mercoledì 27 luglio 2016

VECCHIA EUROPA, PRETI EXTRACOMUNITARI CERCASI

Un fenomeno che va sempre più evidenziandosi è quello del calo delle vocazioni in Europa, Italia compresa. I seminari sono sempre più deserti e disertati, molti sono stati adibiti ad altre attività, alcuni alienati o riciclati, preti di casa nostra una specie sempre più rara. Per un analisi ci limitiamo solo all’Italia. Quella che nei secoli e nei decenni passati era considerata un laboratorio per l’evangelizzazione dei popoli e che esportava missionari in tutto il mondo sembra si sia prosciugata. Assistiamo ad una controtendenza. L’Italia ha bisogno non soltanto di immigrati economici, di braccia lavoro, ma anche di immigrati preti. Su 225 diocesi ben 208 registrano la presenza di ecclesiastici di colore e in continuo aumento. Nel 2005 se ne contavano 1.800, nel 2016 invece 2.500 con un aumento di ben 40%. Le parrocchie italiane sono 25 mila, quindi un 10% accolgono preti di colore. Con una distribuzione che va dal 54% al Centro 26% al nord e 20 % al sud. Con una provenienza del 30 % dall’Europa dell’Est, (Rumeni, Polacchi e paesi limitrofi), 21% dall’Asia (India, Cina, Filippine) e un 16% dall’America Latina e centrale. Età media dai 40 ai 50 anni. Con motivazioni alquanto diverse. Quelli dell’Europa dell’Est ci arrivano perché nei loro paesi il clero è sovrabbondante e quindi preferiscono impegnarsi all’estero. Quelli dell’Africa a motivo di miseria, povertà e soprattutto guerre. Quelli dell’America Latina anche per il desiderio di scambi culturali, di farsi altre esperienze. E qui qualcuno potrebbe chiedersi perché uscire dai loro paesi, impoverirli culturalmente e moralmente, anziché rimanere con la propria gente e garantire un certo cammino di acculturazione e di civile convivenza. Non mancano coloro che obbiettano se la loro scelta sia dovuta a vocazione oppure al desiderio di sistemazione. Altri confessano di essere venuti da noi a studiare e poi tornare al loro paese a fare i vescovi: beato carrierismo. Il periodo di permanenza si dovrebbe aggirare sui 9 anni a seconda degli accordi con i vescovi locali, ma talvolta si finisce per incardinarsi, stanti le grosse difficoltà di ritornare in patria causa le crisi politiche, vedi Congo. Osservando il fenomeno nel suo complesso vi è anche del positivo. Ad esempio si sperimenta l’universalità della chiesa, nel senso che non si rimane legati ad un luogo ma ci si sente al servizio degli altri oltre ogni confine e frontiera. D’altra parte non si possono ignorare anche diverse difficoltà, come problemi inerenti alla lingua, usi e costumi, rapporti con mentalità differenti, relazioni sociali. Però aprendo gli orizzonti, guardando più lontano e oltre il presente, questo del ripiegamento della pastorale religiosa europea verso preti stranieri non è una soluzione ma un tampone. La risposta dovrebbe provenire dal di dentro della nostra società e della nostra istituzione chiesa. Cioè noi siamo abituati da secoli e da quasi due millenni ad una civiltà clericale. Dappertutto e per ogni caso un prete. Liturgie di chiesa, oratori per ragazzi, classi di catechismo, assistenza malati, turismo religioso: sempre e dovunque un prete. Non si ha il coraggio di riforme radicali. Si continua a parlare di commissioni di studio che vanno alle calende greche a finire nel nulla fra contrapposizioni della “chiesa alta”. Anche recentemente Sandro Vitalini, intelligenza riconosciuta e non improvvisata, teologo professore all’università svizzera di Friburgo, provicario generale del Ticino con 200 preti ci cui la metà stranieri, terra elvetica di matrice italiana, sostiene la necessità di concedere il servizio sacerdotale anche a uomini sposati, e che la chiesa dovrebbe reinventarsi e non continuare a parlare di nuova evangelizzazione ripetendo vecchi schemi e metodi superati. Abbiamo bisogno, sostiene di una chiesa domestica, modello famigliare, magari sia pure con numero di partecipanti limitato, animato però da laici sposati. Come pure una soluzione sarebbe, sempre Vitalini, il diaconato femminile, dal momento che il sacerdozio delle donne sembra ancora tabù. Papa Francesco ha gettato l’idea di una commissione per studiare l’eventualità di concedere il diaconato alle donne. Ma dubitiamo, dal momento che Roma è eterna, campa cavallo. Non si pensa che tutto oggi è velocizzato e che certe riforme un tempo dibattute all’ infinito oggi devono essere celeri e messe in cantiere in tempi brevi, in riferimento alle urgenze che da tutte le parti ci pressano. Certo che l’internazionalizzazione della chiesa è segno di vitalità però non è nemmeno opportuno impostare la conservazione e la crescita del messaggio religioso a forze esterne e lontane. Nessuno di noi sventola lo slogan xenofobo: “Padroni a casa nostra”, ma risolvere i problemi di casa nostra attivando la nostra responsabilità è nella logica di ogni organismo vitale. Perciò va studiata una migliore distribuzione del clero italiano anche se in calo, un minor spreco in ambiti quotidiani ed una maggiore liberazione e promozione dei laici, soprattutto donne, che finora sono rimasti ibernati anche perché lo spazio loro concesso è sempre stato limitato e tenuto sotto stretto controllo.

Autore:
Albino Michelin
24.07.2016

venerdì 3 giugno 2016

MARCO PANNELLA: NON CONVERTIAMOLO IN "ARTICULO MORTIS"

