sabato 21 marzo 2026

IL RIMORSO

Francesco Alberoni ha pubblicato un Libro sulla “Speranza “con 55 sottotitoli fra i quali il Rimorso. Tutti con un senso positivo. La speranza va affrontata con arte, con umiltà, con ideale in evoluzione spirituale, con forza d’animo, con coraggio. Non è detto quindi che la speranza sia un sentimento dei remissivi, di coloro che attendono tutto del cielo. Il rimorso appartiene ad una forza d’animo che ha dell’eccezionale. Esso è possibile nel senso che nessuno può andarne esente fra i mortali, basta avere il coraggio di ammetterlo. I due classici che possano venirci in contro si chiamano il rinnegamento di Pietro e il tradimento di Giuda. Dei due non si sa quale il sia peccato   più grave, pero le vie di uscita sono state antitetiche. Durante il processo di Gesù Pietro si trovava nel cortile e viene avvicinato da una delle due domestiche che lo apostrofa dicendo che anche” tu sei l’Amico del Galileo”. Una seconda lo stesso. E qui una serie di spergiuri che rinnegano “lui non ha mai conosciuto il Galileo”. Ma poi pianse amaramente il suo errore. Con Il tradimento Giuda invece si penti di averlo tradito e di avere tradito il sangue di una innocente, gettò a terra i trenta denari davanti ai sommi sacerdoti e si andò ad impiccare. Il sentimento di Giuda viene colpito dell’orgoglio che lo spinge di abisso in abisso. Pietro si pente del suo atto di debolezza fisica e con fiducia va a Dio che è sempre pronto a perdonare al cuore pentito. Giuda si rende impossibile al perdono. E di qui abbiamo una definizione di rimorso. È un tormento interno, con un senso di colpa per un’azione riferita ad un’azione morale. Un po’ diverso dal rimpianto per un’occasione mancata, per un passa falso. Entrambi pero accomunati di un cruccio senza fine. Come dice il vocabolo il rimorso è un doppio morso. Esso è un sentimento di colpa che scorga quando tutto è già avvenuto, è un sentimento crepuscolare che sgorga quando l’azione è compiuta e spesso solo quando è passato molto Tempo. Quando agiamo siamo spinti dalle nostre passioni, dalla collera, dall’orgoglio. Siamo convinti di aver sempre ragione, di essere nel giusto. Il rimorso si fa strada in seguito lentamente, cresce nel tempo, appartiene all’irreparabile.  Nella tragedia di Shakespeare è la Lady che spinge il marito ad assassinare il Re e solo dopo aver compiuto il delitto a poco a poco si fa strada il rimorso. Vede le proprie mani insanguinate e cerca inutilmente di lavarsele. Ma il rimorso non si lava con le mani. Il rimorso esiste anche quando il male fatto risulta da una distrazione o da un atto involontario. Vi sono Alpinisti che si sentono in colpa perché si è spezzata la corda di un loro amico perciò precipitato. La nostra reazione primordiale ad aver contribuito in qualche modo a fare il male a qualcuno. È segno che nel nostro essere è scolpito indelebile la presenza del bene e del male. Ora che rapporto ha, ci potremmo chiedere, il rimorso con la Speranza? Certo è la negazione della speranza di poter annullare e far scomparire il male già fatto, ma non è solo questo che conta. L’aspetto positivo del rimorso è costituito dal impossibilita di far scomparire il ricordo del male commesso. Con il rimorso il male non viene dimenticato. Continua ad esistere e premere sulla coscienza morale.  Esso agisce in modo opposto al perdono, soprattutto al perdono facile, che ci consente di continuare ad agire e vivere in buona coscienza, Il rimorso non consente la facile buona coscienza. È esigente e richiede un autentico radicale pentimento, richiede espiazione, richiede un’azione realmente riparatrice, ci impone un altro modo di pensare ed agire. Il rimorso perciò pure guardando al passato è orientato al futuro, plasma il futuro. Si impegna a non compiere più atti il quel genere. Condanna chi li compie e intraprende azioni positive. E cosi allarga il regno della Speranza. L’unico modo possibile per uscire da questo stato di decomposizione morale e sociale e quello di fare il conto con il rimorso. Occorrerebbe rivedere la propria storia, prendere coscienza delle turpitudini commesse, nonché riconoscere le proprie colpe. Solo dopo questo atto si potrebbero rinnovarsi interiormente, solo con questa presa di coscienza si potrebbero cambiare e aprirsi di nuovo alla Speranza.
 

Autore: Albino Michelin 16.02.2026
albin.michel@live.com
 

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