Dario Fo (1926-2016) soprannominato il giullare di dio nel 1996 fece un’opera teatrale chiamato il mistero buffo. In esso secondo il suo costume fustiga il potere e riabilita in dignità gli umiliati. Come introduzione ci mette un brano degli apocrifi, il primo del miracolo di Gesù bambino. Un racconto poetico del bambino Jesus che giocava con i ragazzini del quartiere a costruire uccelli di terracotta e farli volare. Gesù rimase stupito che facessero il miracolo come lui e lo stramazzo a terra bocconi. Maria la pietosa ne ebbe compassione gli diede un buffetto e gli intimo di risuscitare il poveretto diventato un coccio (anzi il cocciuto fumante). Al di là dell’impiego letterario che ne fa l’autore esse diventa un motivo per rievoca gli apocrifi e la loro svalutazione che se ne è fatta. Dal secondo secolo sono comparsi a forma di noticine e poi sono diventate una miniera e di storia di appoggio a 4 evangeli. Opera che va rivalutata per i suoi aspetti di costume, di storia e alcune costanti esplicative da farsi sul linguaggio di Gesù. I vangeli apocrifi sono all’incirca 35 fra traduzioni e ripetizioni. Fra gli altri i vangeli dell’infanzia, delle predicazioni, della passione e resurrezione, i cicli di Pilato, assunzione di Maria, quelli della gnosi di Tommaso, Pietro di Giuda. Per chi ha voglia di approfondirsi questa bella storia del movimento cristiano dalle sue origini ai nostri giorni lo studio e l’approfondimento dei vangeli è assolutamente essenziale. I vangeli apocrifi servono a farci passare i libri canonici in una chiave interpretatovi dei tutto nuova. Si sa che i libri canonici sono 4: Matteo, Matteo, Luca, Giovanni. I canonici in quanto secondo la regola, gli apocrifi considerati non autentici. Ma non si tratta di buttare al macero né passarli all’indice. Va detto che su questo argomento bisogna fare un passo all’indietro. A leggere c’è tanto del mito e bisogna sceverare la pula dal buon grano. Favole paradossali, completamente sopra le righe, specie se confrontate alla storia dei vangeli che avevamo imparato dalla nostra dottrina cristiana ed e anche uno spasso leggerle o ascoltarle. Molto materiale viene estratto dalla copiosa storia di Asclepiade di Epidauro in cui si diceva che perfino questo dio riusciva a risuscitare i morti. E noi troviamo di fatto che nei vangeli c’è molta più sobrietà. Nei canonici appena una quarantina circa sono i miracoli compiuti da Gesù. In alcuni si inserito ugualmente la risurrezione di Lazzaro e del figlio della vedova di Naim quando piuttosto sono da spiegare come simbolici. Negli Apocrifi invece abbiamo diverse pie storielle, prodigi, che accompagnarono il bambino Gesù, o adolescente o la sacra famiglia. Qualche esempio:/Dei ragazzi si mersero a gridare perché dei draghi si avvicinarono, allora Gesù sceso dal grembo di sua madre si fermo alzatosi in piedi di fronti dai draghi e quelli lo adorarono e scomparvero: /Similmente leoni e leopardi nel deserto, dovunque Maria e Giuseppe andassero li precedevano indicando loro la strada e chinando il capo atto di adorazione:/ Il maestro Gesù domandò allo scolaro: dimmi che cosa e la lettera beta. Non rispose. E Gesù picchiò il ragazzo che cadde a terra e morì. / Gesù vide dei ragazzi che scappavano e chiese dove fossero andati. Ed essi risposero che erano andati a nascondersi in quel forno. Allora il Signore li chiamò ad alta voce e:” venite fuori di li, voi capretti dal vostro pastore”. /Un bambino ha trovato un nido di pernici quando un serpente velenoso lo aveva punto facendolo gridare all’impazzata. I compagni accorsi lo trovarono a terra come morto e il signore gli accarezzo la mano e divenne Simone il cananeo del verbo divino. /Le sante vergini dicevano queste parole: si umiliò il verbo divino che penetrò nella Vergine attraverso l’orecchio e rimase incinta. Attraverso di essa venne santificata nei suoi organi: /Giuseppe pertanto vi condusse Maria, la fece entrare, la lasciò nell’uscio ed usci per andare alla ricerca di una levatrice. /Ed ecco i dati della vita del mio amato padre Giuseppe, quando prese moglie aveva raggiunto l’età di quarant’anni, visse altri 49 anni in matrimonio con sua moglie. Dopo essa mori: passò un anno solo, visse fino a 63 anni: /Pochi giorni dopo fa venne la sentenza contro Ponzio Pilato: Pilato si uccise con proprio coltello e con tale morte fini la sua vita. Spiriti maligni e immondi rallegrandosi per la fine del suo corpo dissero che i romani lo pescarono nel Tevere. Per spregio altri lo trasportarono a Vienna, altri a Losanna, altri a Lucerna. /Giuseppe temeva qualche subbuglio Ma in quel momento venne Gesù e prese il ragazzo morto e lo sollevo alla presenza di tutti: Videro che Gesù parlava con lui come con un padre con il proprio figlio; E lo spirito vitale ritorno in lui: ed egli riprese a vivere. E tutti si meravigliarono di lui. /Di qui si vede per sommi capi che in larga parte I vangeli apocrifa presentano un Gesù popolare, mago, prodigioso, ingenuo ma sempre: un appassionato. Talvolta viene messa sulla bocca di Gesù anatemi della sua ira come quando Bartolomeo gli domanda quale sia il peccato più grave. E Gesù gli risponde “in verità che la calunnia e l’ipocrisia e sono al primo posto”. Altre volte sembra provocatorio e lo è soprattutto se capita di difendere l’ingiustizia degli oppressi come nel caso di quella espressione :” sono venuto a separare il padre dalla figlia e la madre dalla figlia” intendeva di spezzare una lancia a favore della dignità della donna di fronte al potere maschile :E altra volta quando diceva che i morti seppelliscano i loro morti voleva dire che il passato è passato; non bisogna togliere il futuro