Dogmi da reinterpretare
Sono 70 i dogmi della chiesa cattolica e 21 contenuti solo nel credo e chiamati anche miti elaborati della chiesa cattolica e devenuti per noi materia di fede. Definizione di Mito: Significa un fatto importante nella storia della civiltà supportato da una carica eccezionale da parte della comunità, che cosi introduce una mentalità di tipo religioso, sociale, economico globale. Da essi da cui nascono anche alcuni fra quelli religiosi, e narrano come la vita umana si intreccia con quella degli dei. Talvolta questi coincidono con il messaggio religioso (per esempio con la Pandora ed il peccato originale), talvolta sono un po’ accennate, tal altra un ventilate. Tentano di abbinare l’elemento umano con quello divino. Narrano un episodio per trasformarlo da mito esperienza religiosa. Si potrebbe dimostrare come talvolta esiste un accostamento fra le tante interpretazioni pagane e quella religiosa, anche se in tutti i casi la trascendono. Abbiamo che il divino tiene in conto anche dell’umano. Si potrebbe dire che Dio si serve del mito per veicolare i suoi messaggi. In tutti i casi la bibbia non copia materialmente i miti pagani, mentre li assume e riempie di un significato religioso. Dio si inserisce nel mito umano per trasferirlo nel suo ambito. Come il mito del Sole in cui il 25 dicembre si celebrava il giorno appunto dio Mitra, Sole invictus, e che l’imperatore ha sostituito nel 330 con il natale di Gesù. Come ad esempio noi sappiamo che i culti della civiltà contadina sono sorti per ispirazione di Dio per celebrare sue feste. Dio cammina sempre con le gambe degli uomini.
Mito: di Pandora
Esiodo è vissuto nel VI-VII secolo A.C. in Grecia ha scritto un’opera sui grandi movimenti del cielo e della terra. Ed anche dello stesso periodo all’incirca in cui stata pubblicato il Genesi della Bibbia. E venne composta Il mito di Pandora da Esiodo anche se precedentemente datato, tale da perdersi nella notte dei tempi. In Pandora si descrive di Zeus, capo degli dei, irritato dal furto combinato Prometeo, che gli aveva rubato il fuoco. Dopo di che il capo degli dei invio sulla terra Pandora, ponendole sulla testa un vaso, ma ingiungendole di fare attenzione e di non aprirlo. Giunta sulla sterra per curiosità lo apri e di conseguenza ne uscirono tutti i mali del mondo, morte compresa. Alla stessa rimase solo la speranza. Lo si può intuire quando nel Gen.3,15 si parla di una donna che schiaccerà la testa al serpente. Facciamo quindi il raffronto con il libro del genesi della bibbia Dio chiama Adamo dopo il peccato, gli fa un processo, gli arriva una mega sentenza dell’eterno Padre, tutti i guai sono elencati, la morte e il parto con dolori, ogni-male senza alcun bene. Ai progenitori è rimasta solo la speranza, come a Pandora. I santi padri hanno individuata questa speranza in Maria, è rimasta solo la speranza. La gente comune è sempre stata colpita da questa condanna, perché tanti bambini sono morti e non si può renderli responsabili di ciò che non hanno compiuto. O che da adulti non sarebbero colpevoli di ciò che non hanno commesso. L’impianto è debole e si rifà a tutto il tempo non esisteva la psicanalisi, la psicologia, la psicosomatica, componenti essenziali nella spiegazione del peccato originale. Bisogna riandare alla grande intuizione di Teilhard de Charden (1881I958 circa 70 anni fa) che fa risalire il genere umano attuale e il creato a 13 milioni di anni fa, e Il l’uomo a 3 milioni di anni fa. È stato creato ed apparso sulla terra imperfetto, fragile, incompiuto affinché con la sua libertà possa superare istinti ed ingiustizie, umanizzarsi ed umanizzare fino alla fine dei tempi. Solo allora Dio sarà tutto in tutti (1° Cor 15.28)
Mito: di una Vergine Madre.