Il 19 maggio 2016 è morto Marco Giacinto Pannella all’età di 86 anni, indubbiamente un protagonista della vita politica e civile italiana degli ultimi 60 anni. Ai suoi funerali civili di Piazza Navona al canto del Requiem di Mozart venne omaggiato da tutti i rappresentanti delle associazioni politiche, ovviamente con immancabile ipocrisia, da innumerevoli cittadini, nonché dai carcerati e dai monaci tibetani. Definito il guerriero e il leader dei diritti civili, a lui l’Italia deve molto se tanti di questi son stati acquisiti anche nel nostro paese. Aveva un carattere vulcanico, tumultuoso, aggressivo, logorroico, retorico, sceriffo, giamburrasca, don Chisciotte, mattatore, leonino, protervo, istrionico nella difesa dei valori in cui credeva. Libero, liberale, libertario, libertino. Si lasciava chiamare frocio, drogato, visionario Anticlericale, esibiva a tracolla uno dei tanti slogan:” il clericalismo è una realtà, l’anticlericalismo una necessità.” Le sue battaglie sono a tutti note: introduzione della legge sul divorzio 1974, sull’aborto 1981, da sempre a difesa delle coppie di fatto, ed omosessuali, contro la pena di morte, contro il proibizionismo delle droghe leggere, contro la malagiustizia (lo testimonia la sua difesa a Enzo Tortora), contro ogni guerra, contro le pessime condizioni delle carceri, contro il finanziamento ai partiti, contro il respingimento dei profughi e dei rifugiati politici, contro l’esilio dei Tibetani in India, (ricorda il suo incontro con il Dalai Lama nel 2008 e il suo cagnolino battezzato con nome Tibet), pro aperture verso il Medio Oriente. I suoi bavagli:” cittadini difendete i vostri diritti”, accompagnati da gesti eclatanti, attrazioni da avanspettacolo, come i digiuni della fame e della sete, il bere la propria urina, il vestirsi da babbo natale per distribuire hascisc e canne, tutti gesti bizzarri per affermare però i diritti umani, che per la chiesa erano quasi tutti discutibili. E qui si può rispondere ad esempio che la legge sull’aborto non obbliga le donne ad abortire, ma concede il diritto di non ricorrere alle mammane con il rischi della vita o all’estero per chi ha la grana di auto sovvenzionarsi. Per cui il diritto per tutti, non toglie nulla a me, non diventa un dovere per me, non mi interessa. A Pannella non mancarono le contraddizioni e molti lo definirono incoerente. Come l’aver posto ad europarlamentare nel 1983 Toni Negri delle brigate rosse, nell’87 Ilona Staller pornodiva Cicciolina a Montecitorio, e nel 94 essere passato dalla parte di Berlusconi, che in quanto a diritti difendeva quelli dei propri interessi. Comunque le battaglie giuste restano tali anche se il suo profeta accusava colpi. Una considerazione non ultima che a qualcuno potrebbe sembrare marginale non va taciuta. E’ bastato che Pannella chiudesse gli occhi per l’ultima volta e già uscirono fuori diversi prelati ed ecclesiastici pronti ad insinuare a mezza bocca che il grande mangiapreti si era convertito in articulo mortis. Questa psicosi di inneggiare ad una conversione in extremis non rispetta la dignità di una persona e il diritto di morire atei, sostituendosi a Dio che solo conosce il cuore dell’uomo al di là delle etichette di circostanza, e che nulla ha da spartire con questa bramosia di conversione alla causa cattolica in zona Cesarini, in extremis, come si trattasse del ladrone sulla croce del Calvario. Il tutto lo vorrebbero comprovare con la lettera che il 12 aprile, un mese prima della morte, Pannella scrisse a papa Bergoglio e che qui giova riportare.” Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all’ultimo piano vicino al cielo per dirti che ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne e di quei bambini, di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano. In questo tempo non posso più uscire, ma ti sto accanto in tutte le uscite che fai tu. Un pensiero fisso mi accompagna ancora oggi. Spes contra spem. Caro Papa Francesco sono più avanti di te negli anni, ma anche tu ti trovi a vivere spes contra spem. Ti voglio bene davvero. Tuo Marco. Ps: ho preso in mano la croce che portava Mons. Romero e non riesco a staccarmene”. L’espressione latina è una citazione del testo di Paolo ai Romani. Egli ebbe fede sperando contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli e scrive riferendosi ad Abramo. Pannella come Giorgio La Pira la usa per riferirsi all’ottimismo della volontà alla capacità di sperare contro ogni speranza, spinto da un ideale e da una fede. Pannella qui contrappone la vera speranza all’essere speranza. Un Pannella dalle idee vaste e universali, non cattoliche, non religiose, ma profondamente spirituali, cioè con fede nell’immanenza più che nella trascendenza. Ma lasciamolo cosi, ateo, non voliamolo catturare alla causa cattolica. Diversamente ci fa venire alla memoria l’inquisizione del medioevo che quando un eretico veniva bruciato al rogo, gli si presentava un frate incappucciato brandendo un crocefisso e porgendolo o sbattendolo sulla bocca del condannato intimava: “pentiti anima dannata.”
Ci riporta al Conte Benso di Cavour, massone e promotore dell’Unità d’Italia che sul letto di morte nel 1861 si vide una folla di frati pronti a contendergli l’anima lottando contro il diavolo oppure a Renato Guttuso, grande pittore e del 900, comunista, che 15 anni dopo la morte avvenuta nel 1987, un monsignore lo celebrò convertito perché prima di spirare teneva in mano un santino di Teresa del Bambin Gesù. Oppure a Oriana Fallaci (+2006), rissosa anti-islamica, che il vescovo Fisichella disse convertita sul letto di morte perché cercava Dio. Oppure a Indro Montanelli, (+2001) giornalista scrittore da sempre ateo professo, che il Card. Ravasi dichiarò aver sfiorato la conversione. Oppure a qualche direttore di radio cattolica che accalappia il testamento della pia vecchierella moribonda per “le opere buone”. Ci basti pensare a Benedetto Croce, filosofo letterato, (+1952), che considerava ripugnante la strategia dei preti di dare l’assalto all’uomo in pericolo di morte e perciò si tutelò per tempo raccomandando alla moglie cattolica di non approfittare dell’infermità per strappare ad un uomo una parola che da sano non avrebbe mai pronunciato. Appellarsi al proverbio: “quando l’uomo si frustra, l’anima si aggiusta”, potrebbe essere una tentazione di marketing clericale. Di dubbio gusto è stato il regalino della corona del rosario a Pannella in fin di vita da parte di Massimo Gandolfini, promotore del Family-day e del matrimonio tradizionale cattolico fra uomo e donna. Sa di ironia.
La morte di Pannella va rispettata come atea, con il suo funerale civile e con il requiem di Mozart: non facciamoci una kermesse cattolica. Marco continui le sue battaglie. Lo spirito di Dio è molto più grande di quello dei mangiapreti, e degli anticlericali e degli stessi sacramenti in articulo mortis.

Autore:
Albino Michelin
25.05.2016

martedì 26 aprile 2016

FALLIMENTO DELLA BANCA VICENTINA: UN PARROCO INTERPELLA LA COSCIENZA DEL PRESIDENTE

Ogni anno Vicenza assurge agli onori della cronaca per la fiera dell’oro con espositori ed acquirenti da tutto il mondo. Ora è nell’occhio del ciclone e nell’abbominio di oltre 110 mila italiani messi sul lastrico per il fallimento della Banca Popolare Vicentina, causa il suo presidente Gianni Zonin, dottore, esimio enologo, re dei vini omonimi, proprietario di immensi vigneti sparsi in tutto il territorio nazionale. Si pensava che la sarabanda dei fallimenti bancari fosse limitata all’Etruria, Marche, Chieti, Ferrara, Centro Veneto. Pia illusione, la corruzione si è propagata a macchia d’olio. Vicenza fin’ora isola felice del Veneto bianco, sagrestia d’Italia, dove sempre affari, politica, partiti si sono stretti in amoroso abbraccio fra sacro e profano. In questo ambiente è nato, cresciuto, si è arricchito con un ventennio alla presidenza della Banca Gianni Zonin, tipico esemplare cattolico, sempre prono al bacio dell’anello delle varie eccellenze, delle riverenze verso gli ecclesiastici che contano, e che imbonì con beneficenze pro chiese ed oratori. I termini del suo delinquere sono a tutti noti: nel 2015 annus horribilis della Banca sono spariti 5 miliardi di risparmi. I titoli hanno perso il 90% del valore. Se un titolo valeva 62 euro, nel settembre scorso è caduto al 48%, ed ora al 6% o qualcosina di più. In media i soci hanno perso 42 mila euro a testa. Famiglie rovinate, aziende distrutte, pensionati alla carità. E pensare che nel 2014 Gianni Zonin lanciava un proclama: ”fuori c’è la crisi, ma le nostre azioni salgono. In Italia i titoli delle banche hanno perso il 60% del loro valore, mentre quello nostro è cresciuto delle 33%. Abbiamo avuto ragione e i nostri 110 mila soci ce ne sono grati”. Una faccia di tolla da mandare a quel paese con il gesto dell’ombrello. In dissesto una banca storica sorta 150 anni fa, agli albori dell’unità d’Italia, quando contadini e braccianti del territorio si aggregavano fra di loro per investire e mettere al sicuro i propri soldini. Diventata poi una fra le 120 banche più importanti d’Europa e l’ottava assoluta in Italia. Il bravo presidente indagato dalla Procura per associazione a delinquere si è dimesso il 23.11.15 con la modica parcella di un milione tondo tondo, alla faccia dei poveri bidonati, becchi e bastonati, derubati dei risparmi di una vita. Lo slogan da sempre rivendicato dai leghisti: ”Vicenza ai vicentini” si è purtroppo deteriorato in “Vicenza ai vicentini corrotti e corruttori”. Una reazione e presa di coscienza coraggiosa l’ha pubblicamente lanciata un parroco della città, don Marco Bedin, il quale nel frontespizio del foglietto domenicale del 3 aprile u.s. divulgò la seguente lettere aperta.
*Signor Zonin, Le racconto una storia.
Un giorno Gesù passò a Gerico e alzando gli occhi al cielo vide un uomo arrampicato su un sicomoro. Lo fissò e lo autoinvitò a mangiare a casa sua. Durante il pranzo questo ricco, ma non tanto onesto signore di nome Zaccheo, si alzò e disse: ”ecco Signore, io dò la metà dei miei beni ai poveri, e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto”. Vede, Signor Zonin, la soluzione a tutti i Suoi guai è semplice. Lei è ricco, ricchissimo per la precisione. E siamo tutti abbastanza smaliziati per capire che può cedere quote, reintestare, riassettare, ma Lei da questa storia non ne esce comunque povero. Restituisca un po’ dei suoi soldi a chi ne ha persi tanti per colpa Sua. Non lo faccia perché glielo impone la giustizia di uno Stato, ma perché nella Sua coscienza è maturato qualcosa. Stia tranquillo: facendo quattro conti da massaia anche restituendo tutto ai piccoli risparmiatori che avevano creduto nel titolo della Banca Popolare (proprio perché popolare), Lei non andrà mai a finire a vivere con mille euro al mese. E’ un’avventura che non fa per Lei, lo sappiamo, ma vuole continuare a vivere nella Sua città camminando a testa alta? Restituisca quello che con la menzogna ha rubato. Scelga Lei se passare alla storia come un farabutto o come un uomo con un minimo di dignità. Non guardi alle porticine che i potenti di questo mondo aprono e chiudono sentendosi come Dio in terra, al di sopra del bene e del male. Lo sa che le porte del regno dei cieli le aprono i giusti e i poveri. Se li faccia amici finché può. Quello che Lei sente nei suoi confronti dalla gente che ha frodato non è odio: è senso della giustizia e viene direttamente da Dio, non si lamenti e lo ascolti. La soluzione è semplicissima, è scritta da duemila anni nel vangelo: ”Signore io dò la metà dei miei beni ai poveri, e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto. ”Solo così potranno risuonare e finalmente per la prima volta alle sue orecchie e in mezzo ai suoi sterminati vigneti le beate parole di Gesù a Zaccheo: ”Oggi la salvezza è entrata in questa casa-“.(Vicenza 3.4.2016 Don Marco Bedin).

