Dice un noto proverbio: “Tutti belli quelli che nascono, tutti ricchi quelli che si sposano, tutti santi quelli che muoiono”. Viene in mente qui l’ordinanza del Vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, il quale con una rigorosa disciplina vietava alla fine di gennaio del corrente anno l’uso dei canti moderni e la manifestazione delle bandiere specie calcistiche soprattutto in occasione dei funerali. C è il pericolo di occultare i simboli sacri e di conseguenza la profanazione del rito stesso. Questa memoria si rifaceva alla celebrazione del funerale di Paolo Rossi del 13 dicembre 2020, celebrante il parroco Ruaro. In un certo senso a scoppio ritardato. Recentemente Elena Donazzan Europarlamentare osserva che se qualche espressione mettesse in dubbio la “comunione dei santi” la si potrebbe correggere la preghiera dell’Alpino con:” rendi forte le nostre armi contro le minacce della nostra patria, la nostra bandiera, la mostra millenari civiltà.” Come per dire che l’ordinanza del Vescovo non avuto effetto nell’animo di alcuni. Ma nel frattempo è avvenuta la commorazione di Sammy Basso del 5.10.24 che ha un po’ sconvolto le carte. Presidenti come capi di Stato prima, campi di calcio bardati per le migliaia di persone convenute alla messa dopo, con il Vescovo a leggere il suo testo nella sacra liturgia, con il canto Alleluia di Leonard Cohen, con il popolo a inneggiare il canto della vita, come si conviene ad una festa di famiglia. Come era appunto l’arrivo nel regno dei cieli di Sammy Basso. Quale segno del sacro veniva occultato? Qui il Vescovo permetta una opinione che non vuole essere certo una offesa. Una volta che prete ci diceva durante l’ora di catechismo: che con la morte non si lascia niente sula terra ma tutto si porta in cielo affinché quello della terra venga purificato, integrato, sublimato la su nel regno dei cieli. Pensiamo ad uno scrittore, ad uno scultore, ad un barista, ad una modista che hanno fatto con passione la loro esistenza e verso il Signore e poi dirci che questo era sbagliato anziché invitare in eterno alla gioia. Certo che un canto religioso tipo`` In Paradisum “non è un Canto religioso ma non è detto che si sia fermata una sacra Liturgia perché viene eseguito un canto profano:” Partirò di Andra Boccelli per una sposa scomparsa. Mamma son tanto felice, per una madre defunta… “E la vita che bisogna portare entro funerali di chiesa e dirci che sia la vita e la morte abitano nella stessa dimensione. Se bisogna lascare un canto religioso non significa sempre compiere un sacrilegio di fronte alla traduzione in nome del passato. Vuol dire imparare a tradurre il messaggio religioso in chiave moderna. La tradizione Funerali variano secondo le epoche, di regione in regione, persino secondo le mode, il modo in qui si affronta morte nel del corso dei secoli, l’evoluzione della circostanza della vita, il mondo è cambiato. Canti e non canti nei funerali, bandiere e non bandiere, importante è ciò che ci permette di credere e come rendere omaggio alla memoria dei Defunti. Affrontare la morte è molto cambiato nel corso dell’ultimo secolo: aumento delle prospettive di vita, diminuzione dell’influenza della religione nella società, evoluzione dei costumi. Il passo della vita è importante perché permette ai di affrontare il lutto ai superstiti, esteriorizzare il dolore, rendere omaggio alla memoria del defunto, ripensare alla propria visione della vita e al proprio rapporto con la morte, riunire la famiglia e gli amici anche più distanti. Uno sguardo più lontano non ci sembri superfluo in riferimento ai nuovi contesti sociali e tecnologici riflettendo la sensibilità del contesto culturale di appartenenza nel mondo: funerali dei cattolici 37% dei protestanti 25%. Il funerale laico si avvia già verso il 20%.
Autore: Albino Michelin 02.03.2026
albin.michel@live.com
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