Era uso e costume che donne che si accoppiavano con le divinità davano alla luce un figlio o un re. Era nell’argomento ritenere che un re o figlio un Dio dovesse usufruire di questo mito. Un mito dei figli nati in quanto figli di re o figli di Dio in un rapporto con una ragazza vergine del popolo. Caso non raro, se pure un re, Romolo di Roma, veniva concepito dal dio Marte con Rea Silvia, con una popolana. Sull’onda dei questa popolarità: “Gesù prediletto dal padre che ha realizzata in modo totale la sua volontà e in modo perfetto che in uomo possa immaginare. “E qui ti arriva un Dogma del 325 d.C. Ecco che su la tale slancio Maria fu proclamata madre di Gesù uomo e Dio. E nel 681 Venne la dichiarazione che Maria è stato vergine prima del parto, durante il parto e dopo il partorì. In questo caso partorì attraverso l’orecchio destro. Nel 1858 Pio IX la proclamo Immacolata Concezione. E nel 1950 venne definita Maria fu assunta in cielo in corpo e anima. Nel caso giova ricordare che S. Tommaso d’Acquino del 1200 non era d’accordo con l’Immacolata Concezione. Sosteneva che non era nata “nel” peccato, ma non “con” il peccato originale. E qui tralasciamo di dare una spiegazione perché non si tratta di una verità sostanziale sulla fede. Dispute fra pensatori. Con ciò e con altri (con altri teologi) che non sarebbe stato conforme alla mentalità di Maria se avesse dovuto fare per privilegio ciò che avrebbe fatto per fede. Il quanto al corollario che noi pure saremmo di Maria. Dipende, se è per devozione o se perché uno la desidera. Piuttosto è il rapporto con Gesù che ci interessa che ci interessa. In Giovanni scrive che il Padre è maggiore di lui (Giov 14.28), in altri passi che lui e il padre sono la stessa cosa (Giov10.22), in altri che Dio è padre suo e Padre nostro (Giov, 20.27), in atri Gesù ci raccomanda di usarlo noi stessi il padre nostro. Il fatto si è che noi siamo abbracciati dall’amore di Dio e di Gesù.
Mito: della Trinità egiziana.
Il Dio della Trinità si chiama anche il dio della morte e della immortalità. Da Iside, Osiride, Orus, padre madre figlio che erano gli eccellenti della mitologia egiziana. Sono stati proclamati nel 325 d.C., con dogma che significa esservi un dio in tre persone, Questo mito è antichissimo e presso molte civiltà che si fonda sulla magia del numero simbolico tre’. È l’esperienza di Dio come totalità, cosa che gli orientali sentono di più. Espressione la più difficile di articolazione perché sono unico dio in tre persone. Significa perfezione. Ci basti un esempio popolare. Sarebbe un sole che fa tre funzioni: un Dio che ci brucia, ci riscalda, ci illumina. Una persona con tre funzioni. Una realtà con tre funzioni.
Mito: di Ifigenia
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Nella mitologia greca la divinità sottoponeva l’uomo colpevole ad una prova di fedeltà o punizione se
avesse commesso qualche colpa. Nella Bibbia il caso di Abramo in procinto sacrificare il figlio Isacco è il caso più significativo. Che poi Isacco non sia tato ucciso e per sostituzione con un montone, significa che la civiltà era in progressione e Dio sarebbe stato interpretato modo evolutiva. Vi sono fra le tante due espressioni della bibbia sulla morte di Gesù in croce per i nostri peccati. Una che Gesù è morto per i nostri peccati secondo le scritture, la seconda è che secondo che le scritture (1 Cor 15.33) Dio l’ha fatto peccator per noi (2 cor.5.21). Stiamo con A. Maggi, teologo e sacerdote direttore del Centro Studi biblici di Macerata e di Anna M Corrallo, laureata in teologia alla Gregoriana di Roma per dire che Gesù non mori per i nostri peccati. Non è morto per un motivo teologico o de fede, ma per un motivo economico. Al tempo di Gesù esisteva una ferrea disciplina. Per essere perdonato dal peccato si dovevano immolare animali, si dovevano offrire volatili e piccioni-con tante di tariffe. La azienda dei sommi sacerdoti era garantita da queste enormi proventi. Ora Gesù rimetteva i peccati gratuitamente, bastava il pentimento del cuor. Nemmeno Gesù la portava al tempio per pregare o per pagare la tassa. La gente voleva si evitasse il giorno di festa perché non succedesse qualche tumulto di popolo. (Marco 14,2). Gesù non è morto per i nostri peccati, ma per l’invida dei sommi sacerdoti, poi passata a Pilato, e quindi con denaro o con la pubblicità passata alla turba degli ebrei. Quale padre avrebbe il coraggio di mandare alla morta il proprio figlio, parricidio, cosi Gesù è stato crocifisso non per i nostri peccati, ma per insegnarci la strada che senza pagare di persona non si porta avanti il mondo e non si costruisce il regno di Dio sulla terra. E a livello personale va detto che Gesù è morto per amore nostro, appunto per insegnarci la strada. E col tempo andrà riformato anche il messale in questo senso.