a nessuno ; non togliere gli scheletri dal passato; la vita continua nella sua evoluzione. E altre volte che diceva: “non sono venuto e portare la pace ma la guerra: “Era quella del relativismo. Vi sono molti brani che apparentemente danno un senso contrario o contradditorio a quello che affermano: Vi sono comunque due casi che bisogna citare; il bacio sulla bocca e la leadership della chiesa: In quanto al primo aspetto si dice al numero 55 del Vangelo di Filippo, la consorte di Cristo è Maria Maddalena. Il signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla bocca. Gli altri discepoli allora gli dissero: perché ami lei più di tutti noi. Il Signore rispose e disse loro:” Perché non amo voi tutti come Lei: Perché vi sembra che lei non sia degna’?” E qui si chiude il distico. Una risposta lo si potrebbe dare: sempre il concetto delle donne che aveva in mente Gesù nella comunità dei suoi seguaci. Il messia si rivolge spesso alle donne nella società ebraica rigidamente patriarcale che si trovavano costrette all’ultimo gradino. Gesù le sprona a liberarsi da una situazione così mortificante a costo di distruggere l’assetto famigliare privo di diritti se non quello di procreare; servire; ubbidire; e tacere. Il messia le chiama popolo di morti. Un altro però elemento importante: Filippo è un evangelista appassionato della Gnosi; del conoscere Dio attraverso la sapienza-In questa mentalità si baciavano le donne sulla bocca. Ed era un concetto di nuova generazione: Gesù ricreava questa donna; la alimentava da sola nella sua vita. Era ovvio che quella donna amasse Gesù più di ogni altra persone; lui che l’aveva liberata dalla sua depressione. E il secondo brano di rilievo, quello che riguarda la leadership della chiesa: Nel nr 121 del vangelo di Tommaso. Simone Pietro disse; “Maria si allontani da mezzo a noi perché le donne non sono degne della vita. “Gesù disse”: Ecco io la trarrò a me in modo da fare anche di lei un maschio; affinché anch’essa possa diventare uno spirito vivo simile a voi maschi: Perché ogni donna che diventi maschio può entrare nel regno dei cieli: Perché vi sembra che non ne sia degna: “Da qui si può capire che siano uomini pure gli apostoli. Vi è stata un po’ di maretta nella condurre la chiesa da parte del maschilismo cha poi ha avuto il sopravvento: Nella moltiplicata interpretazione che permette la vicenda di Gesù ;( figlio del Dio, redentore, vittima espiatrice, predicatore, profeta, modello combattente per la liberta) sta il segreto del suo eterno del fascino. Nemmeno Gesù si è sottratto al destino di ogni essere vivente: Ognuno conta per gli altri nella misura in cui gli altri riescono ad attribuirli una personalità che corrisponda a ciò che essi si aspettano da lui.
Autore: Albino Michelin 14.07.2023
albin.michel@live.com
venerdì 25 agosto 2023
IL MISTERO BUFFO DI DARIO FO E GLI EVANGELISTI APOCRIFI
lunedì 7 agosto 2023
ESPERIENZA EDUCATIVA: DON MILANI E LA SCUOLA DI BARBIANA
Il 23 maggio si è tenuta la commemorazione del centenario della nascita di don Milani alla presenza del capo dello Stato On. Mattarella e dell’On Rosa Bindi del comitato d'onore, della autorità della chiesa tributata all'uomo di grandi consensi e di grandi dissensi, il valore della sua testimonianza. Forse un uomo di tale statura non vale la pena ricordarlo in circostanze ufficiali e sporadiche, ma andrebbe tenuto costantemente a modello di vita. Era nato un secolo prima a Firenze, dal padre chimico Albano e madre triestina Alice Weiss di religione ebraica. Il cardinale E Dalla Costa alla giovane età di 24 anni lo presento senza pretese che voleva vivere poveramente. Don Milani già dalle prime esperienze impara a toccare con mano sofferenza con disoccupati, sottoccupati, dal lavoro minorile, dal lavoro precario, dalla promiscuità abitativa, dalla illusione dei modelli borghesi, dall'ingiustizia sistematica, dall'analfabetismo. E sarà l'analfabetismo la sua passione vita natural durante. La TV del Ticino presentava questo maestro di vita: Ricordare don Lorenzo Milani significa ripercorrere questi anni cosi travagliati per la chiesa cattolica, verso chi come Milani mise al centro del proprio agire la preferenza per i poveri. "Inizialmente era stato mandato in quel paese perché un po' credente, un po' miscredente, la gente non si sarebbe meravigliata di un tale prete. Anche perché erano iniziati alcuni dissapori con la curia. Il paese contava allora 40 abitanti, ora 124, Barbiana, una frazione di Vicchio, un cimitero, alcuni campi, una sessantina di case, una specie di Rio Bo, priva di luce. La sua casa canonica era diventata la cattedra dove si davano convegno anche dai paesi viciniori. Chi pensava lo avessero rinchiuso in un esilio dovette ricredersi. Egli iniziò subito con il suo progetto, un progetto di scuola aperta ed inclusiva che promuovesse lo sviluppo di tutte le intelligenze, anche quelle di soggetti socialmente più svantaggiati, creando per ogni singolo un percorso formativo ed integrato. Scuola degli ultimi fra gli ultimi. E qui va data la parola a Sandra Gesualdi, una delle sue prime conoscenze, che ha frequento con tutta la sua famiglia la scuola di Barbiana per 14 anni, diventata scrittrice e presentatrice televisiva, così si espresse; “grande l'uomo, l'educatore, il pensatore, il romanziere, l'obbiettare, il costruttore di pace, il pedagogista”. Giova qui rievocare la sua produzione letteraria non così copiosa ma significativa. Nel 1958 Esperienze pastorali in cui ipotizzava la chiesa del futuro ancora prima del concilio dei 62-65-. Lettera ai cappellani militari (1965) in cui si dichiarava per l'obbiezione di coscienza contro ogni forma