Fra tante prediche dorate e devote ecco un annuncio dirompente come sono tutti quelli del vangelo e che in questo caso diventa denuncia. Però attenzione: troppo comodo depistare le responsabilità della crisi italiana sui profughi, sugli extracomunitari, sugli immigrati. Ancora una volta si dimostra che essa ha una sola causa: la corruzione dei settori pubblici, della politica, delle banche, del fisco e di tutti quei cittadini che, in tale sistema complici, volentieri ci guazzano.

Autore:
Albino Michelin
13.04.2016

lunedì 28 marzo 2016

INDICE BLOG

Fornisce la lista di tutti gli articoli pubblicati sul BLOG fino alla data 28 marzo 2016 (Totale 381 articoli). Eventuali articoli pubblicati succesivamente sono elencati in “Archivio blog“.

La lista fornisce:
Nr. è il numero assegnato all’articolo dall’autore (non utilizzabile per la ricerca sul Blog)
Titolo Articolo è il Titolo dell’articolo così come riportato nel BLOG
Data è la data di prima pubblicazione dell’articolo sui media (giornali etc.)


Nr.             Titolo Articolo                Data      
1    Tutti gli uomini hanno una fede    15.06.1982      
2    Diritto di voto agli stranieri nella chiesa    01.05.1982      
3    Sulla confessione degli italiani    06.09.1982      
4    Inizia il centro stranieri di Uster    26.06.1982      
5    La rivalutazione di Lutero tra gli emigranti    12.11.1983      
6    Italiani del nord e italiani del sud    28.01.1984      
7    Benvenuto il papa in Svizzera    05.05.1984      
8    Enrico Berlinguer: L'Italia degli onesti    30.06.1984      
9    Sono svizzera o italiana    02.08.1985      
10    Perché non ho battezzato mio figlio    18.03.1985      
11    Convegno di chiesa in Italia    04.05.1985      
12    Reagan Gorbaciov piccolo passo per un lungo viaggio    30.11.1985      
13    Il segreto di Fatima    25.05.1991      
14    Chiesa e mafia    05.09.1992      
15    La Chiesa e Galileo    29.12.1992      
16    Chiesa e tangentopoli    27.03.1993      
17    La chiesa e la donna    29.05.1993      
18    C'era una volta la Democrazia Cristiana    04.09.1993      
19    I pentimenti della Chiesa    25.03.1994      
20    Tutti abbiamo una coscienza sporca    25.01.1995      
21    Guillot il vescovo degli omosessuali    28.01.1995      
22    Lo spretato    27.01.1995      
23    Amore e isteria verso la natura    02.09.1995      
24    La psicologia e la paura dello psicologo    09.09.1995      
25    Romanzo di un prete calabrese    27.01.1996      
26    Siciliani ribellatevi!    28.03.1991      
27    Morire senza prete    29.03.1997      
28    Le scuole dei preti e delle suore    31.05.1997      
29    Un giubileo del 2000 anche per i missionari in Svizzera    09.07.1997      
30    Non uccidere Caino    22.10.1997      
31    Tutti a Berna il 23 Novembre per l'Unità d'Italia    12.11.1997      
32    Prelati, Porporati e Babbo Natale    10.12.1997      
33    Clericalismo di ritorno    14.01.1998      
34    Il nuovo vescovo di Coira-Zurigo nelle mani dello Spirito santo    11.02.1998      
35    Diritti umani per tutti anche per gli ex preti    04.03.1998      
36    Diritti umani per tutti anche per gli ex preti (una testimonianza)    25.03.1998      
37    Diritti umani per tutti, anche per cani e gatti    28.03.1998      
38    Seconda guerra mondiale: la mia esperienza    09.05.1998      
39    Torino e la sindone:"lasciate che gli abortisti vengano a me"    15.05.1998      
40    A chi dovrebbe credere il cattolico?    01.04.1998      
41    A proposito di ex preti … intolleranza e solidarietà    27.05.1998      
42    Una chiesa di soli maschi    03.06.1998      
43    Contro le unioni matrimoniali tradizionali di fatto è ormai guerra santa    26.08.1998      
44    Al nuovo vescovo di Coira-Zurigo "Ricordati che sei un uomo"    09.09.1998      
45    Sulla lettera diretta al vescovo di Coira-Zurigo    16.09.1998      
46    Il caso del cardinale Giordano e il denaro del popolo di Dio    04.11.1998      
47    Gesù, un ebreo antistraniero?     28.11.1998      
48    L'italiano e i protestanti    02.12.1998      
49    Benessere della vita: il Vangelo come terapia    03.03.1999      
50    Dacia Valent la negra di Palermo    11.03.1999      
51    Servizi e disservizi    09.09.1999      
52    Rivoluzione non violenta    27.01.1990      
53    Anticomunismo e postcomunismo dei cattolici    17.03.1990      
54    Siamo tutti colpevoli    26.01.1991      
55    Italiani salviamoci la pelle (popolo in estinsione?)    15.10.1991      
56    La morale dei giovani    23.11.1991      
57    Sulla fede, dibattito tra credenti e laici    23.10.2009      
58    Io missionario cavaliere? No, grazie    24.03.1999      
59    Sacramenti e investimenti    02.06.1999      
60    Beati i costruttori di giustizia    30.06.1999      
61    L'importanza delle messe (se pagate?)    28.10.1999      
62    Perché non mi sono fatto svizzero    27.11.1999      
64    Italia cattolica e parità scolastica: patti chiari, amicizia lunga    20.01.2000      
65    Un occasione mancata: le dimissioni del papa    10.02.2000      
66    Incontro sul Giubileo 2000 a Zurigo. Valdesi e cattolici alla ricerca dell'unità    30.03.2000      
67    Dalla religione degli italiani all'Italia delle religioni    27.04.2000      
68    Ancora tabù e sessuofobia nella chiesa: i contraccettivi    11.05.2000      
69    Prete uomo di Dio o uomo fra gli uomini?    01.06.2000      
70    Convegno delle missioni e persistenza di chiese parallele    22.06.2000      
71    Manifestazioni omosessuali alla Roma del Giubileo 2000    07.09.2000      
72    Precedenza alla chiesa o alla propria coscienza?    19.10.2000      
73    Solo la chiesa cattolica è una chiesa DOC?    23.11.2000      
74    Il controgiubileo degli oppressi    30.10.2000      
75    Lettera aperta al cardinale Tonini    07.12.2000      
76    Abolito Dio dalla costituzione europea    18.01.2001      
77    Padre Pio di Pietralcina e le donne    25.01.2001      
78    L'intransigenza della chiesa garanzia di successo?    01.02.2001      
79    I preti dell'Irpinia alzano la testa    08.02.2001      
80    Casato e blasone genealogico di Gesù    12.02.2001      
81    Contro i musulmani un nuovo muro di Berlino    26.04.2001      
82    Che cosa sperare oggi: evoluzione o apocalisse?    04.05.2001      
83    Missionanarietà è anche linguaggio    15.05.2001      
84    Protestanti penuria di santi: deitrich Bonhoeffer    01.06.2001      
85    Il tempo della coscienza: I pirati della strada    15.06.2001      
86    Il prete oggi: vocazione o professione?    07.09.2001      
87    Electrosmog vaticano, invasione di campo    14.09.2001      
88    Milingo story: non solo telenovella    21.09.2001      
89    Perché sono andato a Genova social forum    12.10.2001      
90    Nel sud Italia preti cattolici sposati    19.10.2001      
91    Un'altra guerra per il crocefisso    07.12.2001      
92    Per non sentirsi stranieri nella chiesa zurighese    14.12.2001      
93    Buon Natale Afghani    21.12.2001      
94    Quando i talebani eravamo noi    01.02.2002      
95    Giovani e disaffezione alla messa    08.02.2002      
97    Berlusconi l'Italia sono io    22.02.2002      
98    Il vescovo di Caserta delegittimato da Cossiga    15.03.2002      
99    Preti pedofili traditori della Chiesa    19.04.2002      
101    Da Lourdes una contestazione    23.05.2002      
102    Shalom, quale pace fra Israele e Palestina    08.06.2002      
103    Gli 82 anni di Wojtyla: Dimissioni?    13.06.2002      
104    Don Oreste Benzi: un prete, Una Chiesa contro la prostituzione     20.06.2002      
105    Papa Giovanni tra fiction televisive ed esami di maturità    27.06.2002      
106    Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia chiesa    21.08.2002      
107    Da Pietro a Ratzinger: Chiesa monarchia quasi inossidabile    05.09.2002      
108    La tradizione e le tradizioni della chiesa    19.09.2002      
109    Radio Maria tutto vero?    26.09.2002      