Mito: L’ascensione del gran ritorno.
Nell’antico testamento un’altra volta era salito al cielo Enoch, sparendo da terra accompagnato da Elohim, un appellativo di Dio, scomparsi nel cielo come un turbine. Nella 2° Re 2,11 si racconta che Elia ed Elisea passeggiavano quando Elia venne rapito in cielo come un turbino. Gesù negli Atti degli Apostoli ascese al cielo a significare che stato esaltato e glorificato da Dio. Diremmo al settimo cielo. Proprio come Maradona il giorno dello scudetto a Napoli è stato trasportato in cielo da i suoi fans. Secondo il mito sono 10 i cieli del firmamento con la Luna con la Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, Stella fissa, Piano mobile, Empireo. È salito, se al terzo, o settimo, o decimo cielo. Gesù non è certo salito con lo sputnik o con la navicella spaziale perché si tratta di un grande mito. Si descrive che ora siede alla destra del padre ma è simbolico. Paolo dice che Gesù non è salito con la sua carne materiale (soma), ma con il suo soma, elemento affettivo dell’intelligenza e delle emozioni. Luca assicura che quel medesimo Gesù alla fine dei tempi ritornerà (Atti 1. 9). E con queste parole: uomini di Galilea perché state a guardare cielo. Questo Gesù che è asceso al cielo tornerà allo stesso modo con cui l’avete visto andare in cielo.” Ed in altre parole Gesù promette: È bene che io me ne vado, perché se io non me ne vado, non verrà a voi lo spirito paraclito, l’avvocato. (Giov.6-7)
Mito: della chiesa cattolica
È datata dal 385 quando l’imperatore Teodosio si permise di affermare che chi non e cattolico è un ignorante o un sovversiva e oltre fare i conti con la giustizia umana deve fare in conti anche con la giustizia divina. Da quel momento la, religione cristiana e diventata una religione di perseguitati. Religione di stato diventata una guerra di religione viene a proposto una parabola interpreta da Gesù, concernente il seme dei campi (Matteo 16.23) che riceveva una accoglienza diversa a seconda la tipologia del terreno-Questa da frutta e produce ora il cento sessanta, ora in trenta, I semi del verbo sono concetti immagine. Ogni campo e campo di Dio è campo di Dio, chi si ispira alla parola di Dio non conosce barriere, culti, tradizioni, ma si avvale in tutto la potestà del suo carisma. L’abate Rosmini (1797 1855) disse che in ogni uomo esiste un crepuscolo mattutino di Dio. Ma già il vangelo scrisse che con Gesù veniva al mondo la luce vera quella che illumina ogni uomo. Quindi da ogni uomo al pigmeo, ad ogni razza più arcaica. Diceva Papa Francesco che la sacralità di ogni persona è la matrice di ogni morale. Ogni uomo è capace di una interiorità. Gesù dice che tutte le persone di questo modo hanno possibilità di salvarsi ed egli mette a disposizione liberamente il suo dono basta accettarlo. Con tutte le quindici religioni, che Dio voglia salvare solo quella della cattolica, che poi sono la minoranza, 2 miliardi fra gli 8. Tutte le religioni sono uguali. Quando Gesù dice che si farà un solo ovile con solo pastore non significa che tutti dentro nello stesso serraglio, ma ciascuno secondo le sue possibilità. Quando Gesù parla con la samaritana disse chiaramente: “credimi donna è giunto il momento in cui né su questo monte né in Gerusalemme adorerete il padre. E giunto il momento ed è questo in cui i vere adoratori adorerete il padre in spirito verità. E la fine di tutte religioni o e l’avvento della fede. “
Mito: del potere papale
Fu proclamato da Pio XI il 18.7.1870 Con infallibile viene solennemente definita una dottrina o legge morale. Questa era stato dei suoi dogmi e suoi simboli, di cui vi era una palese stanca. Fra tutti gli uomini di chiesa. Soprattutto dopo la pubblicazione del Simbolo, edita l’8.12.1864 contenente la sagra di tutti gli errori apparsi negli ultimi 300 anni. È stata una decisione un po’ burrascosa. In effetti lo stesso Kung ammette che la crisi era apparsa in precedenza già 22 anni prima con la In questo dogma vi e stata una imprecisione sul tema dei votanti. Si parlava di 130 per le firme in disaccordo col papa, di 500 indecise, di una 50 di accordo. Per di più il girono stesso del 18 settembre venne sospesa la se ance per la fine de potere temprale dei papi fino al 29 settembre: Ma allora il dogma era già stato approvato.