di conflitto belligerante. In essa è riconoscibile la sua presa di posizione: "Se voi avete il diritto al mondo di dividere in italiani e stranieri io non ho patria e reclamo di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, e privilegiati ed oppressore dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri". Non poteva che venire assolto dopo la morte. L'obbedienza non più una virtù. Bisogna avere il coraggio di dire ai giovani che l'ubbidienza potrebbe essere una subdola virtù. Lettera ad una professoressa. Scritta dai ragazzi e dal Maestro di Barbiana. Anticipa la scuola che precede i movimenti del 68 e propone una riforma anche dal punto di vista pedagogico. Denuncia l'arretratezza e le disuguaglianze nella scuola italiana. Una cura particolare, di don Milani: la parola. Educava i ragazzi all'uso "feroce" della parola, sua l'espressione, per sapere chi conosceva o meno la parola: si sarebbe sentito inadeguato e inferiore. Qualcuna delle sue espressioni: “il povero se dominerà la parola, allora la loquacità o del comiziante del farmacista si troverà a disagio … un solo testo, un solo argomento, e il maestro che lo spiega. Non solo saper leggere, saper parlare, saper ascoltare ma anche per conoscere la cultura del proprio paese... Don Milani accusava la scuola italiana di privilegiare i ricchi e i bravi a discapito dei deboli che venivano umiliati… La parola è officina: il lettore diventa un produttore di senso, indispensabile per la vita-sociale ... il professore è un amico, quando si avanti con passo lesto si deve aspettare chi va più lentamente-…La scuola è per tutti ed è di tutti … la scuola 12 ore al giorno e 365 giorno all'anno”. Gli strumenti di ricerca della sua Prima scuola erano: chiaramente la ricerca, imparare facendo, aiuto fra i ragazzi, incontri col gli esperti, rifiuto dei voti, relazione collettiva, studio delle lingue, viaggi scolastici. Lascia una memoria ai posteri come la Fondazione Don Milani con tutte le sue opere con sede legale a Vicchio, con sede a operativa a Firenze, via Sinucci 19. Ma il suo testamento diffuso è nostro “l CARE “presentato ufficialmente come motto europeo dalla Von Der Leyen, Presidente della commissione d'Europa che significa: “mi sta a cuore, mi assumo la responsabilità, mi interessa”. Sembra posto come simbolo antifascistica del “Me ne frego”. ln margine va detto e non dimenticato quanto della sua persecuzione da parte della chiesa cattolica. E va detto senza remore e senza finzione: vi sono tanti preti di sinistra, preti rivoluzionari, preti contestatori, preti eccentrici, preti sovversivi. Non era di quelli anche perché la loro crisi va ritrovata nella loro collocazione sociale e pastorale. Una timida scusa da parte delle varie autorità di chiesa: “Forse non è stato capito, forse precorreva i tempi". Si sa che Paolo VI e Woytjla l’anno ignorato e Papa Francesco è andato alla sua tomba il 20 6 2017 dopo la morte tesse un elogio: “Un grande uomo, ha amato la gioventù non per spirito di sacrificio ma per amore”. Una certa domanda è d’uopo farsela: come mai la nostra chiesa arriva sempre in ritardo e minacciando solo scomuniche o extra ecclesiam?
Autore: Albino Michelin 12.07.2023
albin.michel@live.com
sabato 5 agosto 2023
OGNI ESSENZIALE È INVISIBILE: LA RESURREZIONE DI GESÙ
Oggi abbiamo una minoranza sempre maggiore di teologi che non si accontenta del Dio in tasca, di vivere di rendita su un Dio tradizionale, ma che risponda alle esigenze profonde della loro spiritualità. È passato il tempo di un dio teistico, antropomorfico che ti fa piovere e ti mande l’acqua per i contadini e le caramelle per i bambini bravi. E’ passato il tempo del Dio sacrale che ti benedice perché vai a farti il matrimonio in chiesa o ti toglie la sua benedizione se, non vai alla messe domenicale. E cosi tramontato dio della trascendenza e immanenza, del dualismo. Oggi si sa, abbiamo le guerre e cessano quando i belligeranti hanno deciso loro di farle finire. Come oggi non si teme più la scomunica perché ti sposi in civile anziché nei santuari. Oggi c’è bisogno di altra interpretazione di Dio, di un dio che è energia vitale, che il Padre è di questo cosmo da cui siamo alimentati, e che noi siamo una scintilla del divino. Che il Dio antropomorfico o che Dio sacrale abbiano lasciato il posto al Dio postmoderno è solo questione descrittiva. Quindi necessita non tanto di sbarazzarci dei miti, quanto di non prendere tutto alla lettera, finché la cultura non trova qualcosa di meglio. Come esempio possiamo prendere quello sulla risurrezione di Gesù che è poi la radice della nostra fede, tanto si dice che il cattolico è colui che crede nella risurrezione del signore. Lo scopo è saper leggere il vangelo, saperlo interpretare, secondo in logica del postmoderno.
Nessuno testimonio oculare sulla risurrezione.
Cioè non esisteva la televisione, anche gli evangelisti e gli apostoli era tutti scappati, hanno sentite solo il messaggio delle donne. Il più antico documento risale alla 1a Tessalonicesi (4-13). Noi infatti sappiamo che Gesù morto e risuscitato, così quando saremo morti Dio ci radunerà per mezzo di Gesù. Paolo dice per fede, ma lui non costata, non era presente. E andiamo ai vangeli. Matteo: Maria e la Maddalena vanno al sepolcro. Terremoto da spavento. Compare un angelo del cielo. Marco: tre donne vanno al sepolcro, compare un giovane dalla veste bianca. Marco: Non è detto il nome se uomini o donne. Vedono solo due angeli. Giovanni: al sepolcro la Maddalena ci va da sola. Corre a chiamare Pietro e Giovanni. Vede due angeli all’ingresso del sepolcro. Trova un giardiniere ed è Gesù.
Nessun testimone oculare alle apparizioni.