110    Fra gli italiani ritorna di moda il cattolico    10.10.2002      
111    Milingo e il Vaticano    18.10.2002      
112    Chi ha paura di un nuovo concilio ecumenico?    25.10.2002      
113    I bambini confrontati con la morte    15.11.2002      
115    Festa dei popoli e delle religioni: anche fra cattolici ed ebrei    29.02.2002      
116    Miss Mondo in Nigeria: una sfilata nel sangue    06.12.2002      
117    Il fascino ambiguo della magia    13.12.2002      
118    Pace sulla terra: la risposta è dentro di noi    20.12.2002      
119    Un natale con presepi provocazione    24.01.2003      
120    Sui preti pedofili: in difesa del cardinale Law    31.01.2003      
121    Padre Alex Zanotelli alle ACLI di Basilea    14.02.2003      
122    Come ti invento un mussulmano    21.02.2003      
123    In Puglia lo sciopero della messa    28.02.2003      
124    L'anno dell'acqua del rosario e della Bibbia    07.03.2003      
125    Quale digiuno per la pace?    14.03.2003      
126    Aborto individuale e omicidio di massa    21.03.2003      
127    Tra vangelo e denaro    04.04.2003      
128    Divorzio separarsi senza distruggersi    09.05.2003      
129    Padre Pio il Santo dei dollari e dei dolori    16.05.2003      
130    Ruolo della stampa italiana in Svizzera    25.05.2003      
131    Le mogli dei preti: un disagio, una risposta    06.06.2003      
132    Solo la Svizzera tedesca non ama i disabili?    13.05.2003      
133    Armi italiane verso gli "Stati canaglia"    20.06.2003      
134    Come parlare della guerra ai bambini    27.06.2003      
135    Preghiere per la Meteo    29.08.2003      
136    Siamo tutti intelligenti: ma la scienza non è sempre coscienza    05.09.2003      
137    Bentornato Marcel Lefebvre    12.09.2003      
138    Il papa in Svizzera, un'occasione da non perdere    19.09.2003      
139    La cacciata dei poveri dalla piazza dei signori    26.09.2003      
140    I cibi transgenici Veleni per tutti i gusti    03.10.2003      
141    Padre Puglisi. Una speranza per la Sicilia    16.10.2003      
142    Bambine chierichettate? Lontane dall'altare    24.08.2003      
143    A una donna islamica il Nobel per la Pace    31.10.2003      
144    Crocefisso: sfollagente degli islamici?    07.11.2003      
145    Sull'anima e sull'aldilà    14.11.2003      
146    Manipolazione di massa    21.11.2003      
147    Marco d'Aviano: un beato a difesa della friulianità    28.11.2003      
148    Dai martiri cristiani ai kamikaze mussulmani    05.12.2003      
149    Colpo basso al vescovo di Caserta    12.12.2003      
150    Non speculiamo sui morti di Nassiryah    12.12.2003      
151    Anche nel 2003 non ci fu posto per loro    16.01.2004      
152    Celibato e donne preti, il sinodo di Lucerna non demorde    30.01.2004      
153    Giornata della memoria fra vittimismo e discriminazioni    06.02.2004      
154    Alla ricerca della spiritualità perduta    20.02.2004      
155    "Il crac dei cattolici" Parmalat, Cirio, e Cragnotti    27.02.2004      
156    Guerre dimenticate    05.03.2004      
157    Preti per quale futuro?    12.03.2004      
158    Dal film la passione di Cristo alla messa cattolica    19.03.2004      
159    Ha senso parlare ancora di famiglia?    26.03.2004      
160    Le inquietudini morali del nostro tempo    02.04.2004      
161    Cattolici e protestanti, un rapporto dovuto    23.04.2004      
162    Fede oggi: convertirsi alla gioia    07.05.2004      
164    All'ostaggio Quattrocchi rispetto, ma senza retorica    04.06.2004      
165    Politica gradita alle chiese: proibita alle moschee    11.06.2004      
166    Il Papa in Svizzera: successore di Pietro o di Paolo?    18.06.2004      
167    Costituzione europea: radici non solo cristiane    25.06.2004      
168    Dalla forza della ragione alla violenza dell'insulto: Oriana Fallaci    03.09.2004      
169    Mettete fiori nei vostri cannoni    10.09.2004      
170    Insegnante di religione, licenziata perché ragazza madre    17.09.2004      
171    Ipotesi di pace: uccidere capi di governo?    24.09.2004      
172    Consumismo religioso    01.10.2004      
173    Bush un cristiano fondamentalista    08.10.2004      
174    Eroismo siciliano: La verità vive    15.10.2004      
175    Dal senso di colpa al senso di responsabilità    12.11.2004      
176    Cattolici con la sindrome di persecuzione    26.11.2004      
177    In Svizzera presto seminari per gli iman islamici?    10.12.2004      
178    La guerra dei presepi: cristianesimo identità cercasi    17.12.2004      
179    Maremoto nel Sud-est asiatico: guai a voi, poveri!    08.01.2005      
180    Giovanni Palatucci di Montella martire per la causa ebraica    11.02.2005      
181    Nell'anno dei rifugiati, a parma occupata una chiesa    25.02.2005      
182    Cari lettori di Rinascita, perché vi scrivo?    04.03.2005      
183    Berlusconismo: una filosofia di vita    11.03.2005      
184    Strumentalizzazione: restare in trincea?    18.03.2005      
185    Un parroco di Calabria: caro Papa, dimettiti    01.04.2005      
186    Confessione sacramentale e consulenza morale    08.04.2005      
187    Che cosa desiderare dal nuovo Papa    28.04.2005      
188    Quando la morte non è uguale per tutti    15.05.2005      
189    Referendum procreaziome assistita: l'astensione è pirateria    27.05.2005      
190    Manipolazione dello Spirito Santo    03.06.2005      
191    Oppido di Calabria, la protesta delle donne incatenate    10.06.2005      
192    Strategia della disinformazione    24.06.2005      
193    Per la chiesa italiana non tutti i bambini sono uguali    07.10.2005      
194    Il Codice da Vinci, bestseller del secolo    21.10.2005      
195    Sinodo dei vescovi: l'importanza di prendere la parola    07.11.2005      
196    Ai cattolici italiani ancora proibito capire    08.11.2005      
197    Natale: l'uomo prima di tutto    09.12.2005      
198    Natale 2005: Gesù nasce fra i mercanti del tempio    23.12.2005      
199    Come leggere la Bibbia senza perdere la fede    20.01.2006      
200    Radio Maria troppa maleducazione    30.02.2006      
201    A Berlusconi divorziato la comunione in mondovisione    17.02.2006      
202    I nipoti di Adami, figli di incesti?    03.03.2006      
203    Abuso della religione a scopo politico    07.03.2006      
204    Mafia e relativismo dei cattolici    24.03.2006      
205    Cattolici Islamici e la reciprocità    14.04.2006      
206    Persistenza della religione malgrado tutto    05.05.2006      
207    Noi siamo il nostro corpo    26.05.2006      
208    La sinistra al potere: clericalismo di ritorno    08.06.2006      
209    Utili le provocazioni del Codice da Vinci?    21.06.2006      
210    Lo scandalo dell'estate 2006: Zapatero non va alla messa del Papa    07.09.2006      
211    La pace sia con voi    29.09.2006      
212    Papa Ratzinger nella polveriera islamica    13.10.2006      
213    La dodicenne stuprata dal marocchino    27.10.2006      
214    La dodicenne stuprata: di chi la colpa?    17.11.2006      
215    Dopo la morte sopravvivenza o fine delle illusioni?    01.12.2006      
216    Preti sposati figli di un Dio minore    15.02.2007      
217    Papa Ratzinger sulla dittatura del relativismo    09.03.2007      
218    Prima di alzare la voce contro gli omossessuali    23.03.2007      
219    In Italia ricca la chiesa povero lo stato    19.04.2007      
220    Gesù di Nazaret: vangelo secondo Joseph Ratzinger    18.05.2007      
221    Quando la prima comunione divide la famiglia    01.06.2007      
222    Disfattismo le critiche alla gerarchia cattolica?    15.06.2007      
223    Ai giovani cosa interessa di Gesù Cristo    29.06.2007      
224    Cara chiesa cattolica organizzaci un fisco-day    14.09.2007      
225    Il ritorno alle messe in latino: meglio credere senza capire    05.10.2007      
226    Dignitas: morire con dignità    19.10.2007      
227    Sotto assedio la chiesa di papa Ratzinger    02.11.2007      