Alcuni vescovi se ne andarono da Roma prima dell’approvazione, altri fondarono la chiesa scissionista dei Vecchi Cattolici. Ma l’infallibilità pontificia fu un’arma a doppio taglio perché vincola i papi alle decisioni dottrinali dei propri predecessori quando oramai sono diventate anacronistiche. E poi dopo tutto in questo dogma c’è stata una eccessiva radicalizzazione del passo di Matteo 16,18, quando Gesù diede a Pietro l’incarico di fare un servizio e non di esercitare un potere.
Autore: Albino Michelin 03.01.2024
albin.michel@live.com
lunedì 8 aprile 2024
I SETTE MITI DELLA CHIESA
giovedì 28 dicembre 2023
LA SPIRITUALITÀ DEI FIGLI UNA RISORSA PER GLI ADULTI
Oggi c’è un grande amore per gli animali, specialmente cani, senza aver nulla contro cani. C’è chi vuole la taglia piccola, chi la vuole media, chi la vuole grande. Si va dal cucciolo al pastore tedesco, al pittbull, al terrier, al cane da caccia, al cocker piccolo ma di carattere. Cani da richiamo, cani da compagnia, cani da guardia, cani da giocare nell’appartamento con il proprietario, cane da non abbaiare, da accudire ai suoi bisogni secondo l’addestramento. Non solo badiamo a spese. Una razza di cani può andare dalle 1.800 alle 2.500 fr al mese. Quando non sia quello da 11.000 fr. Come un siberiano. ln Italia abbiamo 7 milioni cani, 7.5 milioni di gatti. Ad un proprietario svizzero costa mediamente per cibo, veterinario, pettinatura verso 4.100 fr. Ci vuole quasi un capitale. Per un certo verso qualche volta si preferisce il cane ad in figlio. Si è tentati pure a rinunciare ad un figlio perché i tempi sono finanziariamente difficili. Comunque alla base della nostra fede ci sta la cura dell’essere umano e poi eventualmente quella dell’animale. In fondo o nell‘etica o in qualsia altra fede (cattolica, protestante, ortodossa, buddista, iraniana.) ci vuole la spiritualità dei genitori o degli educatori, se no oggi si fa un buco nell’acqua. Al di là della fede, quello che più conta è che questa esperienza la vivano i suoi genitori e qui il successo sarà quasi assicurato. Una serie di comportamenti difficili negli adolescenti potrebbe essere evitato. Soprattutto avremo una nuova cultura ed educazione dei nostri adulti. Ma il fattore spiritualità inizia già della nascita. Dopo lo smarrimento iniziale viene lasciato il passo al sentimento di gratitudine, alla vita. La scienza può spiegare le ragioni biologiche della materia, la spiritualità spiega le ragioni immanenti della vita. E il bambino si affida al senso della vita di adulti quale segno di sacralità. L’affidarsi del bambino sta nella sua abnegazione nell’aver fiducia che il mondo presentato dagli adulti sia buon, sia bello, sia vero. La fase “del mondo che è buono” e quella che riguarda tutta la prima infanzia (0-7 anni) e abbraccia la scoperta di un mondo che lo accoglie. La seconda fase “il mondo è bello” è quella in cui si scoprono i valori morali e la meraviglia delle cose create. La terza è la fase “il mondo è vero “in cui il ragazzo avvalora le scoperte precedenti attraverso ricerca di nuovi orizzonti. I bambini portano dentro di loro domande e intuizioni profonde sul senso della vita. Se in bambini crescono in un ambiente di vita spirituale, o se loro si permette di viverla e di accompagnarvici in pienezza, allora problema è risolto. Il bambino cresciuto adeguatamente sul piano educativo e morale sarà in grade di distinguere il male dal bene e pertanto di espandersi spiritualmente. Il bambino viene dall’aldilà, la sua vita lo dimostra, si sente fortemente inserito nei misteri dell’universo. I semi della divinità che si trovano in ogni bambino e che spesso viene ignorato dai suoi genitori o educatori è simile ad una ventata