Ve ne sono tre. In Luca: abbiamo i pellegrini di Emmaus. In Giovanni ne abbiamo due. Nel cenacolo a Porte chiuse con Tommaso, la pesca miracolo dopo la quale Gesù mangia il pane e pesce insieme con gli apostoli. Nella 1 Cor.15,(40-44) I morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati in corpo spirituali. Atti degli apostoli 1(.3-4); Egli si mostrò ad essi vivo dopo la sua passione con molte prove apparendo per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Cristo appare agli apostoli e a 500 fratelli. Ultimo anche a me. Atti 2,24 Ma Dio la ha resuscitato dai morti. In margine a questa apparizione vi sta anche quella di un certo Celso che obbietta nel 180 a certo Origene reclama come mai Gesù sia apparso a poche persone della sua cerchia e non invece ai sommi sacerdoti, a Pilato. Sarebbe stato necessario. Se veramente Gesù avesse voluto mostrare la sua potenza si sarebbe mostrate a quelli stessi che la avevano calunniato, da chi lo aveva condannato. Una specie di ti do ut des (io do affinché tu dia), adesso ti restituisco pan per focaccia. A riguardo di queste apparizioni veniamo al punto perché si tratta di elaborare un linguaggio nuovo che non ripugna all’intelligenza del cristiano che vive nell’epoca scientifica. Questo racconto di Risurrezione preso tuttora alla lettera anche nelle accademie teologiche tradizionali dimostrano poco. Dovremmo esaminare la nostra fede con lo stesso scetticismo con cui rifiutiamo la loro, quella delle altre religioni.
Tentativo di spiegazioni.
1) Queste esperienze essere ricondotte ad una esperienza mistica o a esperienze di tipo allucinatorio. Il tutto non adeguatamente elaborato il dopo il trauma per la sua drammatica fine. 2) Il senso per aver affrontato con la fuga un atteggiamento codardo. 3) Noi speravamo che fosse colui che avrebbe liberato Israele, fallimento politico da parte di chi si era suggestionato in qualcuno dei protagonisti della prima ore. Vedi la Maddalena o illusione di qualche altra delle donne. 4) La razionalizzazione. Noi abbiamo bisogno quando vogliamo credere in qualche cosa o ad arrivare a conclusione che confermi quanto vogliamo credere 5) Visioni e audizioni si possono spiegare con il fratto psicologico tipo allucinatorio e mentale, con l‘abisso di sconforto e sentore di dare comunicazione agli altri. 6) Probabilmente le donne avevano abbandonato Gesù nei suoi ultimi momenti a differenza degli uomini perché erano convinte che Gesù non sarebbe morto per sempre e che Dio lo avrebbe risuscitato.
Tutto è mistero.
Forse cercare di uniformarci alla superficialità attuale potrebbe rivelarsi una strada sbagliata. Una società nostra che si basa esclusivamente sull’empirico, crede solo a ciò che è verificabile. Eppure sappiamo che esiste anche il mistero. Tutto il mondo è un mistero, sia una farfalla che volteggia felice verso il suo destino. sia un filo d’erba che disturba una stella. I misteri si ritiene oramai appartengono a un mondo superato. Fra i tanti che la pensano diversamente afferma lo psicanalista Massino Recalcati, “L’esperienza del mondo e l’esperienza di un mistero”. se pensiamo alla fisica quantistica capace di dare un futuro nuovo al mondo con la sua modalità ondulatoria. Non si può dire che una cosa è la scienza oggi e la fede è altra cosa perché hanno l’interesse di lavorare insieme. La fisica quantistica è uno dei prossimi messaggi da studiare insieme in futuro. Tutto il creato è energia: dio, ogni atomo, noi stessi non possiamo restare indifferenti. Il fatto che noi siamo essere spirituali che viviamo una esperienza materiale ci fa pensare. Paolo afferma che noi ci muoviamo, viviamo ed esistiamo in Dio, perché siamo fiammella di Dio. Comunque è sempre vero quanto diceva il piccolo Principe: per la creazione, per la cultura, per la religione: “Ogni essenziale è invisibile”
Autore: Albino Michelin 07.07.2023
albin.michel@live.com
venerdì 21 luglio 2023
LA REINCARNAZIONE
Gli induisti dicono come un orefice prende un gioiello fra le mani e con esso foggia un disegno nuovo e più bello, allo stesso modo Atman con la reincarnazione ti renderà la foggia più splendente e meravigliosa. La reincarnazione offre una spiegazione sulla esistenza e della continuità dell’anima. È argomento complesso e affascinante che appassiona l’umanità per secoli. Sì è nella consistente minoranza se si pensa vi si aggiungono il buddismo il giainismo, le sette mussulmane, le africane, le esoteriche, le gnostiche, ermetiche. In più nel nostro ambiente abbiamo il Movimento spirituale cristiano, e la chiesa cattolica liberale. Si va all’incirca sui 2 miliardi di persone. La reincarnazione si riferisce al modello culturale religioso orientale e allo spiritismo che descrivono una trasmigrazione dopo morte dell’anima in altri corpi (minerale, vegetale, animale) fino a che l’anima non si sia liberata completamente dalla materialità. Pitagora (570-495), uno dei più antichi sostenitori si lamentava passando per la strada che il suo cagnolino non doveva essere molestato perché aveva reincarnato un suo parente. Dagli antichi era corrente la mentalità che una stessa anima potesse vivere in periodi storici diversi e potesse essere soggetta a rinascite dopo la morte. E lo ricordava già Platone con il suo innatismo. Cioè un ricordarsi di un sapere già presente nella nostra mente, dimenticato nel momento della nascita e perciò conoscere significa già riconoscere. E qui qualcuno penserà ai sogni che vi sia una mano presente e precedente a me che mi abbia mandato un messaggio. E quando incontriamo qualcuno mai visto, una pacca sulla fronte, dove mai l’abbiamo visto questo. J. Stevenson, pediatra, con studio sui bambini allorché si trova impensatamente di fronte a piccoli con talenti o gravi turbe psichiche ipotizza, ma non di più, che sia stato preceduto da un essere reincarnato. Andiamo a vedere il pensiero di Gesù, evitando quello di un’esaltazione ingenua e dall’altro lato quella di una negazione della esistenza storica. Il quale Gesù aveva avuto