228    L'uomo amico o re degli animali?    16.11.2007      
229    La nuova Bibbia a Zurigo    30.11.2007      
230    Il beato Rosmini e le cinque piaghe della chiesa    14.12.2007      
231    La cultura della pace    02.01.2008      
232    Università la Sapienza: oltraggio al Papa?    31.01.2008      
233    Beati 498 spagnoli, una memoria di parte    14.02.2008      
234    Trasferito il vescovo Bregantini. Un'altra Calabria è ancora possibile    23.03.2008      
235    Le spoglie di Padre Pio lasciatele in pace    13.03.2008      
236    Elezioni italiane: votare per il partito dei vescovi?    28.03.2008      
237    L'islamico Magda Allam si converte con un battesimo show    18.04.2008      
238    Papa Ratzinger, gli USA, la pena di morte    09.05.2008      
239    A Zurigo con il nuovo vescovo nuove tensioni    06.06.2008      
240    Divorziati, la chiesa usa misericordia con voi?    20.06.2008      
241    Il cardinale Martini sulla vanità della chiesa    04.07.2008      
242    Ogni sei ore nel mondo un libro su Gesù Cristo    01.09.2008      
243    Compie più di 60 anni la carta dei diritti umani    25.09.2008      
244    Nella civiltà del benessere portare la propria croce    09.10.2008      
245    Quanti i popoli distrutti dall'Europa cristiana? Una recenzione    24.10.2008      
246    Croce e delizia: beato anche papa Pio XII?    07.11.2008      
247    I miracoli? Li fanno anche i comuni mortali    05.12.2008      
248    Le Sante Messe che Dio ignora    19.12.2008      
249    Le ragioni del malcostume italiano    23.01.2009      
250    La chiesa toglie la scomunica a Lefebvre e seguaci: una delusione    06.02.2009      
251    Terremoto in Abruzzo, ricostruzione e considerazioni morali    29.05.2009      
252    Igiene mentale: dal rosario al mantra    12.06.2009      
253    Nella Bibbia di tutto e il contrario di tutto?    26.06.2009      
254    A 500 anni dalla morte di Calvino: attualità    25.09.2009      
255    In Italia crisi tra chiesa e politica    09.10.2009      
256    Dagli atei devoti ai credenti: tutti siamo religiosi    23.10.2009      
257    Quando il parroco annuncia di avere un figlio    06.11.2009      
258    Corrado Alvaro: da San Luca un riscatto per la Calabria    20.11.2009      
259    Europa dalle radici cristiane e commercio delle armi    04.12.2009      
260    Nascita, vita, morte dei simboli. Faziosa polemica sul Crocifisso    08.12.2009      
261    Papa Ratzinger nella sinagoga ebraica: malintesi    29.01.2010      
262    Mafia, tra vangelo e lupara    05.03.2010      
263    Perché accusare Dio del male del mondo?    26.03.2010      
264    Chiesa e pedofilia del clero: lunghi silenzi, interventi tardivi    16.04.2010      
265    Il "dilagare" della sessualità: repressione o formazione?    30.04.2010      
266    Adro ci fa paura. In Italia non diminuisce il razzismo    21.05.2010      
267    Se Dio non esiste, tutto è permesso: proprio vero?    04.06.2010      
268    Tonache nere in aumento, preti in calo    18.06.2010      
269    Cari cattolici, riconosciamo i nostri peccati    02.07.2010      
270    Siamo esseri spirituali o frutto del caso?    30.09.2010      
271    Papa Ratzinger denuncia il carrierismo nella chiesa    19.02.2010      
272    Bestemmie in TV la chiesa fra testo e contesto    26.11.2010      
273    La coscienza prima di tutto    17.12.2010      
274    Comunione e liberazione: la lobby di Dio    18.02.2011      
275    Il parroco di Affoltern a.A. (Zurigo) lascia: "scelgo la famiglia"    11.03.2011      
276    Atei anche per sfiducia verso la chiesa    01.04.2011      
277    Terremoto e Tsunami in Giappone. Ipotesi cattolica: La vendetta di Dio    29.04.2011      
278    Papa Wojtyla santo subito: perché tanta fretta    20.05.2011      
279    Moralità e moralismo    10.06.2011      
280    Cominciare prima dalla terra e poi dal cielo    29.06.2011      
281    Prossima la fine del mondo? Madonne misericordiose, Madonne minacciose    25.11.2011      
282    Tempo di crisi o di benessere: la chiesa rinunci ai suoi privilegi    09.12.2011      
283    Prima viene l'etica poi la religione    23.12.2011      
284    Don Verzé, l'elogio dell'ambiguità    27.01.2012      
285    Neo ministro Ricciardi: non c'indurre in contraddizione!    17.02.2012      
286    Celentano cantante e predicatore    09.03.2012      
287    La Madonna e le donne    30.03.2012      
288    L'Italia è ancora cattolica?    27.04.2012      
289    Quando le religioni sono creazioni degli uomini    09.06.2012      
290    Un Vaticano per chi e per cosa? Corvi e fuga di documenti    29.06.2012      
291    La spiritualità degli atei    29.09.2012      
292    L'infedele Gad Lerner veste i panni del fedele    17.10.2012      
293    Cinquantenario del concilio ecumenico. 2400 maschi, 23 donne    19.12 2012      
294    Sul sacerdozio delle donne discorso superfluo    02.01.2013      
295    L'ipocrisia cattolica die parlamentari comunione e liberazione    01.02.2013      
296    Costantino imperatore: libertà religiosa solo per i cristiani (313-2013)    15.02.2013      
297    Rinuncia o denuncia? Le dimissioni di papa Ratzinger    08.03.2013      
298    Papa Francesco, forse è la volta buona    28.03.2013      
299    Civiltà di cambiamento    19.04.2013      
300    Maternità: un figlio a tutti i costi?    24.05.2013      
301    Un linguaggio pubblico ironico ed offensivo    06.11.2013      
302    Maradona, il fisco, il gesto dell'ombrello    15.11.2013      
303    Parità dei sessi: donne cardinali    20.11.2013      
304    Non rubare allo stato per dare alla chiesa    27.11.2013      
305    Figli di mafiosi: due reazioni opposte    04.12.2013      
306    Dalle Filippine alla Sardegna: castighi di Dio?    11.12.2013      
307    Le guerre si fanno per vendere le armi    18.12.2013      
308    L'uomo non separi ciò che Dio ha unito    08.01.2014      
309    Con Papa Francesco è scomparso il peccato?    15.01.2014      
310    Sparito il titolo di monsignore    22.01.2014      
311    Il bisogno di eroi quotidiani    29.11.2014      
312    Aumentano gli esorcisti e gli scocciadiavoli    05.02.2014      
313    Suor Roxanna: "mi sento più mamma che suora"    12.02.2014      
314    La devozione degli omossessuali alla madonna di Montevergine    19.02.2014      
315    Dal Veneto alla Svizzera per il suicidio assistito    30.02.2014      
316    In memoria di G.Bruno    05.03.2014      
317    Matrimoni falliti per causa del mammismo    12.03.2014      
318    La legge sull'aborto non obbliga nessuna donna ad abortire    19.03.2014      
319    Hoeness, leggenda del calcio tedesco evasore pentito    26.03.2014      
320    L'ultimo libro di Ferrara    02.04.2014      
321    I parlamentari italiani alla messa del Papa    09.04.2014      
322    Scuola italiana sotto tutela confessionale    16.04.2014      
323    L'indipendenza del Veneto: una storia dimenticata    23.04.2014      
324    Per il battesimo di un bambino: intervento della corte europea    30.04.2014      
325    Qualche interrogativo sui due papi santi Roncalli e Wojtyla    07.05.2014      
326    La chiesa non perseguiti i suoi profeti    14.05.2014      
327    Funzione sociale della religione    21.05.2014      
328    Ecoambiente, dopo di noi il diluvio?    28.05.2014      
329    Una basilica romana occupata dai senza tetto    04.04.2014      
330    Orgoglio veneto: si dimettano corrotti e corruttori della serenissima    11.06.2014      
331    La tragedia di Cevo: disabile schiacciato dalla croce di papa Wojtyla    18.06.2014      
332    Don Milani: una riabilitazione tardiva ma dovuta    25.06.2014      
333    A Padova ritorna la contesa sul crocifisso    02.07.2014      
334    Centenario della prima guerra mondiale: rielaborare l'inutile strage    09.07.2014      
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385    La salma di padre Pio a Roma: fascino di santi o strategia?    01.03.2016      
386    Al Comites di Zurigo:dopo la delusione la proposta    18.03.2016   