di gelo che tutto dissecca, ostacola, o distrugge. La spiritualità è una esperienza di amore e risponde nel bambino a un bisogno profondo di Dio e della sua natura. Quando questo è garantito si può vivere tutti i giorni con grande serenità. Si può stare accanto per un mal di denti, ma aiutandolo a trovare gli strumenti per “cavarseli” anche da soli. Altro esempio: Il bambino non va visto come un vaso da riempire, ma gli si riconosce la possibilità con cui osserva e affronta la vita. Lo sforzo del genitore è quello di mettersi nei panni del proprio figlio e farsi giudicare dal figlio stesso. Ed ancora, altro esempio. Riconosciamo i bisogni profondi della persona. Quando si fa scattare il “no” è un mezzo che aiuta a crescere, mettersi gli occhiali delle frustrazioni quotidiane di figli. Si rinforzano il senso della realtà e aiutano il bambino a usciere a poco a poco da suo egoismo infantile e senso di onnipotenza. Educare non vuol dire darle tutto vinte. Ed ecco alcune strategie. Una bambina di seconda classe: Dio vola, tiene il barattolo dell’acqua, manda il sole e guarda nuvole in giù. Terza elementare: porta le scarpe azzurre, la vestaglia gialla e i sandali bianchi. Fa piovere. Una bambina della quinta elementare: Dio mangia, dorme, Dio sa volare. Io non so volare. Una Ragazza di 13 anni lascia nel su inconscio la paura di Dio. Un bambino quarta elementare ha una fantasia che riesce a fare tutto ciò gli aggrada. Versa una spiritualizzazione, altrettanto necessaria. Sarà quando il ragazzo avrà un concetto più astratta di Dio. Se per ipotesi a una ad un bambino si bloccano le rappresentazioni infantili, crescerà in una fede fragile. L’importanza dell’affetto è fuori pure discussione. Oggi i bambini hanno troppe cose, ma forse mancano delle cose più emozionanti. La collocazione delle esperienze di fede nei ragazzi è d’importanza pure capitale. Alla collocazione religiosa forse va bene che si trovi nel suo habitat. In genere che il cattolico frequenti il suo, Il protestante, l’islamista, il buddista pure il proprio, perché sia contatto con i propri simboli, le proprie immagini, con i propri raduni, con le proprie escursioni, importante che vi sia una proposta religiosa che vada nella direzione della spiritualità. Se ciò non fosse il caso va ricercata nel menu delle religioni locali quanto l’infanzia abbisogna. Indubbiamente di ciò ne avrebbero vantaggio anche i genitori e glia adulti. Ricupererebbero e forse aumenterebbe il rispetto. Al vandalo va insegnato che si può vincere o perdere; che vittorie e sconfitte fanno parte della vita. La nostra società ha dimenticato educazione e buona creanza. Basta il permissivismo E abbiamo questi risultati. Se a tuo figlio fai un’osservazione è capace per darti una lezione di buttarsi giù dal terzo piano. Il padre di Giulia Cecchettin, la ragazza uccisa con 20 coltellate l’11 novembre 2023, pronuncio io suo discorso il 5 dicembre: “siamo oggi tutti coinvolti da questo ennesimo delitto. Non so se avrò il coraggio di perdonare”. E dopo qualche giorno interruppe il silenzio, riassorbì il suo dolere. “Ma io devo perdonare”. Al crollo delle nostre agenzie educative fa specie sentire chi preferisce i cani agli umani. Ma fa più rammarico rinunciare all’amore della famiglia per interessi personali. Ed è una sconfitta della loro natura privarli di una formazione spirituale e religiosa, di cui la componente essenziale è l‘educazione sessuale. Da pregare Dio ci scampi dal sostituire i figli per altri interessi, per non lasciare il nostro domani in balia dell’indifferenza, della delinquenza e dell’odio.
Autore: Albino Michelin 16.11.2023
albin.michel@live.com
GLI HALLOWEEN, SOLO UN FATTO DI CARATTERE COMMERCIALE?