probabilmente rapporti con gli orientali. Quindi egli chiede quale opinione avessero di lui. Uno disse che era Giovanni il battista, altri Elia, o uno dei profeti. Quindi era possibile che un profeta si sia reincarnato in Cristo. Sul Monte Tabor dopo la trasfigurazione dice: ma io vi dico che Elia è già venuto ma non l’avete riconosciuto. E allora compresero che aveva parlato di Giovanni battista. Quando i farisei interrogarono il cieco nato lo apostrofarono: sei al venuto a mondo pieno di peccati e vuoi fare da maestro. E testimoniano che quel castigo viene da una condotta precedente. Pero ora due brani che dicono il contrario. Pietro afferma (1.3.10.18) che Gesù è morto una volta per tutte, giusto per gli ingiusti. E qui viene negato ogni tipo di reincarnazione. Come di fatto viene negato quando Gesù sulla croce senti dirsi dal buon ladrone: ricordati di me quando sarai nel tuo regno. Il signore gli risponde: oggi sarai con me in paradiso. Anche in questo caso non c’è traccia di una seconda rinascita. Sembra quasi che signore qui voglia nicchiare, che voglia dire e non dire o addirittura non abbia che idee chiare nemmeno lui. C’è chi insinua essere un diritto che ha voluto lasciare alla chiesa nella gestione dell’oltretomba, dell’inferno e del Paradiso. E in effetti in privato Gesù teneva spesso alle sue confidenze e controversie nella chiesa primitiva. Spiccava allora S. Gregorio di Nissa a sosteneva parimenti che quando l’anima non può essere purificata nella prima vita, necessita di una o al massimo altre reincarnazioni, ma non oltre le 4. Origene gran lottatore (183-256 d.C.,) che morì torturato dalla persecuzione di Decio riteneva, in quanto a sapere perché l’anima ubbidisce al male e talvolta al bene, bisogna cercare le cause di una nascita anteriore alla corporea attuale. Nello stesso tempo respingeva come una stoltezza la trasmigrazione in un vegetare o animale in quanto indegno della dignità umana. L’imperatore Giustiniano anche se completamente a digiuno in materia, invocato dalla chiesa cattolica, affibbiò nove proposizioni di scomunica e anatema sit. Nel tempo moderno le correnti di pensiero sono portate avanti da Marsilio Ficino, Giuseppe Mazzini, Schopenhauer. Al Corano 3.27 pregano così i musulmani: Signor ci hai fatto morire due volte, due volte ci hai dato la vita, riconosciamo le nostre colpe. Nel secolo scorso uno dei più importanti propugnatori fu nell’occidente R. Steiner (1861-1925) nell’ambito della sua antroposofia. Più di recente questa dottrina ha fornito parte integrante del movimento New Age. E molto riconosciuta principalmente nella società che pratica o praticava la cremazione, basata sulla convinzione che la spirito dopo la morte si potesse disfare dal corpo e poteva quindi essere distrutto. Canto divino: come una persona indossa vestiti nuovi e lascia quelli vecchi ed usati, così indossa corpo materiale e lascia i vestiti consunti. Una della più antiche religioni della terra continua il suo contributo al pensiero mondiale.
Autore: Albino Michelin 05.07.2023
albin.michel@live.com
sabato 15 luglio 2023
IL NOME DONNA NEL MONDO
Questione di toponomastica è importante in un discorso estensivo fare a ritroso, dal moderno all’antico, la toponomastica del nome con cui si indicavano le persone del passato. Nel caso è l’appellativo donna che qui ci interessa. Il più recente è signora (latino senior, seniorerin), significa anziana. Nel medioevo avevamo donna (latino domina, maschile dominus) padrona di casa. Francese Madame. Sempre dal latino la femmina che significa feconda. Dal latino altro nome, quello di matrona da mater, genericamente convivente. Sempre un altro nome, dal sanscrito uks, donna di casa, convivente (usora). Mulier, forse dalla macina, antico molo. Donna addetta al mulino. Si suppone che la disparita fra uomo e donna nasce verosimilmente da un fattore biologico. Cioè che il maschio si sente superiore perché possiede l’elemento vitale virile all’esterno e la donna invece possiede la vita ricettiva all’interno. Quello che doveva essere un complemento è stato una discriminazione Psicologica.
Al tempo preistorico.
Oggi si fanno tanti pensieri se questo dio fosse padre o madre all’origine dei tempi. Andiamo agli antropologi, alle ipotesi che fosse donna. In effetti i maschi erano impegnati con la raccolta del cibo e alle contese della guerra, le donne addette alla fertilità e alla generazione. E quindi per logica delle cose proiettavano in dio madre la logica della creazione. Ovvio che si adorasse la dea madre. Prima del secolo VI (700 a.C.) era molto fiorente la civiltà dei sumeri nell’antica persia (5000-2000 a.C.) con le loro città stato e le loro sacerdotesse. È arrivata la civiltà greco-romana (700 a.C.) Ed e stato scritto ed elaborato il vecchio testamento, mentre qualche tempo prima si conoscevano pezzi della civiltà ebraica e della babilonese. Si è trovato il primo reperto di una donna risalente a 3 milioni di anni. Ed era una donna, di nome Lucy. Ma anche reperti di 3 mila a.C., si dava il nome di rituali femminili. Nella civiltà greca Platone (428-368) aveva collocato la donna al tredicesimo posto dopo i pesci. E questo è stato l’immaginario collettivo che ci ha accompagnati nei diversi secoli fino al 1950. Sconcertante quanto scriveva Scipione l’africano a sua moglie incinta” se sarà un maschio allevalo, se sarà una femmina buttala giù dalla rupe Tarpea”. Al tempo dei greci e dei romani non si avevano difficoltà di convocare delle donne, che venivano poste a protezione delle loro necessità dei propri bisogni esistenziali e dei loro amori. Nei greci si avevano divinità con Zeus, Atena, Artemide. Afrodite, Demetria, Esti. Presso i romani Giunone, Cerere, Venere, Diana, Minerva. E si pregavano per impetrare benedizioni. I Cristiani hanno poi sostituito con il loro santi e lo loro sante, comparse dopo le pagane, a fare la stessa funzione. O sopra un colle, in riva alle acque, dove sono in punti di ristoro, di relax, di ricupero.
Ai tempi di Gesù.