AL COMITES DI ZURIGO: DOPO UNA DELUSIONE UNA PROPOSTA

Sabato 12 marzo u.s. ha avuto luogo a Dübendorf nel locale della Colonia Libera Italiana una conferenza su “Mafia e Antimafia”, già tenuta nelle serate precedenti nella Svizzera Romanda. Il sottoscritto ha appreso la notizia da un breve e minuscolo annuncio apparso su di un settimanale italiano in Svizzera. Considerando l’importanza del tema si è fatto i non eccessivi 40 km di distanza e ha voluto parteciparvi.
Delusione totale. Oltre ai 4 relatori, due dei quali provenienti dall’Italia come Monica Usai e dalla Francia come Fabrizio Rizzoli, certamente meritevoli di ben altro uditorio, eravamo nove intervenuti quali uditori. Non facciamoci la solita ironia del “pochi ma buoni.” A domicilio ho voluto più tardi nell’internet controllare il sito Comites, ma a sorpresa costatai non esservi acclusa nessuna notizia concernente questa serata.
Personalmente ritengo vadano molto apprezzate le attività del Comites in favore degli italiani, specie degli anziani per quanto riguarda assicurazioni, tasse, previdenze sociali, escursioni, soggiorni marini, le varie sagre del radicchio, della polenta e baccalà, della porchetta, della castagna, delle spaghettate, della taranta, delle associazioni regionali, ma sembra riduttivo non assumersi in prima persona un adeguato impegno, sensibilizzazione e pubblicità per le varie tematiche culturali di più ampio respiro come la su citata. Al limite una rappresentanza del Comites alla serata avrebbe testimoniato un interesse anche al di là delle manifestazioni tradizionali e scontate. Tanto più che i referenti non si sono dilungati sulle solite filippiche e condanne contro crimini mafiosi, metastasi diffuse in tutto il mondo, Svizzera compresa, da Frauenfeld, Zurigo fino al Vallese. Quanto piuttosto hanno condotto un discorso in positivo, ciò come educare ed educarsi dalla base e nel quotidiano contro la malavita sia essa mafia, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona unita, e quant’altro. Purtroppo lo spirito mafioso e furbesco aleggia in parte quale smog nel nostro DNA italico, anche se nessuno di noi accetterà mai di essere definito boss, picciotto, affigliato alle cosche.
In riferimento a ciò è piaciuto il taglio scelto dai relatori: rendere visibile ciò che di positivo si fa per creare una vera coscienza sociale. Di conseguenza faccio mia, e modestamente rilancio la loro proposta per renderla di pubblico dominio. Il Comites, magari iniziando da quello di Zurigo, non potrebbe organizzare di tanto in tanto o annualmente nelle varie Case d’Italia o Centri italiani una mostra di prodotti provenienti dai territori confiscati alla mafia e metterli in commercio o almeno alla visibilità di tutti? Magari una mostra itinerante, a turno fra i diversi Comites in tutta la Svizzera, non tanto per riempire i supermercati, ma un modo, più efficace delle conferenze teoriche, più coinvolgente per partire dal basso e creare una sensibilità collettiva anticrimine e anticorruzione. Allo scopo di supportare tale progetto invio per conoscenza una decina di articoli, che io pure ho divulgato sulla stampa da un ventennio a questa parte, anche ai quattro relatori e a due intervenuti che hanno contribuito con proposte di interesse comune. Ciò a supporto del loro lavoro, affinché non rimanga solo accademico e velleitario. Inoltre a nostra riflessione, per non restare unicamente in atteggiamento di disinteresse o di vaga condanna. Si sorriderà alla solita utopia, tanto il mondo è sempre stato, e sempre sarà dei corrotti, dei corruttori e dei corruttibili. Nulla cambierà. Ma questo è una resa alla connivenza, un’autoconsegna all’omertà. Lo dimostrano ad esempio anche le 1.600 associazioni aderenti a “Libera” esistenti in Italia ed una oggi anche in Svizzera, e la loro decisione di riservare il 21 marzo come giornata della memoria dei sin ora 900 assassinati dalle varie mafie. Come pure la prospettiva di costruire “Ponti della memoria e luoghi di impegno”. Siamo in troppi ad andare in giro con le mani pulite solo perché le teniamo in tasca. Spargere anche qualche piccolo seme di speranza forse sarebbe la strada giusta per migliorare, sia pure nel poco, la nostra difficile realtà attuale nell’ambito Mafia e Antimafia. Con gli auguri di una felice primavera.

