proprie colpe. Solo dopo questo atto si potrebbero rinnovarsi interiormente, solo con questa presa di coscienza si potrebbero cambiare e aprirsi di nuovo alla Speranza.
 

Autore: Albino Michelin 16.02.2026
albin.michel@live.com
 

ATTIVITÀ DEL MISSIONARIO ALBINO MICHELIN C.S. 1956-2026 BASEL (E D'INTORNI)

 Sono nato nel 1932 quindi raggiungo i 94 Anni nel seguente settembre. Sono entrato in Seminario il 12.10.1942 e dopo tre mesi sono stato promosso dalla 4 Elementare al 1 Ginnasio. Ho celebrato la prima Messa il 15.06.1965, e dopo sono partito subito per la Svizzera. Debbo dire che ho pianto tutto il giorno perché aveva sognato che dopo due anni avrei preso il diploma di pianoforte. Dio vede e Dio provvede, esiste una   serie di risorse, e certe opportunità dentro di noi. Questo può venire in un attimo di smarrimento. Ma un proverbio dice non” frangar sed non flectar”.  Il Motto latino significa non mi spezzo ma non mi piego. Ho dubitato di continuare ma poi resistite e   la vita mi ha dato ragione. Il mio primo Stage è stato il Paese di Rorschach Cantone San Gallo dove ho fondato un Coro più longevo della federazione elvetica e cosmopolita. Dopo 3 anni sono andato a Roma dove ho potuto ulteriormente studiare e prendere il Diploma in Pastorale. Dopo 6 Anni il 5 Agosto del 1963 arrivai a Basilea. Ho subito notato che i Missionari erano molto occupati con la gestione degli Immigrati e con la costruzione dell’Asilo e della Chiesa. Ho pensato subito che le mura erano quasi quasi terminate, cera ancora la cultura che bisognava rivedere. Allora mi sono tuffato subito e ho fondato il Club Culturale Italo- Svizzero, che provvedeva ad una mancanza in questo settore di una Città come Basilea. Abbiamo cominciato con i giovani, cui si sono aggiunti i bambini del preclub, poi gli adulti e i genitori. È stato un movimento giovanile vero e proprio. Conferenze, dibattiti, cineforum, concerti, mostre, giornali di bordo. Quasi avremmo detto che il mondo si era risvegliato. Abbiamo anche stampato 2 Libri atti ad alimentare la nostra cultura “Promiscuità, Coeducazione, Religione”.  Ed un altro intitolato “Ricerche e Dibattiti” che costituivano il manuale della nostra morale. E questi gli esempi degli argomenti trattati “IL Cristianesimo non consiste solo nella morale Sessuale-Genitori per il cavolo, Preti per il Tabu, tutti per il complesso. - Santificare il Mondo che progredisce non impedire che il mondo progredisca. - Il Prete e la Donna. La Donna Italiana e troppo isolata. - Fidanzamenti e Amori con la Mentalità dei clandestini. - Teddy boys. - Inserimento dei Giovani nel mondo attuale-Religione e progresso- Nel secondo periodo vi è stata una scelta di qualità anche perché io sono stato 5 Anni al Università di Friburgo, e sia per la qualità della gente alquanto maturata. Nel sottosuolo della Chiesa avevamo costruito una Cave chiamata” Cultura e Fede “ove si organizzava delle Messe, Corsi della Bibbia, diversi Battesimi, una vera cura del senso religioso profondo. Era quello anche il Periodo di Schwarzenbach, un crociato che intenzionato a chiudere l’entrata in Svizzera per gli Italiani e per gli stranieri in genere. E la cave attraverso il Club Culturale Italo Svizzero diventava un antidoto nei confronti elvetica. Certo a Basilea si parlava anche della Chiesa divisa in due. Una chiesa di S. Pio X   sopra ed una chiesa sotterranea.  La solita questione della tradizione e della innovazione. Ma era previsto il cambio del Missionario. Il mio tempo era scaduto, dovevo lasciare al successore. Quindi per mancanza di spazio, di tempo a disposizione, troppo in fretta. Non si è potuto fare un discorso su questo aspetto importante. Quindi ho cambiato e sono andato ad Affoltern an Albis, Cantone Zurigo. Qui un altro flectar sed frangar. Il mio dubbio era se mi sentivo adatto per la congregazione Scalabrini oppure se non ero più adatto di entrare in una Diocesi per sentirmi più libero a fare un apostolato di Frontiera. Ne parlai in un assembla riunita. Ma i Superiori mi hanno preso d’assalto e venuti subito a confabulare.” Come alcuni, P. Michelin ha bisogno del suo spazio.” Da quella volta ho ottenuto quello spazio e in 44 anni mi sono accorto che era uno spazio utile per mia attività, per una crescita Pastorale. Alcune iniziative si sono ripetute nella nuova sede come feste popolari, incontri di Bibbia, cori, Via Crucis vivente su per i Colli del Paese, Presepio vivente secondo la tradizione, in vita ancora oggi. Fatto nuovo: ho costituito Gruppi di Cultura e Fede che andavano da Bergamo a Mazzara del Vallo in Sicilia. Dove una settimana nel periodo Estivo facevo una Messa e Cultura e fede e dove ogni 2 Mesi al nord dove si poteva fare tutto in giornata. È durato circa 20 Anni e In questo tempo si sono potute accendere fiammelle di spiritualità. Ho avuto il tempo anche essere l’Autore di “Conoscere Sovizzo” 20 Fascicoli di 2000 Pagine sovvenzionati dalla Repubblica di Venezia. Nel 2017 ho edito un Libro di 814 Pagine intitolato “Interrogativi della esistenza Umana”. “Semi di Speranza”. Per i credenti, i dubbiosi, chi è alla ricerca.  “Il senso di questo Libro: “Noi siamo calati in una Realtà materiale con una dimensione spirituale, e calati in una dimensione materiale con un anelito spirituale”.  Con queste 3 Edizioni ho potuto contribuito in due tornate con 32 mila euro destinati alla congregazione Scalabriniana.  Al termine di questa relazione un distico di carattere goliardico, utilizzato ancora dalla tifoseria del Lanerossi Vicenza “Bale[AM1.1], bale, bale, sempre bale, per battere il Vicenza che vol la Nazionale. “
Chiedo scusa se non potrò partecipare sabato 7 marzo in occasione dell’80° della missione cattolica italiana di Basilea. Eventualmente si può sopperire con una foto
 

Autore: Albino Michelin 09.02.2026
albin.michel@live.com