Tralasciamo qui il l’antico testamento dove piuttosto con la legge di Mosè vi era codificato il 6° comandamento che proibisce di commettere atti impuri, che tradotto significa di non fare adulterio perché poi si doveva lasciare una donna in mezzo ad una strada. O in un altro brano, quello del Talmud, che a spiegare la dottrina e insegnarla ad una donna, è meglio insegnare al mio asino a salire su per una scala. Andiamo direttamente a Gesù, il quale si è trovata a parlare con una donna al bordo d’un pozzo. Ciò ha fatto impressione anche agli apostoli i quali per il loro atavico maschilismo si erano meravigliati dello stupore della gente. (Giv,4.5). Gesù è entrato nella casa di un fariseo. A pranzo si è incontrato con una prostituta e si è fatto ungere con l’olio e si è lasciato asciugare i capelli alla meraviglia e alle critiche del fariseo. (Lc.7.38-39). Infine il grande comandamento dato a tutti:” amatevi a vicenda come io vi ha amato”. Gesù è un grande sia per gli uomini sia che per le donne. Inizia in questo periodo devozione alla madonna. Con il suo silenzio e la sua ubbidienza ha fatto breccia nell’animo femminile nella accettazione del maschilismo. Posizione un po’ diversa da san Paolo il cofondatore della chiesa. “Non permetto dalle donne di parlare in pubblico. Il marito deve stare soggetto al cristo perché e il suo capo. La donna invece deve restare sottomessa all’uomo come al suo capo.” A parte qualche religioso che curato le trovatelle, grande beneficio senz’altro, pero la chiesa non ha certo diminuito il maschilismo. S Clemente d’Alessandria, fondatore della prima cosiddetta facoltà teologica “la donna dovrebbe vergognarsi al solo pensiero di essere al mondo. S. Cirillo vescovo alessandrino, ebbe a che fare con la prima femminista della storia. (415 d.C.) lpazia, filosofa, astrologa. Con la cura degli ammalati, prima strega, su istigazione del vescovo lapidata sulla pubblica via, la prima cristiana uccisa dai cristiani finita la persecuzione dell’impero romano. Non ci fu bisogno che il concilio dichiarasse che le donne non avevano l’anima (concilio di Mocon, (580) perché la gente legittimasse questa diceria. Le streghe, che hanno fatto combattere con la lora cultura laica, avrebbero condotto il mondo ad una maggiore qualità di valori, ma tutto è andato in cenere. Difficile quantificare il loro numero. Si parta da un a nove milioni bruciate al rogo, ma si fa l’ipotesi sul numero dai satanisti. Si sa che l’ultima bruciata fu Anna Göld il 26 10 1730, una mattanza di oltre 15 secoli. Per la donna era aperta l’unica porta: verginità o maternità, non esisteva l’alternativa a segretarie di azienda, né il diritto alla scuola, alle libertà civile, e quella che avesse il pallino cultura sempre in convento doveva finire. Persino all’anagrafe doveva sentirsi esclusa. Significativo quanto si legge che alla moltiplicazione dei pani, vi erano cinque mila persone senza conteggiare donne e bambini. La donna considerata come eterna bambina. Quindi si riempivano i monasteri delle monache di Monza. “Lo ius primae noctis” che indica il presunto diritto del signore feudale di sostituirsi al marito nella prima notte di nozze, pare sia un falso storico. Ma sul resto bisogna consolarsi. Da segnalare il pellegrinaggio delle lesbiche al santuario di Montevergine (AV) datata dai primi del 1200, che ogni anno proveniva dalla Grecia, dalla gente chiamata i femminielli.
Al tempo della chiesa
S. Agostino.” L’uomo brilla di luce immediata, la donna invece brilla di luce riflessa. La donna deve chiedere a dio nel piacere sessuale” non lo faccio per amore mio, lo faccia per amor di Dio”. II giurista Graziano (1135) “L’uomo viene da Dio perché ha l’anima, la donna ne è priva perciò non ha l’anima”.
Umberto Eco tratteggia e riassume il lungo periodo, lo esprime ma senza condividerlo” le donne furono considerate un mucchio di letame, figlie della falsità, sentinelle dell’inferno, strada che porta alla iniquità, puzza da scorpione, sempre sono la causa della irriverente erezione dell’uomo saggi.” Mai nulla di più becero è stato scritto.
Apparizione della Madonna alle donne.
Fra un minimo di 2280 apparizioni della madonna nella stragrande maggioranza sono alle donne e minorenni. Ne citiamo alcune per caso. Madonna della medaglia contro il treno (18.7.1730) a Caterina Labouret. Madonna delle lacrime (19.7.46) contro l’abbandono dalla messa festiva a Melania. Lourdes (11.2.1858) a Soubirous, contro l’origine della specie: Fatima (13.7.1917) contro guerra a Lucia, Francesco e Giacinta. Mediugorie (24.6.1981) contro il progresso a Myriana, Iwanka e Wika. Quella recente Madonna dei gnocchi di Trevignano Roma (aprile 2023. Ogni 3 del mese) a Scarpulla Giuseppa detta Gisella contro il cibo inquinato. La predilezione a scegliersi dalle donne è forse perché la donna è più legata alla vita, o perché possiede uno psichismo più fragile, o perché ha un inconscio collettivo più accentuato, qui non è il caso di fare un’indagine.
Il prete e la donna
Non c’è stato mai buon sangue fra un prete e una donna. Ricordiamo film lo Spretato del 1953 ed il film il Prete sposato del 1970. E questo per una remora ancestrale del maschilismo. Gesù ha lasciato libera la donna per il matrimonio, o per la famiglia, o per il regno dei cieli, o per vivere dedito a una comunità. Le donne che hanno sposato preti raramente hanno divorziato, ma talvolta e stato vissuto come un incubo dagli interessati. Vi fu un concilio nel 968 che raccomandava ai preti la castità, ma poi andò che ognuno faceva di sua spontanea volontà. Venne il Concilio di Trento e in quel caso si ribadì con dentro o fuori. Finché Wojtyla non ritorno alla carica nel 1993 col canone 277 in cui ritornò sul celibato per tutti i preti e a doppia mandata. Voleva dire che il matrimonio è per la truppa ma il celibato e per gli ufficiali. Da ciò si vede che per quanto riguarda il sacro si va ancora a rilento. Infatti nel 2014 nel cinquantesimo anniversario del concilio ecumenico in una grande assemblea vi erano convenuti 2.400 maschi e 23 femmine. Irrisorio, Ancora una discriminazione si è costatata con il licenziamento dagli asili e suole materne private delle irregolari o cosiddette conviventi.