Autore:
Albino Michelin
18.03.2016

DAL NATALE CATTOLICO AL NATALE MULTIETNICO: STORDITO ANCHE IL BAMBINO GESÙ

Ogni anno in Italia nel periodo natalizio deve innescarsi una polemica da ring circa i simboli religiosi, e non tanto per il loro riferimento a Gesù Cristo (che a molti interessa poco o non interessa più), quanto per mettere all’angolo le minoranze etniche e religiose nel nostro paese. Come dicono tanti bravi cattolici:” non bisogna darla vinta a quelli là.” E’ il nostro virus ideologico a scadenza annuale fissa. Forse vale la pena questo problema “integrazione” metterlo a confronto con esperienze della vicina Svizzera, con il suo 22% di stranieri, (in cui lo scrivente risiede da anni), e il processo avvenuto, non ancora terminato dal dopo guerra 1950 circa ad oggi. Questo non tanto per sterile concorrenza, quanto per uno scambio di esperienze. Per evitare dispersione conviene limitarsi al “Natale nelle scuole”, tralasciando presepio e crocefisso e relativa celebrazione nelle chiese. E qui va subito fatta una premessa: la scuola in Italia è laica e tale deve restare. Ma organizzare una conferenza in una struttura parrocchiale su questo tema si arrischia grosso, perché il pubblico ti si solleva contro ribattendo:” falso, la scuola in Italia è cattolica perché cattolico è lo Stato italiano”. Dispiace, ma qui siamo sul falso del falso.  In effetti la Costituzione italiana promulgata il 27.12.1947 dice:” Tutti i cittadini hanno pari dignità senza distinzione di sesso, razza, religione (art.1). Lo Stato e la chiesa cattolica sono ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani (art.7)”. Bisogna ritornare a Benito Mussolini, pieno fascismo, 11 febbraio 1929, in cui il nostro capopolo decretò:” la religione cattolica apostolica romana è la sola religione di Stato. ” Ovvio il nostro presidente del tempo aveva in testa la purezza della razza italiota, e quindi con le sue leggi antisemite bando agli ebrei, e bastardi barbari del genere. Peccato che anche Papa Pio XI ci cascò e sottoscrisse con il concordato. Ma la Costituzione italiana 18 anni più tardi invalidò tale decreto. Scuola laica non significa abolizione del sacro, ma aperta e accogliente a tutte le varie espressioni del sacro. E qui già salta fuori un equivoco: la scuola italiana ha nel suo programma un’ora di religione (anche se libera a certe condizioni), nella quale l’insegnante è pagato dallo stato ma scelto e controllato dalla chiesa: deve insegnare catechismo cattolico o altre problematiche attraverso l’ottica cattolica. Indicato per una integrazione delle minoranze sarebbe invece un’ora obbligatoria di „Cultura delle religioni” in cui ogni etnia e confessione senza proselitismo apprende quella degli altri, diversa dalla sua, così si impara a conoscersi, rispettarsi e lentamente integrarsi. Invece per gli aspetti specifici della propria religione in altro orario i cattolici potranno andare in chiesa, i musulmani nella moschea, gli ebrei nella sinagoga, i buddisti nella pagoda. Ma la scuola deve dare voce a tutte le religioni, paritaria anche per quelle delle minoranze.
                                               I casi di Sassari e di Padova.
Per quanto riguarda le mani sulla scuola da parte dell’autorità ecclesiastica, scalpore ha fatto il diniego degli insegnanti al Vescovo Paolo Atzei di fare la visita pastorale natalizia 2015 a San Donato di Sassari. Motivo addotto: gli scolari cattolici sono 128, gli stranieri 124. Gli insegnanti sono riusciti a raggiungere un certo equilibrio multietnico per non radicalizzare la reciproca convivenza, ed un prelato cattolico potrebbe metterlo a rischio o richiedere magari la visita paritetica del rabbino, dell’iman, e di altri ancora, e la processione non finirebbe più. La risposta del Vescovo:” un becero modo di pensare che appartiene a decenni ancora fermi a 50 anni fa”. La difficoltà di questo Pastore a recepire la laicità e l’autonomia della scuola e il suo ruolo per l’integrazione. Un secondo motivo per il diniego al Natale multietnico risiede nella reciprocità. Così espressa: questi stranieri e arabi vengono qui da noi e vogliono abolire le nostre tradizioni religiose. Ma a noi nei loro paesi non è concesso altrettanto, anzi ci proibiscono tutti i simboli e ci perseguitano. Si risponde che il paragone non tiene più di tanto. Nel senso che loro sono venuti qui perché noi avevamo bisogno di mano d’opera specie per i lavori più umili (pulizie), inquinanti (concerie), pesanti (raccolta di agrumi). E perché questi lavori noi non li si voleva fare, ma specialmente perché con loro si aumentava il nostro benessere economico. Per i soldi insomma, braccia sì uomini no. Gli arabi invece non ci hanno mai chiamati a lavorare nei loro territori, noi ci siamo andati a colonizzare, convertire, sfruttare. Magari ci abbiamo stretto anche amicizia che continua bellamente ancora con molti stati per venderci le armi e acquistarci il petrolio. Non si dimentichi che il mercato d’armi in quei paesi ammonta a oltre 8 miliardi e che noi siamo i primi esportatori d’armi alla Siria, che poi per contrabbando vengono rivendute all’Isis. E così il terrorismo ci viene in casa nostra e ci sbanca con le nostre armi. Quale reciprocità? Ed ancora “no al Natale multietnico” causa le moschee. Perché loro vogliono costruirsi le moschee dove predicano l’odio contro di noi? Intanto venirci incontro permettendo loro preghiera e ramadan è un modo per non peggiorare i reciproci rapporti. E’ premessa per una migliore convivenza. Anche i mussulmani pagano le tasse, anzi non le evadono come gli italiani, aumentano il nostro Pil. Non dimentichiamo che molte missioni cattoliche italiane in Svizzera sono state costruite anche con i soldi dei cantoni locali, vedi Basilea ed altre. Nelle moschee predicano l’odio? La cosa va controllata. Ricordo che negli anni 1975-80, nel periodo delle brigate rosse in Italia, gli svizzeri temevano ci fosse qualche infiltrazione segreta fra loro e noi italiani di qui. La Sicurezza elvetica ha programmato una serie di controlli nelle associazioni e nelle missioni cattoliche, intercettazioni telefoniche comprese. Ad esempio ogni domenica per un certo periodo venivano due operatori alla messa che si celebrava in italiano per rispetto alla nostra cultura, con registratori, documentavano tutto dalla A alla Z e riportavano nei loro uffici per la traduzione. Io stesso alla fine venni a sapere che alla mia messa per due anni fui controllato dal segno di croce iniziale all’andate in pace. La stessa cosa andrebbe fatta nelle moschee italiane, dove per rispetto alla loro cultura va predicato in arabo. Per la traduzione si possono assumere degli interpreti a conoscenza dell’arabo, e non dei nostri politici prevenuti. Chi semina odio lo si manda a casa. Ma le generalizzazioni a sproposito sono solo polemica pretestuosa, intolleranza del diverso, sono razzismo. Il seme ideologico in versione cattolica del terrorismo Isis. Chiarite tali premesse si arriva agli episodi contro il Natale multietnico del dicembre 2015. Tutto orchestrato ovviamente dagli adulti, dai genitori i cui bambini, puri da equivoci, imparano già il virus dell’intolleranza. Un mal di pancia continuo nei media e in TV fomentato da certa politica. Quelli là vogliono azzerare le nostre tradizioni, questa è un’altra guerra santa, non dobbiamo tradire il nostro passato, guai a fare passi indietro. Altro caso va qui citato: il neo vescovo di Padova Claudio Cipolla ebbe a dire:” nelle nostre tradizioni natalizie possiamo fare anche qualche passo indietro per non urtare eccessivamente la sensibilità dei nostri ospiti”. Subito il governatore del Veneto Zaia, novello Mosè e l’Unto del Signore, a bacchettarlo e tentare di indurlo a ritirare, come se il vescovo non conoscesse il vangelo o la parabola del Buon Samaritano o le parole di Gesù alla straniera Siro-fenicia.
                         I casi di Rozzano (Milano) e di Romano d’Ezzelino (Vicenza)
A Rozzano in provincia di Milano il preside non permette che durante la pausa del pranzo a che due maestre insegnino ai bambini canti religiosi natalizi. Subito dei genitori danno l’allarme, qualche giorno dopo si raduna davanti alla scuola mezzo parlamento italiano, con l’on. Gelmini cantare con voce garrula al cancello “Tu scendi dalle stelle”, l’on. Salvini, supporter della Lega (nata pagana nel dio Po, invecchiata vaticana a scopi elettorali), distribuire minipresepi e ruspette, donne regalare a tutti un bambinello Gesù di peluche. Sembrava la famiglia Brambilla, il coro meneghino, una macchietta in cui ci mancava solo la buon’anima di Totò. Loro mestiere invece sarebbe se costoro protestassero perché nella scuola di Rozzano i bagni sono senza porte, e le pareti mancano di intonaci. A Romano d’Ezzelino(Vicenza), peggio ancora. Ritorno ai tempi dell’inquisizione, sorta con Papa Lucio III al concilio di Verona, ma in pieno medioevo nel 1186, mica l’altro ieri. La preside delle Medie Montegrappa decide per un Natale multietnico sul tipo dell’anno precedente. Un canto italiano, uno arabo, uno ungherese, uno ebraico, uno africano. Incontro musicale multicolore che ai bambini piace un mondo e ai ragazzi delle medie pure, se ancora non completamente istigati e aizzati dai genitori. Siamo stati spettatori delle solite risse tra i fondamentalisti cattolici e gli altri aperti ad una sana laicità. Il sindaco Rossella Olivo chiede la scaletta dei canti e, quale neopapessa delle crociate natalizie, qua censura, là mette all’indice, là depenna, là concede il nulla osta. Difficile introdurre il concetto che un Natale multietnico nelle scuole non significa gettare il guanto e resa di fronte ai bambini stranieri, ma condivisione con loro di un’esperienza canora musicale, dal momento che Gesù non è nato solo per i veneti e i lombardi, ma per tutti gli uomini del mondo. Da rimarcare: non si rinuncia a nulla, nessun passo indietro, ma si condivide. Se non ora, a questa età, quando si preparerà all’integrazione? Ciò non esclude un concerto di Natale confessionale che i bambini cattolici e di altre etnie disponibili possono eseguire nella chiesa parrocchiale davanti al grande crocefisso e al presepio con genitori, familiari e il paese tutto.
                                                          Il caso di Monza.
Presso l’Ente cattolico professionale frequentato da fedi diverse il parroco don Marco Oneta decide di tralasciare la messa di Natale e programmare un incontro di riflessione con preghiere, canti, proiezioni a contenuto religioso. Passo indietro non digerito da alcuni insegnanti che parlano di deriva natalizia a cui il parroco risponde che la messa sta diventando un atto di culto troppo forte anche per dei cattolici che a messa ci vanno sempre meno, o non ci vanno proprio più. Quindi meglio una sostituzione più significativa. In definitiva la polemica di molti italiani che gli stranieri “devono” integrarsi sa di neocolonialismo. La nostra identità nel futuro globale che viene non sta nell’arroccarsi nel proprio mondo antico, ma conviverci che l’identità è inclusiva del “diverso” e che l’integrazione del diverso va preparata e accompagnata anche con qualche nostra rinuncia. Non è rinnegare il passato, non è privazione, ma condivisione e arricchimento.