Gli Halloween stanno spopolano tutto il mondo. C’è una rinascita dovunque di questa tradizione proprio ora che la morte diventa sempre più un tabu. Al di là dei propri defunti di famiglia, dai quali ci si accomiata sempre in fretta verso la cremazione, poi non se ne parla più. Siccome oggi si desidera conoscere l’origine sia del sacro che del profano può essere utile la narrazione di questa tradizione. Questa festa nasce secondo i cattolici da papa Gregorio IV che nell’840 consacrò un sacello di S. Pietro, abbinando il giorno dei santi con quello dei morti. Ma più credibile un’origine da culti lontani nella preistoria quando le feste di carattere sacrale sorgevano dal mondo dell’agricoltura. E così verosimilmente come per la festa del Natale, sorta tardivamente dal Sole Invitto dell’Imperatore, o dai Saturnali del carnevale. La storia, o leggenda che sia, dice che sarebbe sorta in Irlanda all’avvento dall’autunno, la fine estate, quando allora si festeggiava il capodanno. Quando il sole tramontava e la sera diventava in fretta e buia ed essa chiamava Suhle heim. Si accedevano fuochi per guidare le mandrie, si evocava le spirito dei morti e il diavolo. Ed è durante questo periodo che i celti credevano che i defunti erano separati dai vivi, ma ora avevano qualche girono di liberta per convivere ancora insieme con loro. Tradizione che a volte si arricchivano con apporti indigeni, talvolta si evolvevano, talvolta corrompevano. E sono arrivate sino a noi come “All Allows’Eve, la sera di tutti morti”. Ragni giganti, zombi, streghe abbigliamento minaccioso, foggia satanica, talvolta per ricevere lo zuccherino e dolcetto trattandosi di bambini, tal altra, come si costata di recenti, per atti di vandalismo. Questa e una tradizione tipica dell’occidente, mentre nel mondo orientale essa è meno diffusa. Perché tutto non provenga dall’America, la tanto amata zucca si ritiene di origine Irlandese. Quando questi nel l’800 emigrarono nelle Americhe si si accorsero che gl’intaglio della zucca era più conveniente e meno difficoltoso che tagliare la rapa, ecco la dimostrazione che la zucca si addice alla Irlanda. E poi ci era un’idea religiosa di fondo. Che la zucca cresce in fretta e in fretta marcisce, e starebbe a dimostrare la fugacità della vita, più tosto cara alla sera di tutti i morti. Svariate sono le tradizioni che in Italia e non solo si svolgono in occasione dell’All Halloween. In pratica quasi tutto le nostre regioni attendono le anime durante la notte della vigilia. Per citarle, bambini ricevono i dolcetti in tutta la penisola. In dettaglio ad Ampezzo mangiano le fugacciate e fanno le cocce prietorie cioè il suffragio per il purgatorio. A Bormio si pone sulla finestra una brocca d’acqua per dissetare le anime dei defunti. Nel Veneto viene usata la lumera (lanterna) a simboleggiare la risurrezione dai morti. In Abruzzo si usa le cocce de morte e la testa di un morto affinché la gente ne faccia il suffragio. In Puglia si offre una ciotola agi angoli delle strade. In Calabra si bussa porta per porta e si domanda l’offerta per i morti chiedendo di pagare il coccalu. In Sardegna vi è addirittura un festival “: animedda, mortu mortu, pane di sapa, assus de morte.”. Il canto ne dà un senso di timore e speranza. E poi una quantità di cibi che citare in dialetto diventa uno stress: Il papascimos, la marturana, il morticiello. E all’estero si trova la stessa dovizia di cibi e di devozioni. In Spagna e America latina dopo la festa ci si raccoglie con la preghiera di suffragio e con Uessos de santo. In Polonia i credenti sono invitati a pregare nella foresta. In Messico dove si costruisce un altare in cui si prega per tutti i bambini morti, detti Angellilos. In Germania i protestanti luterani ricordano anche essi a modo loro appendendo le 95 tesi nel giorno del 31 ottobre 1517. Ovviamente questa è soprattutto una tradizione di bambini. E va qui fatto un discorso psicologia sulla Halloween e sui film dell’horror. Che cosa alimenta questa attrazione verso il macabro come un fascino magnetico? Si attiva l’amigdala, la centralina delle emozioni che risiede nell’emisfero destro del cervello. Come i bambini che trovano un piacere che permetta loro di girare su una montagna russa, un misto di paura e di spavalderia. Ma consapevoli essere al sicuro in una casa, e che la paura è prodotto della loro fantasia. Un modo di confrontarsi con la propria paura senza il rischio che importa il male reale. E quindi la rappresentazione del fatto e della nostra capacita di affrontarlo. Quella che noi chiamiamo la catarsi, cioè siamo in una trama oscura