Cambiamento epocale.
E siamo arrivati a civiltà contemporanea. Abbiamo anche il burka (finestrella), il chador (velo) il neqab (finestrella), Hijab (velo). Tutto da discutere. Il mondo è diventato in crogiuolo di mentalità.
Autore: Albino Michelin 03.07.2023
albin.michel@live.com
lunedì 10 luglio 2023
FEDERICO FAGGIN: LA NATURA DELLA COSCIENZA E DELLA TECNOLOGIA: IRRIDUCIBILI
Federico Faggin è noto fisico inventore nato a Isola Vicentina (VI) nel 1941. Nel 1968 a 27 anni emigra in California e diventa una persona di riferimento per tutti gli scienziati ed appassionati di tecnologia. Con il microprocessore ha contribuito a plasmare il presente che tutti conosciamo. Nel 2010 ha ricevuto da Obama il premio nazionale e nel 2019 gli è stato conferito dal Presidente Mattarella il titolo di Cavaliere. Nel 2011 ha fondato una organizzazione no-profit dedicato allo studio scientifico della coscienza. Nel 2019 ha pubblicato un libro “Silicio” e “Irriducibile” fino al suo appassionato impegno sulla consapevolezza. Faggin nel 2011 ebbe anche una esperienza mistica. “Sentii emanare dal mio petto una potente carica di energia-amore mai provata prima, amore che superava qualsiasi mia idea sulla natura dell’amore. Ampi fasci di luce riempirono la stanza per poi abbracciare l’intero universo. Era la sostanza da cui tutto ciò che esiste e fu fatto. Con sorpresa riconobbi che quello ero io. L’esperienza mi cambiò per sempre.” Ed ecco ora il suo pensiero. La materia incosciente non può produrre organismi coscienti. A parte l’origine dell’universo si sa soltanto che i germi della nostra natura sono in esso racchiusi. Attualmente si sono un po’ stemperate le diatribe fra materialismo e l’origine della coscienza umana. La vita proviene dalla cellula umana, verosimilmente la parte più piccola dell’organismo, noi ne abbiamo trenta trilioni. Il mondo esterno viene passato dentro di noi, attraverso l’esperienza delle informazioni sensoriale diventa una esperienza interiore. La vera intelligenza sta nella capacita di comprensione è di capire le profondità. Non è prodotta della meccanica, dalla chimica, non è campo elettromagnetico con delle relative reazioni.
Francesco Redi (Arezzo 1623), famoso biologo del suo tempo, andava dicendo” vivum ex vivo” non può nascere un essere dotato di vita da un altro essere inanimato. Quindi anche nella coscienza del mondo interiore possiamo distinguere quattro classi distinte: la prima è quella cognitiva o che deriva dalla percezione del mondo fisico. Il gusto del cibo, profumo dei una rosa, suono della musica, il senso del colore. La seconda categoria riguarda le emozioni come curiosità, amicizia, compassione, gioia, fiducia, paura, rabbia, tristezza, orgoglio, ostinazione, vergogna. invidia, avidità, confusione e così via. La terza è costituita dai pensieri. Se chiedi a te stesso come fai a sapere di avere un pensiero percepirai una debole immagine del pensiero prima ancora di averlo tradotto in parola. La quarta categoria contiene i sentimenti spirituali, di amore intenso e disinteressato, il sentimento di unita con l’universo, con una presenza trascendente più grande di noi, le ineffabili esperienze mistiche riportate nel corso dei secoli. Altra caratteristica e che queste esperienze di coscienza non sono clonabili, non sono trasferibile ad una secondata persona, restano nella mia interiorità ed intimità. E passiamo alla tecnologia con il suo computer (anno di fondazione 1941) e di conseguenza al Robot e all’intelligenza artificiale (IA). Qui vale il discorso di prima. Dalla cellula animata non nasce nulla di inanimato CP compreso. Che l’uomo è il luogo del cervello e della mente, mentre CP è il luogo della memoria e del calcolo. Che l’uomo è costruttore del PC, mentre la macchina è l’elaboratrice. Che il CP fa tanta strada quanto l’uomo gli permette di fare. Non si mai è mai visto al mondo, sorride Faggin, un uomo o dona donna partorire un CP. Il PC non si meraviglia di una frase scurrile, ne bestemmia, né imprecazione, o di ambiguità di ogni genere. In quanto alla scienza si è scoperto che esistono particelle subatomiche piccolissime, più piccole dell’elemento materiale che richiamerebbe l’esistenza di qualcosa che va aldilà della materia -Gli scienziati moderni, compresa la Fabiola Giannotti presidente del Cern e membra dell’Accademia Scienze in Vaticano, dicono che la scienza non avrà mai limiti. La fisica quantistica di carattere ondulatorio e dinamico con suoi molti scienziati, fra cui diversi premi Nobel, e ovviamente Faggin, va oltre l’idea che l’atomo (con protone, elettrone, neutrone) sia l’elemento più piccolo della materia, ed ha portato a scoprire che c’è qualcosa d’impercettibile e irraggiungibile che va a finire in qualcosa di natura diversa, ai livelli estremi della materia. Per similitudine quella che oggi si potrebbe chiamerei anima o equivalente l’autocoscienza. Si ipotizza che la nostra autocoscienza esisterebbe nell’universo prima della nostra nascita, verrebbe assunta dopo la morte, ritornerebbe nell’universo, ma non verrebbe distrutta.
La teoria quantistica è stata anche citata a livello accademico come possibile spiegazione della coscienza. Ma qui si entra nella religione e nella vecchia diatriba scienza e-fede. Si risolverebbe con l’invasione del territorio reciproco, si torna al creazionismo, e la scienza ne verrebbe mortificata. Grande carattere quello di Faggin, totalmente dedicato al coscienza e alla tecnologia, di sé stesso si definiva tutto dedito con la testa il cuore, lo stomaco. Con il cuore, la capacita mentale e con la mente razionale. Il cuore con l’empatia e la curiosità. Con lo stomaco, la grande passione meccanica e l’autorealizzazione. Un augurio a tutti i suoi affezionati che ascoltano le sue conferenze on line: che il mondo non è più come prima, che la coscienza è quella che dà un senso alla vita, che le idee buone facciano il giro del mondo.