Autore:
Albino Michelin
07.12.2015

KAROL, GLI EROI STRANIERI NON FANNO NOTIZIA

Sabato 29 agosto 2015 due malviventi fanno irruzione presso un supermercato a Castello di Cisterna in provincia di Napoli a scopo rapina e si avvicinano alla cassa, armi in pugno. Uno fra gli innumerevoli clienti lì vicino, certo Karol Anatoly, operaio edile di origine ucraina, si precipita per immobilizzarli e salvare l’impiegata. Al che i due gli sparano, gli affibbiano due coltellate e lo stramazzano al suolo. Accanto aveva con sé il carrello della spesa e insieme la figlioletta di due anni, spettatrice terrorizzata. L’operaio lascia la moglie e un altro figlio di 14 anni. Partito anche lui anni fa dalla sua terra in cerca di speranza è stato barbaramente derubato dei sui progetti e dei suoi sogni. E’ morto da eroe mostrando quel volto dell’emigrazione che fingiamo di non voler vedere, o al quale non sentiamo il bisogno di conferire attenzione, ma al quale dobbiamo tributare un profondo omaggio. E’ morto da eroe quando avrebbe potuto tornarsene a casa e passare il fine settimana con la famiglia, a farsi i fatti suoi. A parte qualche veloce lancio in TV e qualche riga sui giornali, nessun commento importante. Certo il paese di quello spicchio di Napoli ha dimostrato più cuore di quanto si pensasse: subito una sottoscrizione per la costituzione di un fondo a favore della famiglia, una raccolta di firme per il conferimento della medaglia d’onore al valore civile, una giornata di lutto cittadino in sua memoria. Desolante però è il pensare che se a rapinare fosse stato un ucraino, un profugo, un extracomunitario saremmo ancora lì a sbraitarci contro per settimane in tutti i canali televisivi. Non andiamo troppo lontano con il tempo. Quando agl’inizi di febbraio di quest’anno nel paese di Nanto in provincia di Vicenza un giostraio vicentino, Alberto Cassol, appartenente ai rom, tentò una rapina in una gioielleria e la vita dell’impiegata correva seri pericoli, certo Stacchio benzinaio accanto gli sparò col fucile da caccia e lo tolse dalle spese. Non si disse che il criminale fu un vicentino, ma un rom, cioè la feccia della terra. Una sarabanda mediatica che dura ancora oggi. Si precipitarono a congratularsi con il salvatore della patria i politici per la maggiore, Salvini, Meloni, Zaia, Moretti. Il sindaco di un paese vicino, Joe Formaggio detto sceriffo, organizzò turbolenti riunioni con gli amministratori del territorio e cortei di protesta a dimensione regionale. E tutto perché l’assassino era un rom, un extracomunitario, secondo la loro ignoranza, chiedendo venia per l’attributo. Vicino a Karol accostiamo anche un altro degli innumerevoli casi di stranieri che salvano degli italiani. E cioè a Lendinara di Rovigo il 21.7.2015 prese a bruciare la casa di una coppia di novantenni. Due giovani maghrebini si sono lanciati tra le fiamme per salvarli e ci riuscirono. Ma i vicini di casa non mossero un dito. Eroismo sobrio, ma innegabile. Però solo qualche straccio di notizia. Il “Resto del Carlino” di Bologna si limitò a titolare a mezza voce: ”merito di una sorta di miracolo questo salvataggio ”. Cioè merito del Padre Eterno e non dei due stranieri: miopia inaccettabile. Lunga sarebbe la serie di immigrati eroi. Tempo fa Dragan Cigani bosniaco ti va a salvare due bambini italiani che stavano per annegare nel mare di Jesolo, capitale della Lega. Lui purtroppo muore ma i bambini vengono tratti alla riva. Nessuno ne ha parlato, neanche il prete in chiesa si è ricordato di una preghiera per il povero defunto. Si sa, era uno straniero, ha compiuto un atto dovuto. Iris Palacio, ventisettenne badante honduregna, nel mare dell’Argentario mette in salvo un bambina affidata alla sua custodia, ma lei non ce la fa, scompare tra i flutti. All’inizio di quest’anno una donna in auto sbanda e finisce nel fiume Bacchiglione di Vicenza. Un rom accortosi si tuffa vestito invernale nella corrente gelida e limacciosa e la estrae. Ai tentativi di ringraziamento risponde:” era un mio dovere come uomo”. Ma per lui solo un trafiletto nel quotidiano locale. Però quando a compiere un gesto insano è uno straniero, allora sono guai. Lo si suona e lo si canta, si fa parlare la pancia nazionale e montare l’odio collettivo, non la si smette più. Vedi il caso di Palagonia di Catania, successo recentemente, dove un diciottenne ivoriano uccide una coppia di pensionati, all’anagrafe Solano. Non solo la figlia Rosita, e lo si può capire, ma tutti i politici con a capo il ruspante Salvini al ritornello:” Colpa dello Stato assente, qui deve rispondere”. Più convincente invece il discorso del Vescovo Peri alla cerimonia funebre:” Quando il male arriva è perché gli onesti dormono”. E di un caso come questo la fantasia popolare si sbizzarrisce e caccia su internet siterelli tipo:” Tutti i crimini degli immigrati”, inventando le bufale più impensate come quella di uno straniero che stupra una bambina di 7 anni, il padre gli taglia i testicoli e glieli fa ingoiare. Tutto fa brodo per amplificare o inventare notizie che mettono in cattiva luce lo straniero, nascondendo invece quelle che dimostrano le ricchezze e i valori da lui apportati. Un’osservazione non ci deve sfuggire: vi è una buona parte dell’opinione pubblica che di fronte a casi come quello di Karol alza le spalle:” poteva farsi i fatti suoi”. Il farsi i fatti propri talora può essere segno di viltà di fronte al bene comune, perché non aiuta a ribaltare l’immagine negativa. Queste sono testimonianze che vanno valorizzate. Il farsi carico degli altri è costitutivo della sensibilità e dell’etica umana. Dio alle origini ha chiesto a Caino dove fosse suo fratello Abele. Al che la risposta:” sono forse io il custode di mio fratello”? (Gen.4,9). E nella parabola del samaritano (Lc.9,26) su quel tale caduto nel fosso, Gesù dice che un sacerdote lo scorge, passa oltre e fa i fatti suoi. Così un secondo, un religioso passa e va oltre per i fatti suoi. Ma un terzo, uno straniero, ha compassione, si ferma, lo carica sul cavallo e lo porta all’albergo. Non ignoriamo certo che gli immigrati sono maggiormente tentati alla micro e macro criminalità dei residenti, e che nelle carceri il 36% dei detenuti sono stranieri a fronte del 7% di connazionali. Lo stesso però succedeva a New York da parte dei primi immigrati italiani alla fine del 1800. Ma con adeguate leggi e con il necessario tempo di convivenza le due etnie sono diventate un solo popolo solidale.

Autore:
Albino Michelin
29.08.2015