sì, ma con la possibilità di liberarci. Ed è anche una forza di coesione sociale, un rafforzamento di convivenza. Che ci permetta di acquisire esperienze di situazioni di pericolo. Giochi di bambini che spesso simulano una situazione di pericolo divertendosi, o quello di bambini che scappano dai genitori che fanno finta di essere inseguiti. Che cosa ancora vi sia nascosto nel fascino psicologico di questa tradizione? È certo che pure noi abbiamo in legame con il nostro passato. Il buio scende su di noi sia mentalmente che metaforicamente. Questa tradizione esce dalla popolazione sia dall’Irlanda sia dagli Stati Uniti, anche se a questo essi si sentono la missione di commercializzarla con necessita di mercato. Forse c’è qualcosa di più ancestrale che può spiegarlo. I pericoli della vita preistorica ci hanno lasciato solchi profondi e quindi immutabili nella natura umana, attratti ugualmente da paura ancestrali. Con tali paure di affrontare si promuove il nostro spirito alla riscossa e così li possiamo esorcizzare, combattere e liberarcene. Quando si dice di non buttare il bambino con l’acqua sporca significa ritenere che i dati della vita sono più vantaggiosi che oscuri. E qui si potrebbe distinguere quelli che nell’educazione di oggi si limitano a fare della psicanalisi e quelli che preferiscono il comportamento. Il modo migliore è quello di guardare in faccia alla paura. Ma è sempre meglio conoscere quello che ci sta di dietro piuttosto quello davanti. Cosi si diventa auto psicoterapeuti anche per la gente comune. E già dai 7-8 anni il senso della morte è integrato nella personalità del ragazzo. Quindi è sempre da ritenere che l’uomo e il bambino sono figli di genitori, di antenati, di proavi con il loro cumulo di oscurità ancestrali che hanno trasferito all’adulto o al bambino il senso dell’angoscia. Ma soprattutto quello che provengono dal loro subconscio. In effetti il bambino ha paura soltanto una cosa: essere lasciato solo. Che in pratica il senso della vita è fatto per la morte. Proprio come diceva la poesia di Totò nella “Livella”: Ogni anno il due di novembre c’è l’usanza andare al cimitero per il defunto. Ognuno ll’ adda’ in questa crianza, ognuno adda tené chiste penziero.
Autore: Albino Michelin 08.11.2023
albin.michel@live.com
giovedì 14 dicembre 2023
ESISTE L'ANIMA?
Non possiamo pretendere che Platone, S. Paolo, S. Agostino abbiano su Dio, sull’ universo, sull’anima umana detto tutto. E a noi che cosa resterebbe da fare? Il mondo sarebbe fissato e stabile, mentre il mondo è evolutivo. E quindi bisogna dare spazio anche alle nostre voci. Possiamo quindi prendere tre filosofi moderni e chiedere loro contributo su questi argomenti. Quello di Umberto Galimberti che cerca vie diverse per dimostrazione dell’anima. Poi quella tradizionale di Francesco Agnoli che ripete abbellendola la strada di sempre. E poi quello di Federico Faggin che cerca vie totalmente nuove. Secondo il Galimberti: l'anima è immortale nel cristianesimo, l'anima è evocativa nella poesia, l'anima essenziale nella psicologia perché senza anima non puoi smontare la personalità, è fondamentale nell'amore perché difficilmente l'amore lo si può fare con un corpo soltanto. Eppure l'anima non esiste, esiste soltanto l'idea di anima. Sono sempre le idee che portano avanti il mondo. Come Dio è che una idea, e che nessuno ha mai visto, eppure porta vanti il mondo con una quindicina di religioni. Ma l'anima non esiste. Esiste un platonismo a misura popolare, come separazione dell’anima dal corpo e viceversa, quello portato avanti da Agostino dal 400 in poi rimasto fino al presente dal 1600. Restiamo sul secondo: dimostrazione dell’anima come da tradizione. Alcuni sostengono che parole come la coscienza, la creatività, il ragionamento morale siano prova dell'esistenza delle anime tout court. Non esiste una prova scientifica conclusiva dell’esistenza dell'anima in quanto che non è un concetto che può essere misurato o osservato direttamente. Ma tali prove ritornano e sostengono che sono la coscienza, la creatività e il ragionamento morale che potrebbero essere la prova dell’esistenza dell’anima. E ti citano altre prove. Come ad esempio le esperienze pre-morte: alcune persone che hanno avuto tali esperienze riferiscono di provare un senso di distacco dal proprio corpo fisico, e di percepire una realtà diversa da quella terrena. Sebbene queste esperienze siano soggettive e non possano essere verificate scientificamente, sono spesso citate come prova che la coscienza può esistere indipendente dal corpo fisico. Altro argomento la moralità. Gli esseri umani