Autore: Albino Michelin 30.06.2018
albin.michel@live.com
lunedì 3 luglio 2023
L' URGENZA DI UNA LEGGE MORALE
La nostra epoca può rivendicare un caos morale senza precedenti. La gente comune di un tempo si aspettava l’onestà, la giustizia, la sincerità, noi oggi ci aspettiamo tutto il contrario. La scienza è diventata la nostra parola d’ordine, scientifico è sinonimo di onesto, fattibile. Noi qualsiasi azione possiamo compiere, basta che la tecnica e la scienza ce lo garantiscano, altre remore non esistono, o che piovano dal cielo, o che spuntino dalla terra. Mai ci passa per la testa che la scienza non sostituisce l’etica, ma invece solleva di fronte a questa una grande quantità di questioni. Per essere umana la scienza deve collegarsi con l’etica e la società moderna se vuole salvarsi deve porre l’accento su questa alleanza. E qui bisogna subito liberarsi dagli equivoci. Anzitutto chiarire l’espressione “umano”. Una cosa è l’umano descrittivo, altra l’umano normativo. Diciamo per esempio è “umano” mentire nel senso descrittivo, cioè statistico, per dimostrare l’esistenza di tanti bugiardi. Mentre se lo intendessimo in senso normativo significherebbe che tanti fanno bene a mentire, anche se ladri. Ancora uno fra i molti equivoci: abbiamo la struttura biologica animale, basta comportarci secondo l’istinto degli animali e siamo sulla strada giusta. Errore, perché l’animale a seguire l’istinto si salva, l’uomo invece si uccide, vedi alcool, droga, ecc. Ed ancora un equivoco: basta esercitare la propria professione e si ha automaticamente comportamento morale. Dipende. La parola deriva da “fateor” che significa proclamo, cioè due cose: competenza e onestà. Un medico che si compera la laurea e procede ad operare in chirurgia è un antiprofessionale. Come quello che si prende una laurea e poi opera con trascuratezza è uno scorretto perché manca di una delle due componenti della professione. In tanto caos che cosa ci sta alla base della morale, dove si fonda, che cosa fa sì che una nostra azione sia lecita o illecita, accettabile o alienabile? È identico essere altruista o impostore? Vogliamo mettere sullo stesso piatto della bilancia per esempio un Albert Schweitzer (1875-1965) e Adolfo Hitler (1889-1945)? Il primo, un alsaziano franco tedesco, medico, teologo, pastore protestante che ha passato tutta una vita nel Gabon d’Africa a piantare farmacie da campo, che ha investito il guadagno del suo premio Nobel zurighese nella costruzione di un villaggio per lebbrosi e che volle morire in una foresta con loro? Ed un Hitler che ha eliminato 6 milioni di Ebrei, di cui 1 milione bambini? Chi e cosa li distingue? Sulla base di chi e cosa? Il color della pelle, gli ormoni, il lignaggio? Ed ancora qualche caso minore: nascondere difetti di un’auto usata e venderla come nuova è morale? Dare ad un compare in matrimonio una figlia con l’occhio offeso aggiustandolo con copertura artificiale è un affare nobile? L’esemplificazione sarebbe infinita. Qui ci aiuta una goccia d’olio. Se la poniamo in un ingranaggio del motore è tanta manna, se la versiamo in una camicetta da cerimonia è uno sciupio. Niente è neutro, dipende sempre dall’uso dell’uomo Così sono le nostre azioni. Ed ancora insistiamo: dove sta la distinzione fra il bene e il male, l’origine del valore e disvalore, in conclusione della morale? Per gli ebrei dipende dal decalogo di Mosè, per i cattolici dalla Bibbia, per i musulmani dal Corano, per gli induisti dai Veda? Non del tutto perché molti uomini non sono figli di nessun libro rivelato. Allora dove sta l’origine? Semplice: Nella dignità dell’uomo, del suo ambiente, delle sue relazioni. In una frase: Nella sacralità della persona umana. Tutte le leggi umane si basano nel poco o nel molto su qualche consenso a questa sacralità: l’amore del prossimo. Anche se ci sono filosofi come Rand che al contrario considerano l’egoismo norma morale etica, per il quale il sacrificio per gli altri è un in investimento dell’io su sé stessi. Amare il prossimo come se stessi per Rand e per molti non è una deviazione ma un paradigma per amare gli altri. Ma non è necessario che un comportamento sia socialmente universale per essere considerato universalmente umano. Talvolta si costata che quando una persona viene offesa nella propria dignità vi sono altri che rinunciano perfino alla propria vita a favore della dignità calpestata nel proprio simile. La storia è piena di queste persone che hanno incarnato tale eroismo, sia che si creda o meno ad una sopravvivenza nell’aldilà. Non solo Papa Bergoglio, ma credenti e non credenti sono d’accordo su un punto: la sacralità della vita è la matrice di ogni morale. Alcuni addirittura arrischiano l’esistenza in cambio di una non esistenza. Si pensi alle 350 mila donne nel mondo e alla cinquantina circa in Italia che ogni anno rinunciano alla propria vita per dare alla luce un bambino. Glen Glay nel libro “The Varrios” racconta che nella seconda guerra mondiale un soldato tedesco del plotone rifiutò l’esecuzione di dieci ostaggi, spinto dalla compassione verso di loro e delle loro famiglie. Conseguenza, venne fucilato pure lui. Invece di 10 morti se ne ebbero 11. Non scorgiamo in questo soldato un bagliore di bellezza e di valore anche se il suo sacrificio è stato inutile? Per non dimenticare tanti casi quotidiani come il sacrificio di Luca Carollo che il 29 agosto del 21 si gettò in mare nel palermitano per salvare un bagnante che stava per annegare. Lo trasse in salvo ma Luca ci rimise la vita. E poi si dice che i miracoli non esistono o che esistono solo nei santuari. Non si dimentichi che anche nel Vangelo di Giovanni (13,15) Gesù dice che nessuno ha amore più grande di colui che dà la vita per il suo prossimo. A tanto si arriva quando si pone come fondamento della morale la sacralità della vita umana.
Autore: Albino Michelin 27.06.2023
albin.michel@live.com