hanno un senso morale che va oltre l’interesse personale e non si basa esclusivamente sull’istinto o sulle norme naturali. Il morire per un nobile ideale che può essere amor di patria, per la famiglia, per Dio non si spiega sempre per un impulso fanatico, mentre lo si può spiegare per un gesto ideale di nobile e puro sacrificio. Questo senso morale potrebbe essere il riflesso di una legge universale o di una volontà divina, che richiede l’esistenza di un’anima. È importante notare che questi argomenti non sono conclusivi e definitivi, perché la questione dell’esistenza dell’anima è di difficile risposta in mode esaustivo. Alcuni punti di approfondimento. Gli esseri umani sono in grado di creare musica arte, letteratura altre forme di espressione che vanno oltre semplici bisogni di sopravvivenza. È un fenomeno complesso che non è ancora del tutto compreso dalla natura. Vale la pena notare che molti di questo argomenti su basano su convinzioni personali, quindi su prove empiriche che non convincono tutti. E notare che anche queste contro argomentazioni non sono abbastanza conclusive e che il dibattito dell’anima probabilmente continuerà per molto anni a venire. Ma le religioni che hanno credenza sull’anima vanno oltre ciò che può essere scientificamente, e c’è una grande varietà di queste credenze. Cristianesimo: l’anima e descritta come immortale dotata da Dio al momento del concepimento. Nel Islam l’anima viene riconosciuta come ruh (anima) e si ritiene uguale al cattolicesimo. Nell’induismo l’anima è ritenuta come atman (coscienza spirituale) e sia eterna ed immutabile. Dopo la morte si crede che l’atman si reincarni un nuovo corpo basato sul karman (il frutto delle azioni compiuta da ogni vivente che influisce sulla qualità della vita secessiva) delle persone. Nel buddismo si crede che lo spirito è la parte più nobile dell’uomo e la sua capacita di elevarsi al di sopra del finito e andare fino a Dio. Al momento però nemmeno nelle religioni ci sono prove scientifiche che confutano definitamente l’esistenza dell’anima, poiché il concetto di anima non è qualcosa che può essere misurato o osservato con i metodi scientifici. Tuttavia vale ancora una volta ricordare che lo stesso studio scientifico e dei suoi i fenomeni correlati è ancora nelle sue fasi iniziali, lontano ancora dal comprendere. Per cui in quanto tale è improbabile che avremo una risposta definitiva alla questione dell’esistenza dell’anima attraverso mezzi scientifici. Abbiamo sentito due voci in capitolo. Ora il terzo è Francesco Faggin che batte strade nuove. E si riferisce a Francesco Redi di Arezzo del 1623, famoso biologo del tempo che andava dicendo “Vivum Ex vivo “ Non può nascere un essere dotato di vita da un altro essere inanimato. Cioè da un sasso non può nascere una intelligenza, un’anima. Faggin ha pubblicato due libri di Irriducibile, cioè che non si può ridurre la coscienza ad un gruppo di cellule a composizione chimica. Fa una breve dilucidazione ed esposizione sull’anima. Egli divide in quattro categorie le sue prove sulla coscienza e sull’anima. Prima categoria. E’ quella cognitiva, o conoscenza che deriva dalla percezione di un mondo fisico, il gusto del cibo, il profumo di una rosa, il suono della musica, il senso del colore. La seconda categoria riguarda le emozioni come la curiosità, l’amicizia, la compassione, la fiducia, la, la paura, la rabbia, la tristezza, l’orgoglio, l’ostinazione, la confusione l’invidia, l’avidità, e così via. La terza è costituita dal pensiero. Se chiedi a te stesso come fai a sapere di avere un pensiero percepirai una debole immagine del pensiero prima ancora di averlo tradotto in parole. La quarta categoria contiene i sentimenti spirituali di amore intenso disinteressato il sentimento di unita con l’universo, con una persona trascendente più grande di noi, le ineffabili esperienze mistiche riportate nel corso dei secoli. E una esperienza non clonabile, non sono trasferibile da una persana ad un altro, resta nella interiorità e nella intimità. Infine secondo il Faggin la nostra anima dopo la morte verrebbe assunta dai nostri neuroni e ritornerebbe donde era partita. Perché secondo la fisica quantistica l’anima nostra sarebbe immortale dall’origine della nostra vita e per l’eternità. Da due mila e cinquecento anni, da Platone, si è fermata lo studio sull’anima. Ora è giusto che si ricominci o che si presti seguito e per tutto il tempo che sarà necessario. A tutti un aforisma: il corpo in regalo, l’anima è una conquista.
Autore: Albino Michelin 01.11.2023
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